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Una meta-analisi condotta da ricercatori iraniani e pubblicata sulla rivista «Scientific Reports» ha dimostrato che il consumo quotidiano di mandorle, se superiore ai 60 grammi, può offrire una protezione significativa contro lo stress ossidativo e i danni al DNA. Lo studio ha analizzato otto trial clinici controllati randomizzati che hanno coinvolto 424 partecipanti per valutare l’impatto dell’integrazione di mandorle sui biomarcatori dello stress ossidativo.

I risultati mostrano un effetto dose-dipendente particolarmente evidente: mentre quantità inferiori ai 60 grammi giornalieri hanno prodotto benefici minimi, dosi superiori a questa soglia hanno determinato riduzioni significative dei principali indicatori di danno cellulare. Nello specifico, i livelli di malondialdeide (MDA), prodotto della perossidazione lipidica, si sono ridotti del 46%, mentre l’8-idrossi-2’-desossiguanosina (8-OHdG), marcatore del danno ossidativo al DNA, ha registrato un calo del 583%. Inoltre, l’attività della superossido dismutasi (SOD), enzima antiossidante endogeno, è aumentata complessivamente del 202%.

Sebbene lo studio non si concentri specificamente sugli over 60, i meccanismi identificati hanno dirette implicazioni cardiovascolari per questa fascia d’età. La riduzione dello stress ossidativo e la protezione del DNA rappresentano infatti fattori protettivi cruciali contro le malattie cardiovascolari, il diabete e i disturbi neurodegenerativi, patologie che colpiscono prevalentemente la popolazione anziana. La ricerca ha inoltre evidenziato una piccola ma significativa riduzione dei livelli di acido urico, suggerendo un’inibizione dell’attività della xantina ossidasi, fonte chiave di acido urico e specie reattive dell’ossigeno.

Tuttavia, l’efficacia delle mandorle dipende criticamente dalla loro qualità e preparazione. Lo studio sottolinea che la tostatura degrada i polifenoli termosensibili di circa il 26%, riducendone significativamente la biodisponibilità rispetto alle mandorle crude. Ancora più importante, il processo di sbiancatura elimina virtualmente i polifenoli benefici concentrati nella buccia delle mandorle, annullando gran parte dei benefici antiossidanti.

La dose efficace di oltre 60 grammi giornalieri corrisponde a circa due manciate abbondanti di mandorle, una quantità che potrebbe risultare eccessiva per alcuni soggetti considerando l’elevato apporto calorico (circa 350 calorie). Per ottenere i massimi benefici, gli esperti raccomandano di consumare mandorle crude, integrali e con buccia, reperibili nei negozi di prodotti biologici, erboristerie specializzate o direttamente presso produttori locali che garantiscano la minima lavorazione del prodotto.

La ricerca presenta tuttavia alcuni limiti, evidenziati dagli stessi autori: l’elevata variabilità tra gli studi analizzati e la necessità di trial più standardizzati per definire dosaggi, durata e forma ottimali di consumo. Gli scienziati auspicano future ricerche che stratifichino i partecipanti in base ai livelli basali di stress ossidativo per identificare meglio le popolazioni che potrebbero trarre i maggiori benefici da questa integrazione alimentare.

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