La società troppo competitiva genera frustrazione e stress in coloro che non riescono a eguagliare i modelli vincenti. In tutti. Nella recente intervista a una psicologa che lavora in una struttura di procreazione assistita, proposta come comunicato stampa del Centro, viene fatto un esempio di modello irraggiungibile, quello di donne con corpi da modelle nonostante la gravidanza, nelle quali anche la rotondità della pancia è perfetta come tutto il resto. La dottoressa sostiene che tale esempio rappresenti una delle tante competizioni in cui se ne esce perdenti se non si adotta una lettura critica di quello che c’è dietro. Una lettura grazie alla quale comprendiamo che le immagini che ritraggono soggetti tanto attraenti sono istantanee dell’esistenza, non coprono nessun arco temporale come in quelle che ritraggono le persone comuni, oppure sono immagini sapientemente ritoccate. Delle fake, in entrambi i casi. Nel caso specifico, le immagini uniscono il piacere di un corpo all’apice della bellezza con il bisogno che sta per essere soddisfatto di maternità.
A questo punto delle risposte la dottoressa forse si sbilancia un pochino rispetto al rigore scientifico delle sue osservazioni e afferma che la maternità non soddisfatta è fonte di stress. Del resto, non si può darle torto, se ogni cosa rischia di essere fonte di stress, la procreazione che non c’entra l’obiettivo lo è di sicuro. Una conferma è reperibile in uno studio scientifico che cita, nel quale è dimostrato che lo stress ha agito negativamente sulla fertilità e sulla possibilità di concepimento nelle 400 donne coinvolte. Ma ce n’è anche per gli uomini, come stiamo per apprendere. L’uomo deve essere guidato a una maggior accettazione dell’eventualità che a non essere fertile sia lui; altro che far finta di niente e scantonare con silenzi imbarazzanti quando si parla di queste tematiche “da donne”. Tra l’altro, se impara a giostrarsi in questo contesto, l’uomo rinsalda le dinamiche di coppia e non lascia la donna da sola nel desiderio frustrato e insoddisfatto di maternità. Tanto più che la donna vive lo sconforto del tempo che passa senza aver realizzato il desiderio di maternità come una fonte spontanea di stress. Tutto questo per dire che oggi più che mai le coppie cercano un figlio. Nel farlo hanno un ventaglio di possibilità, ma è meglio interrogarsi sui limiti, sulle risorse disponibili per centrare l’obiettivo primario e non vanificare gli sforzi. Serve che la coppia si faccia carico di tutto l’ottimismo di cui è capace per annullare le fonti di stress. Meglio se l’ottimismo viene condiviso e instillato dal Centro per la procreazione al quale “eventualmente” la coppia può rivolgersi. Tuttavia, da nessuna parte nell’intervista è scritto che vi sia l’obbligo di recarsi in un Centro, però s’intuisce che è una scelta obbligata, dato il problema. Inoltre, il percorso di ottimismo e la complessità di cui marito e moglie si stanno facendo carico insieme darà nuova forza all’intesa di coppia, favorendo il dialogo aperto. Tutte cose che giocano a favore della longevità coniugale. Se serve, tuttavia, c’è il supporto psicologico del Centro. Tutto questo argomentare ben fatto ma dal retrogusto al sapore di marketing, non va mai dimenticato che il marketing è l’essenza di ogni tipo di comunicato stampa, si potrebbe sugellare nel seguente sillogismo: la società genera stress; lo stress è nemico della fertilità; rivolgersi a un centro di fecondazione assistita è la scelta giusta per avere ragione di un desiderio di maternità ancora insoddisfatto.
Quando subentra il sillogismo siamo davanti a uno dei punti topici dell’arte retorica, la quale, non lo scordiamo, gli antichi l’hanno inventata per avere la meglio nelle dispute politiche.
In conclusione, se non si sta in guardia, lo stress si porta via interi blocchi della nostra esistenza, gravidanza compresa. Inoltre, è fonte di sofferenza psichica e fisica. Sì, anche fisica, prova ne sono le malattie cardiovascolari che trovano nello stress uno dei presupposti più comodi sui quali attecchire indisturbate. Infarto e ictus le conseguenze.
Stando così le cose, tutto quello che si può fare per ridurre lo stress è doveroso. Per dare stabilità alla coppia, per dare una chance in più alla bassa natalità che ormai contraddistingue la nostra società e per dare alla gente un appiglio in più per vivere meglio e stare in salute.

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