La cura delle arterie passa dall’intestino. O meglio, vi transita. Come noto, una dieta ricca di grassi saturi e basata su un consumo eccessivo di carboidrati, tipici dei regimi alimentari dei paesi occidentali, accentua i fattori di rischio cardiovascolare: dislipidemia e ipercolesterolemia, diabete alimentare e ipertensione. Ma al di là del cibo che mangiamo, vi sono meccanismi intestinali specifici connessi con la salute di cuore e arterie. Questi meccanismi sono d’aiuto se attiviamo quelli giusti per le mucose intestinali, oppure accentuano i processi infiammatori, dai quali poi si irradiano le varie patologie, se sono quelli sbagliati. Almeno, questo è il parere condiviso degli autori di una nuova review appena pubblicata sulla rivista scientifica «PharmaNutrition». Sotto osservazione di questi autori sono finiti le review e le metanalisi di studi clinici che negli anni recenti hanno testato l’efficacia dei probiotici sui fattori di rischio cardiovascolare. A loro giudizio, i parametri pressori e quelli cardio metabolici traggono beneficio dall’ingestione di particolari probiotici, quelli del ceppo dei lacto e bifido-bacilli. In che modo? Lacto e bifido-bacilli, la cui particolarità è di essere batteri che giungono nell’intestino ancora vivi, a contatto con le mucose intestinali si moltiplicano attivando i meccanismi molecolari che proteggono la flora. E un buon equilibrio a livello di flora intestinale agisce da mediatore contro le infiammazioni. In particolare, i valori pressori si normalizzano a seguito di un trattamento a base di lacto-bacilli. I lacto-bacilli sono batteri già presenti nell’intestino umano. Di regola vengono assunti attraverso taluni alimenti. Abbondano nei prodotti caseari, ove presiedono al processo di formazione del lattosio, che serve per creare yogurt e formaggio. I risultati pressori più promettenti si sono riscontrati nei pazienti d’età inferiore a 55/60 anni che hanno assunto supplementazioni di probiotici per un periodo uguale o maggiore di 4-8 settimane. Un mix di lacto-bacilli e bifido-bacilli (in capsule) si è invece dimostrato utile nella riduzione del colesterolo totale, dell’LDl (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) e dei trigliceridi. Il processo è stato particolarmente evidente nei soggetti con meno di 50 anni trattati per almeno 8 settimane. Anche l’HDL (il colesterolo “buono”) ne ha beneficiato, i cui valori sono cresciuti a seguito dello stesso trattamento per uguale lasso di tempo. A trarne maggiori benefici, da questo punto di vista, sono stati i soggetti sovrappeso e obesi (BMI˃29) trattati con un mix di lacto e bifido-batteri.
Vi è quindi stata una rilettura ragionata degli studi che hanno misurato l’efficacia dei probiotici sui valori di glicemia e di emoglobina glicata, parametri per mezzo dei quali può essere diagnosticato il diabete alimentare. Anche in questo caso, a fronte di un trattamento di almeno 8 settimane di supplementazione di lacto e bifido-bacilli in capsule, si è evidenziato un miglioramento dell’insulino-resistenza e dei valori di insulina nei pazienti con meno di 55 anni.
Disvelare l’azione occulta del microbiota e dei probiotici è diventato un must della ricerca degli ultimi anni che ha per target la nutrizione, per lo meno da quando si è capito che il ruolo della flora batterica non si limita al mero benessere dell’intestino. Infatti, gli utilizzi di lacto e bifido-bacilli avvengo in svariati campi. Per esempio, contro le infezioni intestinali, in special modo quando c’è da combattere una gastrite provocata da un uso prolungato degli antibiotici, oppure da curare dei soggetti intolleranti al lattosio. Per la loro azione sul microbiota intestinale, ovvero il complesso meccanismo che mette in comunicazione l’intestino con le cellule epiteliali e l’intero organismo attraverso la circolazione sistemica, il giusto equilibrio di probiotici è alla base di una buona salute in loco (nell’intestino) e nell’intero organismo. Ragion per cui si sta studiando l’efficacia dei probiotici in svariati campi. A questo riguardo sono attesi risultati da una loro applicazione (come coadiuvanti) per le malattie intestinali, i fenomeni allergici, le infezioni delle vie urinarie, il cancro al colon e la stitichezza.

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