Un consumo cospicuo di cereali raffinati si associa a un rischio più alto di mortalità e di eventi cardiovascolari maggiori. È quanto emerge da un’indagine prospettica messa a punto interpretando i dati epidemiologici raccolti dall’ampio studio PURE (“Prospective Urban and Rural Epidemiology”) avviato nel 2003. A conclusione dell’articolo apparso a stampa nel mese di febbraio 2021, gli autori suggeriscono che il consumo giornaliero di tali prodotti dovrebbe essere sensibilmente ridotto e, ove possibile, sostituito con quello a base di cereali integrali. A loro dire, la riduzione della quantità e il miglioramento della qualità dei carboidrati sono fattori essenziali per ottenere migliori risultati sulla salute, questo perché i cereali sono un alimento difficilmente sostituibile. Da soli, i cereali forniscono circa il 50% dell’apporto calorico in tutto il mondo, con livelli più elevati nei paesi a basso e medio reddito, in particolare in Africa e in Asia meridionale, dove contribuiscono niente meno che al 70% circa dell’apporto calorico giornaliero. In ragione dell’alto consumo di questi alimenti, l’esame approfondito dell’associazione tra i tipi di cereali e i loro effetti sulla salute era più che giustificato. Nello specifico, lo studio apparso a stampa a febbraio di quest’anno sul «British Medical Journal» ha preso in considerazione l’associazione tra il consumo dei cereali raffinati, quello dei cereali integrali e del riso bianco mettendoli in relazione con le malattie cardiovascolari, la mortalità totale, i valori di lipidi nel sangue e quelli pressione sanguigna. Dati PURE alla mano, ricavati da 21 paesi e basati su un campione di quasi 150 mila soggetti di 35-70 anni, seguiti per un tempo mediano di 9,5 anni, è emerso che al maggior consumo di cereali raffinati corrisponde un tasso più elevato di rischio globale di mortalità cardiovascolare e non, di malattie cardiovascolari maggiori, ictus e esiti compositi. Invece, non sono emerse associazioni significative fra il consumo di cereali integrali o di riso bianco, la mortalità totale e gli esiti cardiovascolari. Il consumo di cereali raffinati è più cospicuo in Cina e, a seguire, nel Sud-est asiatico, mentre l’assunzione di riso bianco più alta si registra in Asia meridionale. Nei paesi africani, la più alta assunzione di cereali integrali.

Da un parte, dunque, il consumo di cereali raffinati più alto (≥350 g/giorno, circa 7 porzioni al giorno), dall’altra quello più basso (<50 g/giorno, pari a 1 porzione al giorno). Nel mezzo, l’oscillazione del rischio cardiovascolare (più elevato per mortalità totale e comparsa di eventi cardiovascolari maggiori) e le variazioni della pressione sanguigna sistolica.
Le informazioni a livello individuale, familiare e di comunità sono state raccolte tramite questionari, utilizzando un protocollo standardizzato in tutti i paesi. Si è trattato di dettagli su fattori demografici, sullo stato socioeconomico (istruzione, reddito, occupazione), sui comportamenti legati allo stile di vita (fumo, attività fisica, dieta e assunzione di alcol), sull’anamnesi personale, inclusa la storia di diabete autoriferita, sull’uso di farmaci, sulla presenza di comorbidità (ipertensione), di malattie cardiovascolari e altri fattori di rischio.
In genere, gli elenchi degli alimenti per i questionari sulla frequenza degli alimenti contenevano tra 98 e 220 prodotti alimentari. A questo riguardo, la domanda tipo che gli intervistatori hanno posto ai partecipanti è stata: “Durante lo scorso anno, in media, con che frequenza avete consumato i seguenti cibi o bevande?”

Il risultato primario di questa analisi è stato il dato di mortalità o eventi di malattie cardiovascolari maggiori (definiti come morte per cause cardiovascolari, infarto miocardico non fatale, ictus o insufficienza cardiaca). Gli esiti secondari erano la mortalità totale e le principali malattie cardiovascolari (infarto miocardico fatale e non fatale, ictus fatale e non fatale, insufficienza cardiaca e mortalità cardiovascolare). Altri dati rilevati, i valori lipidici nel sangue (colesterolo totale, colesterolo delle lipoproteine ​​ad alta densità, colesterolo delle lipoproteine ​​a bassa densità, rapporto tra colesterolo totale e colesterolo delle lipoproteine ​​ad alta densità, trigliceridi, apolipoproteina A1, apolipoproteina B, apolipoproteina B e rapporto tra apolipoproteina A1) e pressione sanguigna basale.
Dei 9279 decessi registrati complessivamente, 3583 (38,6%) sono da imputare a malattie cardiovascolari; mentre gli eventi cardiovascolari maggiori (infarto del miocardio, ictus, insufficienza cardiaca) sono emersi in 8833 partecipanti, il 5,9% del campione.
A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, non sono state trovate associazioni significative tra l’assunzione di cereali integrali o riso bianco e gli esiti sulla salute. Per cui, potendo scegliere, ecco serviti i cereali per le nostre tavole.

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