In questo numero si parla, fra le altre cose, di forza e potenza muscolare che l’attività sportiva chiama in causa allo scopo di allenarle entrambe. Segnatamente se ne parla sulla scorta dei suggerimenti che i bravi preparatori atletici che lavorano in palestre e piscine sono soliti mettere a nostra completa disposizione. In questo editoriale vorremmo riprendere il tema dello sport come rimedio, inteso, stavolta, come attività fisica finalizzata al benessere e alla migliore forma fisica delle persone. Da sempre, l’offerta delle palestre, con i loro addetti specializzati, è interessata da una tendenza alla crescita. Nelle palestre abbiamo imparato a tenerci in forma e a socializzare. Poi è venuta l’epoca covid che le ha chiuse, recando un danno economico incalcolabile per gli addetti di ogni tipo di centro sportivo e un rallentamento inequivocabile nell’attività motoria di tutti. Senza palestre e piscine, senza campetti da calcetto e da tennis la più parte di noi ha lasciato perdere o ridotto di molto le proprie performance sportive, con conseguenze che non fatichiamo a immaginare. Aumento ponderale diffuso, maggior consumo di sostanze alcoliche e una fiacca proverbiale subentrata all’energia di una volta, quando andavamo a ricaricare le batterie in sala pesi o in vasca. Alla luce di questi fatti, rilanciamo una proposta che condividiamo da sempre. Quella di fissare un tetto di spesa per gli ingressi negli impianti fitness e detrarlo dalle tasse come fosse un costo sanitario. Avete capito bene, stante l’assioma che fare attività motoria è salute, è prevenzione contro tutti i tipi di malattia, perché non istituzionalizzare questo concetto stabilendo un tetto di spesa totalmente detraibile? Per esempio, fino a 500 euro annui, il corrispettivo di un abbonamento annuale in un centro sportivo. Sulla cifra giusta si potrà disquisire, come sul fatto se ne avranno diritto tutti, oppure solo le persone con un 730 inferiore, poniamo, a 45 mila euro l’anno. A tacer d’altro, sarebbe un modo concreto per risollevare le sorti economiche di queste attività, dopo la batosta del covid, per colpa del quale, mentre scriviamo questo editoriale, tutte gli impianti, indoor e outdoor, sono ancora chiusi. Abbiamo visto come è andata per il bonus bicicletta; ha fatto il boom! Ecco, in questo caso non suggeriamo il rimborso, bensì lo storno del costo dalle tasse. Sarà un’ottima incentivazione anche così. Grazie alla detrazione fiscale, aumenteranno gli iscritti dei centri sportivi, quindi ci saranno più persone di tutte le età a fare attività fisica, ciascuno secondo i propri gusti e inclinazioni. E tutti, ma proprio tutti, ne trarranno giovamento in termini di prevenzione delle malattie, diventando più grintosi e svegliandosi ogni mattina con un umore migliore. Provare per credere.

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