di Cristina Sampiero

Il sangue, troppo denso o troppo fluido, è influenzato da cause patologiche ma anche dalla dieta, dall’esercizio fisico, dall’assunzione di farmaci. Inibendo la vitamina K ad opera degli anticoagulanti si blocca la formazione e l’estensione di un trombo. Relativamente alla dieta, la vitamina K svolge un ruolo di fondamentale importanza nei processi coagulativi, pertanto per i pazienti a rischio esistono precise indicazioni sui cibi più o meno indicati a inibire tale vitamina. Vediamo quali sono

Nel sangue sono presenti sostanze che favoriscono la coagulazione. Quando si sanguina, queste sostanze fanno indurire il sangue formando un “sigillo” della lesione. La coagulazione è un processo di fondamentale importanza per il nostro organismo. In alcuni pazienti che soffrono di disturbi cardiovascolari, si possono formare coaguli all’interno dei vasi sanguigni che sono detti trombi; essi possono ostruire i vasi stessi bloccando la circolazione. In alcuni casi i trombi si muovono all’interno dell’organismo e le parti del corpo che non ricevono più l’afflusso di sangue a causa di un trombo possono essere danneggiate.

Si ha un ictus se il trombo interrompe il flusso sanguigno diretto al cervello; se si interrompe invece la circolazione verso il cuore si ha un infarto; se il trombo non permette al sangue di raggiungere una parte della gamba, si ha la cancrena. Quando un trombo arresta il flusso sanguigno ai polmoni si ha un’embolia polmonare. I due estremi sono quindi che: se il sangue è troppo denso, si possono formare coaguli all’interno dei vasi sanguigni, se è troppo fluido, si rischia di sanguinare a lungo. Se il medico ritiene necessario normalizzare la fluidità del sangue la soluzione si trova nella somministrazione di farmaci anticoagulanti orali nei dosaggi indicati e facendo regolarmente esami del sangue che permettano di valutare la corretta densità del sangue.

L’esame più semplice è il tempo di protrombina (PT) e il valore normale è compreso tra 12.7 e 15.4 secondi ma può essere espresso anche come, Rapporto Normalizzato Internazionale (INR). Nei pazienti che non assumono anticoagulanti l’INR è circa di 1. Nei pazienti in terapia con anticoagulanti entrambi i valori sono più alti. Se il sangue è troppo fluido il medico diminuirà il dosaggio di anticoagulante e viceversa. Assumendo la dose che il medico ha prescritto di anticoagulanti l’INR dovrebbe mantenersi nei limiti, però la consistenza del sangue può essere influenzata anche da altre malattie, dalla dieta, dall’esercizio fisico, dall’assunzione di altri farmaci. L’inibizione della vitamina K ad opera degli anticoagulanti orali riduce la capacità del sangue di coagulare e in tal modo viene bloccata la formazione e l’estensione del trombo. Relativamente alla dieta, la vitamina K svolge un ruolo di fondamentale importanza nei processi coagulativi in quanto è necessaria per la sintesi di alcune proteine coinvolte nella formazione del trombo. Se la dieta è troppo ricca di vitamina K il tempo di protrombina potrebbe diminuire, quindi è fondamentale non assumere troppa vitamina K con gli alimenti. Il corretto introito alimentare della vitamina K svolge un ruolo fondamentale nella stabilità della terapia anticoagulante orale. In realtà non esistono alimenti controindicati, mentre è necessario mantenere una dieta con la quale gli alimenti ricchi di vitamina K vengano assunti in quantità più o meno costante in modo da non creare squilibri temporanei. Tutti i cibi, in particolare le verdure, contengono non solo la vitamina K ma anche altre vitamine, sali minerali, fibre e sostanze necessarie all’organismo. Non vanno quindi eliminate tutte ma solo quelle che hanno un contenuto di vitamina K superiore a 100 microgrammi e vanno limitate quelle con contenuto di vitamina K compreso fra il 30 e 100. In linea di massima vanno evitate le verdure a foglia larga e verde come lattuga, cavolo e spinaci, preferendo invece i prodotti vegetali di colori diversi come pomodori, carote, ravanelli, melanzane. Una piccola quantità di verdure a foglia larga può essere consumata tutti i giorni e in uguali quantità.

Fare attenzione al tè verde, agli infusi e alle sostanze di erboristeria come ginseng e gincobiloba. È inoltre importante ricordare che la cottura denatura poco la vitamina K e quindi anche cuocendo le verdure non si abbatte il contenuto di vitamima k che deve comunque essere conteggiato.

Più l’attività e l’esercizio fisico si mantengono regolari, meno il medico dovrà adeguare il dosaggio di anticoagulanti.

di Cristina Sampiero

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