Torniamo a parlare di psoriasi grazie a un “corto” che parla di questa malattia. Il tema è pertinente con gli approfondimenti della nostra newsletter, giacché questa malattia infiammatoria della pelle è una delle possibili cause dell’aneurisma aortico. Chi è affetto da psoriasi è a maggior rischio di un aneurisma aortico del tratto addominale. Il dato è corroborato da più di uno studio. In particolare, da uno studio nazionale del 2016, il quale analizzando i dati sanitari della popolazione della Danimarca ha riscontrato che i soggetti con psoriasi lieve e con psoriasi grave hanno registrato, rispettivamente, il doppio e il triplo delle probabilità di ammalarsi di aneurisma del tratto dell’aorta addominale.
Ma la psoriasi è molto più di ciò che si vede sulla pelle e delle sue possibili conseguenze cardiovascolari. Per oltre 125 milioni di persone nel mondo, convivere con una malattia infiammatoria, cronica e così “visibile” ha un pesante impatto sul benessere generale e psicologico che può generare auto-stigma, e può condizionare le principali decisioni che daranno forma al proprio futuro.
«L’importanza di vincere le proprie paure e trovare la strada per superare il profondo impatto psicologico e sociale della psoriasi è il messaggio che emerge con forza dal cortometraggio – ha dichiarato Valeria Corazza, presidente dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza APIAFCO in occasione della recente presentazione di “Spettri” – Le persone con psoriasi debbono svolgere un ruolo centrale nella gestione della propria malattia. Con consapevolezza di sé e fiducia nello specialista (dermatologo) che con un atteggiamento olistico cura la persona e non la malattia e può aiutare a superare i nostri dubbi con un dialogo franco spiegandoci i nuovi progressi della ricerca scientifica. Solo così potremo guadagnarci una vita libera dal peso quotidiano della malattia».
“Spettri” è un’iniziativa promossa per la campagna internazionale Let Me Be Clear, che ha il patrocinio di ADOI, l’Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica, e di APIAFCO. Il corto è disponibile online su www.vicinidipelle.it – un portale che contiene anche una miniera di informazioni sulla psoriasi e altre malattie della pelle oltre a strumenti per facilitare il dialogo con il dermatologo.
“Spettri” propone un modo diverso di raccontare la malattia partendo dal suo impatto globale, attraverso la metafora e il concetto delle “sliding doors”. Non si parla direttamente della malattia – la psoriasi non viene citata nemmeno una volta – ma è concepito come una metafora creativa che intende trasmettere sensazioni ed emozioni simili a quelle legate alla psoriasi… attraverso la musica. Infatti, il motivo chiave di questo secondo episodio è l’opera di Beethoven conosciuta come “Il trio degli spettri”. Secondo la leggenda vi è un qualche legame con il Macbeth di Shakespeare e, come in Macbeth, “Spettri” indaga i profondi dissidi che l’Io riesce a produrre sul vissuto del singolo individuo, andando a scavare tra desideri e paure.
In letteratura medica, la psoriasi viene descritta come una malattia infiammatoria cronica non contagiosa che può colpire a tutte le età. Non di rado, quando si manifesta può essere per sempre, oppure può rispettare dei periodi di latenza anche molto lunghi. ‹‹La psoriasi rimane di fatto una patologia geneticamente condizionata e a tutt’oggi inguaribile›› precisa il dottor Bonifati, responsabile dell’Ambulatorio per lo Studio e la Cura delle Malattie Dermatologiche presso l’istituto “San Gallicano” di Roma, che aggiunge ‹‹questo non esclude che la malattia possa andare in remissione spontanea, per periodi prolungati o anche per tutta la vita››. I classici sintomi della psoriasi sono rappresentati da chiazze di colorito rossastro ricoperte da squame di colorito bianco argenteo. Al peggioramento della psoriasi concorrono le abitudini sbagliate connesse allo stile di vita. ‹‹Sappiamo che una serie di fattori esogeni, come fumo, alcol, condizioni climatiche, e di fattori endogeni, tra cui infezioni, stress, sindrome metabolica ecc. possono variamente interagire nel condizionare la comparsa e il decorso della malattia›› sintetizza Bonifati. Da ultimo ma non per importanza, vi è un fattore di rischio cardiovascolare la cui presenza o assenza giuoca un ruolo determinante anche nell’evoluzione della psoriasi: l’obesità. ‹‹Relativamente al rapporto obesità e psoriasi, è noto che la prima delle due condizioni è caratterizzata da alterazioni morfo-funzionali a carico degli adipociti, in particolare quelli componenti il grasso viscerale.
Partendo dalla cura della psoriasi, invece, il dermatologo ricorda che ‹‹intervenire con opportune terapie sistemiche che spengono lo stato infiammatorio che caratterizza la psoriasi può contribuire a ridurre il rischio di eventi cardiovascolari ed eventualmente anche quello concernente il rischio di aneurisma dell’aorta addominale››.

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