Annalisa Opizzi, dietista e ricercatrice presso l’Università del Piemonte Orientale.

A fronte di una donazione minima di 10 euro, una confezione di tre lattine di pomodoro in cambio. Non si tratta di una campagna di marketing finalizzata a reclamizzare chissà quali costosi pelati, polpa e pomodorini – le tre lattine in oggetto; ma di un evento che Fondazione Umberto Veronesi ha organizzato per raccogliere fondi a favore della ricerca scientifica contro la leucemia linfoblastica acuta, il tumore più frequente nei bambini. In considerazione dei divieti mirati, dovuti al riaccendersi della pandemia in corso, apprendiamo con entusiasmo che gli organizzatori sono riusciti lo stesso «a effettuare l’iniziativa, nel rispetto delle normative nazionali e locali». La manifestazione si è svolta nel week-end del 24 e 25 Ottobre. «Dove non ci è stato possibile scendere in piazza, perché Comuni o Regioni avevano emesso ordinanze restrittive per ovvie ragioni, i nostri fantastici volontari si sono adoperati per distribuire lo stesso il prodotto in altre modalità», ha chiosato Elisa Invernizzi, la responsabile dell’ufficio stampa di Fondazione.
Ma perché proprio un “lancio di pomodori”? Nessun secondo fine persecutorio. Anzi. Il pomodoro è stato eletto per le tante proprietà benefiche che lo contraddistinguono. Ca va sans dire, per la sua azione contro i tumori, in particolare della prostata, ricorda uno dei due ricercatori sostenuti da Fondazione che hanno preso parte all’attività di divulgazione dell’evento diffusa in rete. E perché, oltre a essere ricco di acqua, fibre, vitamine e sali minerali come magnesio e potassio, contiene il licopene. Il licopene è la sostanza che fa la differenza, ha ricordato l’altro ricercatore, anzi ricercatrice, nel video menzionato. Inoltre, strano ma vero, il licopene si assimila meglio quando è cotto senza perdere le sue proprietà neppure in unione a sostanze grasse come l’olio d’oliva.
«Il licopene è una sostanza naturale che fa parte dei carotenoidi, famiglia di pigmenti responsabili dei colori dal giallo al rosso di molti vegetali e che per questo motivo sono spesso facilmente riconoscibili in natura» – ci spiega Annalisa Opizzi, dietista e ricercatrice presso l’Università del Piemonte Orientale, che abbiamo interpellato per saperne di più su questa sostanza – «Dal punto di vista nutrizionale i carotenoidi non apportano energia ma nonostante siano contenuti in piccole quantità in specifici alimenti (nell’ordine dei milligrammi, se non addirittura dei microgrammi), hanno riconosciute e spiccate proprietà antiossidanti che li rendono particolarmente utili nel combattere l’invecchiamento, le malattie cardiovascolari e persino alcune forme tumorali.

Nell’ambito della Dieta Mediterranea, che importanza gli riconoscono gli esperti?
«La Dieta Mediterranea apporta molti benefici alla salute, grazie alla sua elevata capacità antiossidante. Questo regime alimentare si basa principalmente sul consumo di vegetali (cereali, frutta, verdura, legumi e olio di oliva), pertanto è ricco di alimenti che, oltre a minerali e vitamine, contengono sostanze antiossidanti (tra cui i carotenoidi) in grado di contrastare l’invecchiamento e i processi degenerativi alla base di molte malattie croniche e invalidanti. Infatti, gli alimenti con proprietà antiossidanti ci aiutano a frenare i danni dei radicali liberi: si tratta di molecole di scarto che si formano nelle cellule in seguito ai normali processi metabolici e che hanno effetti negativi sull’organismo. I radicali liberi causano lo stress ossidativo, che è all’origine di molte patologie, come il diabete e le malattie cardiovascolari e sono, infine, responsabili dell’invecchiamento cellulare».

Sappiamo che il licopene è presente in abbondanza nel pomodoro e in altri vegetali “colorati”. Vuole dirci qualcosa in più a questo riguardo?
«Il licopene è sicuramente una molecola importante per la salute e il nostro benessere psicofisico, ma non è l’unico; tuttavia, fare una classifica sarebbe troppo riduttivo. In natura sono presenti migliaia di nutrienti e sostanze benefiche e molti antiossidanti non sono ancora stati scoperti anche se si è certi della loro esistenza.
Non esiste l’alimento completo o il nutriente perfetto: nessun alimento è superiore agli altri per il contenuto di macro o micronutrienti o per le sue capacità antiossidanti, anche in virtù del fatto che i nutrienti e gli antiossidanti hanno meccanismi di azione e bersagli diversi nel nostro organismo per cui non è possibile scegliere di introdurre solo alcuni di essi ed eliminarne altri senza ripercussioni negative sulla nostra salute.
Questo è uno dei motivi per cui è importante variare il più possibile le scelte a tavola, per riuscire a coprire il fabbisogno giornaliero di tutti quei nutrienti essenziali, fra i quali il licopene, che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare e che devono, quindi, essere introdotti attraverso l’alimentazione».

Cotto o crudo? Quando si parla di pomodoro, si pensa subito al prodotto cotto, da consumarsi durante tutto l’anno sotto forma di sugo e in abbinamento con la pasta e con l’olio d’oliva. Le proprietà del licopene agiscono meglio nel prodotto cotto o crudo?
«Cotto. A differenza della maggior parte delle vitamine che sono termosensibili e vengono distrutte dal calore, il licopene resiste alle alte temperature e anche alle cotture prolungate. Addirittura la cottura ne aumenta notevolmente la biodisponibilità, cioè la capacità di essere assorbito dall’intestino e utilizzato dal nostro corpo, rispetto all’alimento consumato crudo. Per cui ben venga la passata di pomodoro e il ragù, a patto, però, che si scelgano ingredienti di prima qualità e non si esageri con i condimenti e i soffritti».

A proposito di olio d’oliva, si dice che il licopene ben si sposi con i grassi perché non perde le sue peculiarità. Con quali altri alimenti lo vede ben assortito?
«Olio di oliva e pomodoro rappresentano uno dei migliori esempi di sinergia alimentare, cioè cibi che se abbinati incrementano la loro efficacia nutrizionale e pertanto i loro effetti positivi: l’olio d’oliva aumenta l’assorbimento a livello intestinale del licopene perché il licopene è una sostanza liposolubile, che, cioè, si scioglie nei lipidi (cioè i grassi, in particolare vegetali) e non nell’acqua. Quindi la sua biodisponibilità è significativamente più elevata se assunto in presenza di oli vegetali (ricordando che quello da preferire è l’olio di oliva extravergine). Anche l’abbinamento con altri carotenoidi, come il beta-carotene, ne aumenta la biodisponibilità, per cui ricette che contemplano contemporaneamente pomodori e carote o peperoni, ma anche spinaci, bietole e broccoli (in questi vegetali il verde della clorofilla copre il colore dei carotenoidi) aiutano a fare il pieno di licopene e non solo».

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