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La disfunzione erettile (DE), che in Italia riguarda circa 3 milioni di uomini, non è solo un disturbo della sfera sessuale: per la comunità scientifica può rappresentare un indicatore precoce di problemi cardiovascolari ancora silenti. È la tesi al centro del volume “The Canary in the Coalmine: Erectile Dysfunction as the Best Biomarker of Non-Communicable Chronic Diseases” del Prof. Emmanuele A. Jannini, ordinario di Endocrinologia e Sessuologia Medica all’Università di Roma Tor Vergata, pubblicato da Springer Nature con il patrocinio della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) e il supporto di Viatris.


Il parallelo scelto dal titolo – il canarino che nelle miniere segnalava la presenza di gas tossici prima che diventasse pericolosa per i minatori – rende bene il ruolo che la DE può avere in ambito cardiologico. I dati citati nel volume mostrano che in circa due uomini su tre i disturbi dell’erezione precedono in media di oltre tre anni la comparsa dei sintomi della malattia coronarica, offrendo così una finestra temporale utile per intervenire sui fattori di rischio modificabili prima che il quadro cardiaco si aggravi.


A rafforzare il legame ci sono anche i risultati di una ricerca condotta da IQVIA in collaborazione con Viatris su un campione di 1.000 uomini tra i 18 e i 70 anni: chi soffre di DE presenta più frequentemente eventi cardiovascolari pregressi (+6%), sovrappeso o obesità (+17%) e diabete (+7%) rispetto a chi non ne è affetto – un profilo di rischio metabolico e cardiovascolare che si sovrappone in modo significativo.
Nonostante questi segnali, la sottodiagnosi resta un problema: circa il 70% degli uomini con DE non riceve una diagnosi, spesso per reticenza a parlarne con il medico. Per questo motivo Viatris ha lanciato “Pronti, Via”, campagna di sensibilizzazione che invita gli uomini a non sottovalutare i segnali del corpo e a confrontarsi tempestivamente con i professionisti sanitari, anche come primo passo per intercettare precocemente eventuali problematiche cardiovascolari.


Il messaggio per la pratica clinica è chiaro: davanti a un paziente con disfunzione erettile, soprattutto se giovane o senza fattori di rischio evidenti, può essere opportuno approfondire anche il profilo cardiovascolare, poiché la DE potrebbe essere il primo segnale visibile di una condizione ancora asintomatica sul piano cardiaco.

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