di Elisabetta Bramerio

È noto da tempo che la privazione di sonno ha degli strascichi negativi sulle attività dell’intelletto e su certi funzioni di cuore e arterie. Meno noto che il consumo di cioccolato arricchito con un particolare polifenolo, il flavonoide, può contrastare gli effetti delle capacità cognitive e dei parametri cardiovascolari che ci si aspetta di trovare sensibilmente peggiorati a causa del sonno disturbato o interrotto

Dormire meno può avere serie ripercussioni neurologiche e cardiovascolari, oltre a essere una causa certa di incidenti stradali e di lavoro per via dei riflessi fisici e mentali rallentati dal debito di sonno. Chi studia le conseguenze della perdita di sonno ci invita a non sottostimare l’intera faccenda, ricordandoci che il fenomeno è molto più di un fatto occasionale per una fetta di popolazione compresa fra il 4 e il 20%. La perdita di sonno è considerata un fenomeno largamente diffuso nella società occidentale, accompagnata da un incremento della morbilità e mortalità cardiovascolare.

Nel tentativo di trovare possibili soluzioni al problema, un gruppo di ricercatori italiani ha da poco pubblicato uno studio che è andato a investigare gli effetti del flavonoide di cacao e cioccolato sui deficit mnestici e cognitivi, sull’aumento della pressione sanguigna, sul restringimento e l’irrigidimento arterioso e su altri parametri cardiovascolari che è normale vedere mutati anche dopo una sola notte insonne.

Le proprietà cardiovascolari del flavonoide sono note da tempo. Il flavonoide è un polifenolo di origine vegetale rintracciabile in molti alimenti che consumiamo quotidianamente come il tè, gli agrumi, il luppolo. Di recente, alcuni studi hanno messo in evidenza le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie del flavonoide del cioccolato, che se assunto a forti dosi favorisce una vasodilatazione dell’endotelio arterioso, stabilizza il flusso ematico e riduce l’aggregazione piastrinica con effetti benefici sia sulla pressione sanguigna sia sul sistema cardiocircolatorio nel suo complesso.

Dal sistema cardiovascolare a quello cerebrale il passo è breve, giacché il flavonoide ha un ruolo di conservazione dell’endotelio che riveste le pareti delle arterie, comprese le micro arterie che fanno funzionare il cervello. In particolare, il flavonoide fa crescere la disponibilità di monossido di azoto che ha effetti positivi sull’elasticità dei vasi arteriosi, rendendo il flusso sanguigno cerebrale più efficiente e la produzione dei processi cognitivi migliore e meno soggetta all’invecchiamento e alle malattie tipiche del declino cognitivo. Inoltre, s’è visto che il flavonoide normalizza la reattività dei riflessi e dello stato di allerta, producendo risposte più adeguate sia sul piano psicofisico sia su quello mnemonico.

Esistono infine sostanziali evidenze scientifiche che supportano il legame fra fattori di rischio cardiovascolare, deficit cognitivo e perdita di sonno. Dormire meno ha importanti riflessi sul sistema cardiovascolare. I disturbi del sonno possono impedire il calo fisiologico di pressione sanguigna che avviene durante la notte. Un aumento dell’ipertensione e di resistenza ai farmaci è riportato in letteratura medica per coloro che dormono meno del dovuto. Per quanto riguarda le conseguenze sui processi neurologici, dormire meno è causa di instabilità nelle normali funzioni mentali, i cui disturbi vanno dal calo significativo dell’allerta e della vigilanza al rallentamento delle risposte psicomotorie e cognitive. Per neurologi, psichiatri e psicologi, la perdita di sonno implica un calo costante delle cosiddette funzioni cognitive, attive nell’area frontale del cervello, particolarmente sensibile alle conseguenze delle notti insonni e ai turni di lavoro più stressanti. Sul fronte cardiovascolare, già una privazione di sonno moderata, viene associata a un calo significativo del flusso ematico dopo appena otto giorni, pari a quello che si riscontra nei fumatori o nei pazienti cardiovascolari ad alto rischio.

L’esperimento alla base dello studio in questione è stato eseguito su un gruppo di 32 giovani pazienti in stato di perfetta salute, parimenti arruolati fra uomini e donne. Il risultato di questo lavoro, condotto da ricercatori facenti capo all’Università Sapienza di Roma e a quella dell’Aquila, è stato che il flavonoide in somministrazione acuta è in grado di contrastare gli effetti peggiorativi sulle performance di allerta e vigilanza psicofisica e su quelle mnemoniche e cognitive tipiche della privazione di sonno. Gli effetti benefici dei flavonoidi sul cervello sembrano mediati dall’abilità che queste sostanze hanno nel proteggere i neuroni vulnerabili, rafforzare la rigenerazione neuronale e, in conseguenza di ciò, i processi cognitivi e le performance mnemoniche.

Nello studio in oggetto è spiegato che i flavonoidi possono esercitare effetti positivi sull’intelletto in due modi: agendo direttamente sul sistema nervoso centrale, oppure andando a potenziare il flusso sanguigno sia del sistema nervoso centrale sia di quello periferico. Un beneficio analogo si è avuto per i parametri cardiovascolari. I prevedibili peggioramenti che sono soliti presentarsi in termini di aumento pressorio e irrigidimento arterioso dopo le notti insonni, grazie all’azione di contrasto del cioccolato arricchito di flavonoide si sono mantenuti nei limiti di normalità.

La novità rappresentata dallo studio italiano è stata quella di indagare per la prima volta gli effetti del flavonoide, somministrato in dose acuta, sulle performance cognitive e sui parametri cardiovascolari in individui in perfetto stato di salute sottoposti a una notte intera di privazione del sonno. In particolare, si sono investigati gli effetti di una notte insonne sulle funzioni endoteliali, sulla pressione del sangue, sulla rigidità arteriosa, così come sulle reazioni di vigilanza e di abilità cognitive in rapporto all’assunzione e alla privazione del flavonoide arricchito.

Il risultato è stato che la somministrazione di cioccolato con flavonoidi arricchiti può contrastare gli effetti delle capacità cognitive e dei parametri cardiovascolari che ci si aspetta di trovare sensibilmente peggiorati a causa delle notti insonni. In particolare, i ricercatori italiani segnalano che i parametri cardiovascolari non hanno evidenziato il tipico aumento della pressione sanguigna e il consueto restringimento e irrigidimento arterioso che è giocoforza registrare a causa della privazione di sonno. Date queste conclusioni, si è ipotizzato che la dose di cioccolato arricchito con flavonoide potrebbe diventare un nuovo importante strumento a sostegno di migliori performance cognitive durante i periodi di privazione del sonno e di stress psico-fisico, favorendo anche la protezione cardiovascolare.

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