Le cure sono efficaci solo quando vengono rispettate le prescrizioni del medico. Questo il motto che chiunque con un minimo di raziocinio farebbe proprio, tanto più in occasione della Giornata nazionale per l’Aderenza alla Terapia (12 aprile 2022).«Generare consapevolezza, sensibilizzando l’opinione pubblica, le istituzioni, i professionisti della salute: questo è l’obiettivo della Giornata Nazionale per l’Aderenza alla Terapia che abbiamo fortemente voluto e istituito tre anni fa – ha dichiarato Eleonora Selvi, Presidente Senior Italia FederAnziani – È importante rendere consapevole il paziente sul suo ruolo da protagonista lungo il percorso di cura, al quale contribuiscono diversi attori del sistema Salute».
Ad oggi sono ancora troppi i pazienti che riducono, sbagliano o abbandonano l’assunzione dei farmaci soprattutto quando devono affrontare lunghi periodi di cura. «La non aderenza rappresenta un problema trasversale a tutte le patologie. Questo succede se i pazienti hanno la percezione del rischio solo di fronte alla malattia conclamata oppure perché, dopo aver assunto il farmaco per un certo periodo, si sentono meglio e ritengono di non averne più bisogno – ha dichiarato Pier Luigi Temporellicardiologo eDirigente medico presso ICS Maugeri, IRCCS Gattico-Veruno– Per cercare di colmare questo gap, noi specialisti possiamo intervenire semplificando le terapie con l’utilizzo di associazioni precostituite di diverse molecole, come peraltro indicato dalle Linee Guida Europee, ed educando il paziente cronico ad aderire di più alle cure. Come per tutte le malattie croniche anche nel caso delle malattie cardiovascolari l’aderenza gioca un ruolo determinante per la salute del paziente. Solo per fare un esempio, non seguire la terapia antipertensiva significa nel breve termine non controllare la pressione arteriosa e predisporre il paziente, nel lungo periodo, a complicanze peggiori della malattia stessa, come ictus e infarto, con un incremento rispettivamente del 18% e del 12% dei casi».
Anche il Gruppo Servier in Italia sta rinnovando il suo impegno su questo tema attraverso una nuova iniziativa di sensibilizzazione: AAA – AscoltiAmo l’Aderenza!una serie dinovepodcast informativi, realizzati con il coinvolgimento di specialisti dell’area cardiovascolare. Ad Alessandro Cecchi Paone,nel suo ruolo di divulgatore scientifico, è affidato il compito di raccontare e spiegare perché è così importante seguire correttamente le cure. «Mi ha colpito molto un’affermazione di uno degli specialisti che ho avuto modo di intervistare durante la realizzazione di questi podcast: “i farmaci funzionano soltanto se li prendi”. Nella sua ovvietà, questa frase esprime il significato profondo di aderenza terapeutica – ha dichiarato Cecchi Paone– Credo che i pazienti possano comprendere l’importanza di seguire correttamente le terapie anche attraverso strumenti informativi come i podcast. Il ruolo della voce è stato riscoperto negli ultimi anni grazie ai nuovi dispositivi, che consentono di fruire di questi contenuti in qualsiasi momento della giornata. Per questo motivo sono entusiasta nell’aver dato voce, la mia voce, a questa iniziativa».
Le malattie croniche colpiscono il 60% degli italiani over 65 e, tra queste, le malattie cardio-metaboliche sono le più frequenti (27%). Sebbene grazie alle terapie farmacologiche disponibili, la mortalità per cardiopatia ischemica si sia ridotta negli ultimi 20 anni del 50%, ancora oggi la metà degli italiani non sa cosa significhi aderire alla cura.
Un paziente non ade­rente non significa solo perdita di efficacia te­rapeutica, ma anche spreco di risorse economiche per il SSN. Si stima che la mancata aderenza alle terapie farmacologiche costi, ogni anno, 125 miliardi di euro in Europa e 105 miliardi di dollari negli Stati Uniti in termini di ospedalizzazioni evitabili, cure d’emergenza e visite ambulatoriali.
«È noto che livelli più bassi di aderenza e una scarsa persistenza al trattamento siano associati a costi sanitari più elevati, importanti complicanze e un peggioramento della qualità di vita dei pazienti, nonché a una maggiore prevalenza e recidiva della malattia – ha sottolineato Enrica Menditto, Direttore Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia, Università Federico II di Napoli– […]. Così come già accade in alcuni Paesi del mondo, anche in Italia diventa ormai fondamentale inserire nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) un indicatore specifico che misuri in modo standardizzato l’aderenza terapeutica e le performance dei Sistemi sanitari nazionali. Una vera e propria sfida a livello sanitario che potremo raggiungere solo facendo leva su più fronti, da quello politico-amministrativo, a quello clinico e sociale».

Per maggiori info: www.alcuoredelladerenza.it

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