L’estate è la stagione più amata dagli italiani per staccare la spina: la nostra penisola permette di spaziare dal mare, ai monti e quindi spesso, senza allontanarsi troppo dai nostri confini, si possono trascorrere piacevolissime vacanze. Da maggio tuttavia, tutta l’Italia, da nord a sud, è continuamente interessata da lunghe ondate di calore e le elevate temperature, sia che si scelgano località di montagna sia di mare, possono mettere in serio rischio la salute cardiovascolare. Per questo motivo la Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) ha stilato alcune norme di comportamento per salvaguardare la salute del cuore in questa calda estate 2022.
«Questi mutamenti climatici così rilevanti e bruschi impongono aggiustamenti fisiologici da parte di ciascuno di noi – spiega il prof. Massimo Volpe, Presidente SIPREC – Le capacità dell’uomo di adattarsi a diversi climi, talora estremi, si sono sviluppate nell’arco di decine di migliaia di anni: oggi non è ovviamente possibile contare su adattamenti fisiologici naturali, ma dobbiamo ricorrere a misure comportamentali che consentano di affrontare con rischi minori queste rapide evoluzioni. Stile di vita, alimentazione, esposizione al sole devono quindi adeguarsi a una situazione in cui rispetto agli scorsi decenni la forza dei raggi ultravioletti è maggiore, il caldo e l’umidità sono aumentati e questi fenomeni possono avere effetti molto nocivi sul nostro organismo, a partire dall’ambito cardiovascolare, sia per chi assume farmaci sia per chi non li assume».
Più nel dettaglio la SIPREC ha definito alcune buone norme alle quali tutti dovrebbero attenersi, soprattutto le persone con diagnosi di patologie cardiovascolari e i soggetti a rischio:
1. Il caldo eccessivo induce, fisiologicamente, vasodilatazione, ossia la dilatazione delle arterie che promuove la riduzione della pressione arteriosa e la sudorazione con perdita di liquidi ed elettroliti. Ecco, quindi, che la vasodilatazione indotta dal caldo può causare improvvisi fenomeni ipotensivi, collegati alla bassa pressione, e determinare stati lipotimici, forte astenia, in qualche caso vere e proprie sincopi. Per evitare questo processo, occorre idratarsi bene e frequentemente e cercare di non esporsi eccessivamente al caldo. Questi principi valgono soprattutto al mare: passare rapidamente dal caldo al freddo del mare (o da ambienti caldi ad ambienti condizionati freddi) può comportare un repentino passaggio dalla vasodilatazione alla vasocostrizione, determinando conseguenze pericolose, sia nei pazienti cardiopatici che in quelli sani.
2. Ottima abitudine d’inverno come d’estate è la pratica regolare dell’esercizio fisico, che però d’estate va evitata nelle ore più calde. La pratica dello sport deve essere compatibile con condizioni climatiche più sicure.
3. Dallo scoppio della pandemia si pone un problema in più, legato al necessario impiego delle mascherine, ancora raccomandato in ambienti chiusi e affollati. Con un grande caldo e un’elevata sudorazione, le mascherine possono accentuare problemi di respirazione ed esporre maggiormente in pazienti cardiopatici a crisi respiratorie o lipotimie, a causa di un ridotto apporto di sangue ossigenato al cervello, del calo della pressione e dell’ossigenazione ridotta in ambienti umidi e affollati. Ciò non implica un abbandono dell’uso della mascherina, ma una maggiore consapevolezza delle limitazioni soprattutto legate a un aumentato impegno fisico (scale, stazione eretta prolungata, etc.) per i pazienti cardiopatici.
4. Tra i pazienti che prendono farmaci, due categorie meritano particolare attenzione. Le persone che assumono farmaci antipertensivi devono sempre rispettare l’aderenza alle prescrizioni del medico, ma se si accorgono di avere una pressione troppo bassa possono e devono consultarlo per applicare degli aggiustamenti posologici, riducendo il dosaggio e, in alcuni casi, se i valori pressori sono troppo bassi, dovrebbero interrompere saltuariamente e in modo controllato la somministrazione. Queste variazioni sono sempre da concordare con il proprio medico ed implicano automaticamente la necessità di misurare la pressione più frequentemente.
5. Particolare attenzione va riservata alle persone che assumono diuretici, ovvero i farmaci che servono per aumentare la diuresi. A causa della perdita di liquidi e di sali dovuta alla sudorazione, molto frequente nei soggetti con ipertensione e scompenso cardiaco, si rischia di incorrere in disidratazione e perdita di elettroliti, rendendo opportuna una rimodulazione della terapia con i diuretici o comunque una supplementazione per ristabilire un corretto bilancio idro-salino.
6. A prescindere dalle terapie seguite, tutti devono assumere adeguate quantità di elettroliti. Un’alimentazione a base di frutta e verdure che contengano potassio, calcio, magnesio è fondamentale per fornire all’organismo gli ioni necessari per la salute dell’apparato cardiovascolare.
7. Un’altra raccomandazione riguarda la montagna, che nei soggetti cardiopatici determina una riduzione dell’ossigenazione del sangue. Un’eventuale vacanza montana deve essere affrontata con parametri che garantiscano delle precauzioni: arrivare a un’altitudine di non oltre 1.000-1.200 metri; andare in progressione, con una sosta di qualche ora ogni 500-600 metri; evitare attività fisica nei primi giorni per permettere al sistema emopoietico e a quello circolatorio di adattarsi all’altitudine.
8. L’alimentazione, in ogni soggetto e in ogni contesto, deve caratterizzarsi per essere leggera e ‘colorata’, ossia deve prevedere una quantità significativa di frutta e verdura, che consentono anche una digestione più veloce. Serve una costante idratazione, che può essere integrata con bevande con un contenuto più elevato di ioni, come spremute d’arancia e succhi di frutta, che permettono di avere liquidi, carboidrati e potassio.
9. Si deve rispettare l’aderenza terapeutica e disporre delle adeguate prescrizioni anche nel periodo estivo.
10. Per i pazienti cardiopatici, si devono limitare temporaneamente i periodi di soggiorno in luoghi troppo isolati e lontani da presidi sanitari.

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