Credits: immagine tratta dallo studio scientifico citato.

Per chi fa attività sportiva, il riposo è irrinunciabile e, per così dire, da celebrare almeno una volta a settimana come la domenica, mentre il recupero va osservato sempre. Il recupero aiuta gli atleti e i semplici appassionati a migliorare o raggiungere prestazioni ottimali e permette di conservare lo stato di forma per periodi di tempo più lunghi. Gli specialisti distinguono fra due diverse categorie di recupero, a breve e a lungo termine. Il recupero a breve termine (cioè immediato) è la forma più comune. Si pratica durante e dopo una seduta di allenamento. Il recupero a lungo termine, viene concepito all’interno di un programma di allenamento stagionale, può includere giorni o settimane, in base al programma atletico annuale.
Esistono diverse procedure di recupero attivo. C’è il massaggio, l’ossigenazione iperbarica, l’accelerazione del ritorno venoso, l’elettrostimolazione, la crioterapia per tutto il corpo (immersione in acqua fredda) e le vibrazioni. Si tratta di procedure che mirano ad accelerare la rigenerazione complessiva del corpo.
La vibrazione è un’attività oscillatoria causata da stimoli meccanici. Ampiezza e frequenza sono i parametri biomeccanici che determinano l’intensità e l’entità delle oscillazioni. Le piattaforme di vibrazione per tutto il corpo (WBV) oscillano tra una gamma di frequenze (1–60 Hz) e ampiezze o spostamenti (1–10 mm) che variano a seconda del prodotto. L’accelerazione indica l’intensità della vibrazione. WBV è un metodo di allenamento emergente; ha effetti neuromuscolari con vari esiti.
L’utilizzo delle pedane vibranti per 10 minuti, si stima corrispondente a 30-60 minuti di sollevamento pesi convenzionale. Proprio come altri esercizi, un allenamento WBV aumenta il metabolismo portando a bruciare più calorie. Particolarmente usato in accoppiata con altri esercizi aerobici, stimola la perdita di peso, di grasso e cellulite in particolare.
Per valutare l’effetto dell’allenamento WBV, dei ricercatori tedeschi, stando al recente studio in cui ne parlano, hanno messo a punto un programma di cinque settimane, durante il quale si sono proposti di indagare gli effetti neuromuscolari correlati a determinate attività fisiche: salti di contro-movimento e squat, prendendo nota dei parametri cardiovascolari più comuni: frequenza cardiaca e pressione sanguigna. In più hanno fatto in modo di osservare se fra uomini e donne emergessero delle differenze riconducibili al genere, ovvero degli effetti specifici dovuti al sesso. Si è trattato di uno studio sperimentale comparativo su 96 adulti sani, divisi in due gruppi: un gruppo WBV (25 femmine e 24 maschi) e un gruppo di controllo (27 femmine e 20 maschi). I partecipanti hanno frequentato da nove a dieci sessioni di allenamento (due volte a settimana per 5 settimane), ciascuna della durata di circa 30 minuti. Entrambi i gruppi hanno eseguito la stessa routine di esercizi sul dispositivo WBV. Per il gruppo WBV, il dispositivo di allenamento ha vibrato durante l’intera sessione di allenamento, comprese le pause. Per il gruppo di controllo, la pedana era disattivata. La frequenza cardiaca a riposo (rilevata in posizione seduta) e la pressione sanguigna sono state misurate due volte, a inizio e a fine allenamento. Non è stato trovato alcun effetto specifico legato al genere, né per i distretti neuromuscolari e neppure per quelli cardiovascolari (frequenza cardiaca e pressione sanguigna) sollecitati durante gli esercizi.
Invece, tutti i partecipanti al gruppo WBV hanno tratto giovamento dall’azione stimolante della pedana vibrante. Dati alla mano, è emerso che i partecipanti del gruppo WBV hanno riscontrato vari effetti positivi a lungo termine sul sistema cardiovascolare, che includono un aumento di flusso sanguigno cutaneo, della frequenza cardiaca sotto sforzo e un maggior consumo di ossigeno durante e poco dopo l’esercizio. Effetti cardiovascolari a lungo termine includono un aumento del consumo massimo di ossigeno, una riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa diastolica e sistolica. Secondo altri esperti citati in questo studio, la deformazione dei vasi sanguigni provoca un aumento della resistenza periferica totale, con le relative conseguenze benefiche, vale a dire, un’apertura maggiore dei capillari con conseguenti consumo gassoso e metabolismo di sangue e muscoli più efficienti.

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