
Secondo uno studio presentato alla Conferenza Internazionale sull’Ictus (ISC) 2025 dal e condotto dal Dr. Souvik Sen, professore e direttore del Dipartimento di Neurologia dell’Università della Carolina del Sud, l’uso regolare del filo interdentale riduce significativamente non solo il rischio di ictus ischemico, ma anche di fibrillazione atriale e ictus cardioembolico. La riduzione del rischio è indipendente da altre pratiche di igiene orale come lavarsi regolarmente i denti e le visite dal dentista.
La ricerca ha coinvolto 6.278 partecipanti dello studio ARIC (Atherosclerosis Risk in Communities) senza precedenti di ictus o fibrillazione atriale, seguiti per oltre 25 anni. I partecipanti che hanno fatto uso di filo interdentale almeno una volta alla settimana (considerata una pratica regolare) hanno mostrato un rischio significativamente inferiore di ictus ischemico (HR aggiustato: 0,79), sottotipo di ictus cardioembolico (HR: 0,56) e fibrillazione atriale (HR: 0,88).
I ricercatori hanno osservato inoltre che: c’erano più donne nel gruppo che usava il filo interdentale; i non utilizzatori includevano una percentuale quasi doppia di afroamericani; chi ha usato il filo interdentale presentava meno fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione e diabete.
Il Dr. Sen ha sottolineato che la pratica del filo interdentale è «una strategia di prevenzione primaria molto efficace» ed economica, particolarmente importante nelle aree rurali dove l’accesso alle cure dentistiche è limitato. Il meccanismo d’azione sembra essere legato alla capacità del filo di rimuovere efficacemente la placca tra i denti e sulle gengive, riducendo l’infiammazione che può portare all’aterosclerosi.
Lo studio ha anche evidenziato un effetto dose-risposta significativo tra la frequenza del filo interdentale e la riduzione dell’incidenza di ictus ischemico.
Questo studio evidenzia un legame significativo tra l’igiene orale e la salute cardiovascolare, portando alla luce diversi aspetti importanti:
- Meccanismo infiammatorio: L’igiene orale insufficiente, in particolare la mancanza di utilizzo del filo interdentale, può portare all’accumulo di placca e batteri che causano infiammazione gengivale. Questa infiammazione locale può diventare sistemica, contribuendo all’aterosclerosi (indurimento delle arterie) e aumentando il rischio di eventi cardiovascolari.
- Effetti specifici del filo interdentale: Lo studio dimostra che l’uso regolare del filo interdentale offre benefici che vanno oltre la semplice pulizia dei denti con lo spazzolino, con una riduzione significativa del rischio di:
- Ictus ischemico (21% di riduzione)
- Ictus cardioembolico (44% di riduzione)
- Fibrillazione atriale (12% di riduzione)
- Prevenzione della fibrillazione atriale: Un aspetto particolarmente rilevante è la riduzione del rischio di fibrillazione atriale, una condizione che sta diventando sempre più comune e che può causare ictus più gravi e devastanti.
- Accessibilità preventiva: il filo interdentale rappresenta una misura preventiva economica e accessibile, che potrebbe essere particolarmente importante nelle aree con accesso limitato alle cure dentistiche professionali.
- Effetto dose-risposta: lo studio ha rilevato una correlazione diretta tra la frequenza dell’uso del filo interdentale e la riduzione del rischio di ictus, suggerendo che una pratica più regolare porta a maggiori benefici.
Questi risultati sottolineano come l’igiene orale non sia solo una questione estetica o limitata alla salute dei denti, ma rappresenti un importante fattore di prevenzione cardiovascolare. Integrare il filo interdentale nella routine quotidiana di igiene orale potrebbe quindi essere considerato un elemento fondamentale delle strategie di prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari.