Diario di un viaggio. Con questo titolo si apre il capitolo del libro “Come cambiare la tua mente” (Adelphi, 2019), in cui Michael Pollan, giornalista statunitense noto in tutto il mondo per i suoi best seller sul cibo, affronta l’esperienza diretta con gli psichedelici. Pollan non è affetto da nessuna patologia che gli consentirebbe di sperimentare gli psichedelici all’interno di studi scientifici. Ragion per cui, siccome vuole sperimentare queste sostanze in prima persona, ritiene di non avere altra scelta che rivolgersi a guide che negli USA propongono trip allucinogeni non proprio legalmente. Si tratta di professionisti di formazione psicologica, in contatto a vario titolo la comunità scientifica del setting psichedelico e per questa ragione sono tollerati dalle autorità di polizia. L’unico cruccio della prima volta, quando Pollan rivolge a Fritz (nome di copertura) per fare un viaggio con l’LSD, è quello di come reagirà il suo cuore. Il sessantenne autore del “Dilemma dell’onnivoro” (forse il suo libro più famoso che parla di cibo) sa di essere affetto da fibrillazione atriale, il cui disturbo più noto, per quanto lo riguarda, è un accelerazione improvvisa del battito cardiaco che egli paragona alla presenza di un uccello impazzito all’’interno della gabbia toracica. Ironia della sorte, proprio ciò che sperimenta prima di assumere l’LSD, in seguito a delle manovre interlocutorie di respirazione. «Respira profondamente e velocemente, ed espira più energicamente che puoi», si era raccomandato Fritz la sera prima, per prepararlo all’evento clou.

Dopo un paio d’ore di quel frastuono interno al petto, Pollan è atterrito e, al pari di Fritz, è fortemente indeciso sul da farsi dell’indomani, quando gli toccherebbe assumere l’LSD. Forte del via libera che gli aveva dato il suo cardiologo, Pollan va fino in fondo al setting con Fritz e, in seguito, con altri due «guide psichedeliche», sperimentando con la seconda guida la psilocibina e con la terza il rospo (una sostanza allucinogena ricavata dai liquidi da uno in particolare di questi anfibi).  Il medico gli aveva spiegato, rassicurandolo, che gli allucinogeni agiscono in maniera tanto potente a livello cerebrale quanto, all’opposto, sono ininfluenti a livello cardiaco. E la tachicardia? Derubricata come una delle conseguenze possibili delle tecniche di iperventilazione polmonare, a causa dell’accumulo massiccio di anidride carbonica nel sangue.

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