Gent.mo prof. Richichi, a fronte di iter diagnostico che ho intrapreso a causa di dolori al torace, dolore al collo, dolore mandibolare e sudorazione generalizzata, ho eseguito alcuni esami. Ho fatto l’elettrocardiogramma, che ha dato esito negativo; quindi l’ecocardiogramma, da cui è emersa una leggera ectasia alla radice dell’aorta di 39 mm. A seguire, test da sforzo, con il seguente esito: nessuna ischemia sotto sforzo, buona resistenza allo sforzo fino alla soglia massimale. Precedentemente, mi ero sottoposto a coronarografia, che aveva dato esito negativo: le coronarie risultavano indenni da lesioni. Per finire, gastroscopia con esito di ernia iatale da scivolamento ed esofagite da reflusso, regredita con assunzione di inibitore di pompa protonica. I dolori però persistevano, così mi sono recato da un neuro-psichiatra che mi ha messo in cura con paroxetina da 20 mg al giorno. Il risultato è che durante alcuni sforzi, come salire la scale, avverto di frequente un aumento dei battiti cardiaci, che credo sia normale anche se il dolore sotto mandibolare persiste. La mia pressione arteriosa è stabile sui 110/70, il colesterolo totale 227, il colesterolo Hdl 57, i trigliceridi 90. I dolori che ho descritto persistono dal 2009. Mi chiedo, se fosse qualcosa di grave, mi sarebbe venuto qualcosa di serio, come un infarto? Nonostante tutto, resto preoccupato e spesso sono in preda all’ansia.

Gentile lettore, ebbene, anche se privo dei dati sullo stile di vita e dei particolari sulle caratteristiche dei sintomi, il sospetto è che lei sia affetto da angina, sebbene i documenti sanitari riferiti la escludano! È sicuramente difficile poterle dare una valutazione di certezza o di esclusione riguardo a un’eventuale forma ischemica atipica. La mia esperienza mi induce a confermare che il malato ha sempre ragione, ancor di più quando avverte un sintomo che si ripete, pur con modalità variabili; nella fattispecie il dolore al collo che si irradia alle mandibole è molto suggestivo, mentre restano strane le risposte negative del test ergometrico e il test della coronarografia. Sono dati contradditori: mentre gli esami escluderebbero la presenza di coronaropatia organica, il sintomo del dolore la confermerebbe. Che cosa suggerire? Il sospetto che si possa trattare di una forma vasospastica non è mai stato presa in considerazione? Glielo sto chiedendo. Forse in questo senso si può ancora approfondire. Comunque sia, è necessario ripetere ancora la prova da sforzo e come ultima analisi un trattamento farmacologico ex adiuvantibus potrebbe essere preso in considerazione. Capisco di non poter dare certezze, ma il percorso degli accertamenti resta ancora aperto.

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