Di Alberto Ferrari

A Modena, presso il Poliambulatorio Villa Pineta, avamposto cittadino dell’omonimo Ospedale riabilitativo di Gaiato (MO), una delle eccellenze del privato accreditato della Regione Emilia-Romagna, il 15 febbraio scorso si è tenuta “Cardiologie aperte 2020”. Si tratta di uno degli eventi di prevenzione che l’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), di concerto con la Fondazione per il Tuo Cuore a sostegno della ricerca, organizza ogni anno su scala nazionale grazie alla collaborazione delle cardiologie degli ospedali aderenti all’iniziativa. In concreto si è trattato di uno screening gratuito, finalizzato alla valutazione del rischio individuale di malattia cardiovascolare, un problema tutt’altro che secondario di salute pubblica. I dati epidemiologici ci ricordano che le malattie cardiovascolari rappresentano circa il 40% di tutti le morti in Italia nella fascia d’età tra 35 e 75 anni, colpendo il 51% degli uomini e il 37% delle donne. Ragion per cui la prevenzione, attraverso controlli non invasivi come quelli proposti durante l’iniziativa in oggetto, possono perfino salvare delle vite di molti pazienti ancora inconsapevoli, dal momento che permettono di riconoscere precocemente la presenza di cardiopatie silenti in grado di causare la morte improvvisa.

Controllo di indice di massa corporea (BMI), circonferenza vita, pressione arteriosa, colesterolemia totale, saturimetria capillare, monossido di carbonio (nei fumatori), insieme all’elettrocardiogramma per chi ha avuto l’accortezza di chiamare (059-357460) e prenotarlo per tempo. Sono questi gli esami che a Villa Pineta hanno effettuato al totale dei 97 partecipanti, di cui 57% donne e 43% uomini, età media 56,6 anni. Questi e altri dati clinici sono stati comunicati dal dottor Massimo Cerulli, responsabile dell’U.O. Cardiologia Riabilitativa di Villa Pineta, che così spiega il senso dell’iniziativa: «anche quest’anno abbiamo aderito alla campagna Cardiologie Aperte, tra le oltre 180 Cardiologie aderenti in tutta Italia, per sottolineare l’importanza della prevenzione. Giornate come queste non solo possono favorire il miglioramento dello stile di vita delle persone, attraverso una presa di coscienza, ma anche scoprire in tempo utile l’insorgere di determinate patologie. È il motivo per cui abbiamo invitato i cittadini a cogliere questa opportunità di ampliare gli orizzonti della conoscenza, in particolare della prevenzione, promuovendo modifiche degli stili di vita a difesa di un cuore sano». Insomma, un’iniziativa all’insegna della prevenzione che ha sollecitato la popolazione con più di 30 anni a prendersi cura della propria salute. Dati i contenuti, non è mancato il patrocinio del Comune di Modena, Assessorato alle politiche per la salute, e dell’Associazione di volontariato “Gli Amici del Cuore”. Alla raccolta delle risposte non siamo estranei noi di Prevenzione Cardiovascolare. Infatti, quando abbiamo ricevuto il comunicato stampa di Villa Pineta, abbiamo chiesto ai responsabili dell’iniziativa se era possibile integrare le misurazioni con della domande ad hoc, alle quali i partecipanti che lo desideravano potevano rispondere in maniera anonima. Nel box, le domande con le risposte raccolte e analizzate dai responsabili dell’iniziativa a Villa Pineta.

Il primo dato che salta agli occhi è che la gente, entrando nel merito della propria salute con il medico in occasione di uno screening cardiovascolare, sembra che abbia timore di sbilanciarsi e preferisca piuttosto adottare lo stesso atteggiamento mentale del professionista, affidando le proprie preoccupazioni al linguaggio fattuale e rassicurante del numeri. Un abitudine assolutamente in linea con gli standard di risposta in situazioni ufficiali com’è stata questa dello screening. Analizzando le lettere che arrivano al nostro giornale secondo i criteri mutuati dalla Medicina Narrativa, ecco cosa scrivevamo nell’articolo che abbiamo dedicato a questo argomento: «Venendo all’aspetto più propriamente descrittivo e, più precisamente, al tipo di linguaggio utilizzato, possiamo affermare che il linguaggio più frequente è quellofattuale. Chi scrive sembra che ricorra al linguaggio dei numeri per essere all’altezza della comunicazione basata sulla cosiddetta “disease”, evidentemente considerata il tratto tipico, se non esclusivo, del medico. Dati, elementi fattuali, un po’ di cronaca e tanti numeri desunti dalle varie misurazioni, dagli esami diagnostici per cercare di inquadrare la malattia da un punto di vista clinico». Come si vede, una conclusione in larga parte sovrapponibile a quella che si desume dalle risposte di Villa Pineta. In entrambi i casi, l’approccio che il paziente cerca di fare proprio è quello di sintonizzarsi sullo stesso linguaggio clinico del medico. Inutile dire che l’analista che basa la propria analisi sulla Medicina Narrativa, accanto ai dati clinici, avrebbe gradito riscontare inserzioni di stilemi riferibili al linguaggio tragico/drammatico, ai quali si ricorre per dare conto dell’ansia e della paura della malattia e dei possibili scenari negativi che potrebbero aprirsi, aggravando un già precario stato di salute. Ecco alcuni esempi dall’analisi citata delle lettere, che proponiamo per far capire meglio il concetto: «“… e, con mio grande stupore, è risultato che ho anche l’ipertensione…”; “Vorrei per favore un parere perché sono tanto ansioso”; “davanti ai medici [la pressione] sale alle stelle, anche 160/100 quando sono particolarmente in ansia (e davanti ad un medico io sono sempre in ansia, vado proprio in panico…”».

Venendo ai valori veri e propri, salta agli occhi che il BMI medio pari a 28 delinei un insieme di pazienti decisamente in sovrappeso. E che quest’ultimo è un problema ben presente ai diretti interessati, visto che il 58,9 % di loro, è consapevole che per migliorare la propria condizione dovrebbe mettersi a dieta. Su questa scia dei sacrifici necessari, il 32,6 % dei soggetti sa che oltre alla dieta sarebbe da associare una maggior attività fisica, mentre solo il 10,5 % del totale sposa l’ottimo proposito di dare un taglio al fumo. Troppo pochi gli aspiranti non fumatori? In realtà no, visto che la percentuale dei fumatori sul totale dei partecipanti è stata del 15 %. Il che significa che di questo 15 % (16 soggetti) 10 hanno manifestato il desiderio di smettere (rappresentando i 2/3 dei fumatori).

Un altro dato che crediamo in linea con la media nazionale è quello degli ipertesi, 23 su 95 hanno dichiarato di esserlo (24,2 %). E infatti, la media nazionale è proprio di un italiano su 4 (15 milioni), di cui almeno il 50% non sa di esserlo.

Ma sentiamo qual è l’opinione del dottor Cerulli e dei suoi collaboratori in merito alle misurazioni raccolte: «Il campione di persone che abbiamo avuto il piacere di sottoporre a test descrive piuttosto fedelmente la tipologia di persone su cui un intervento di controllo dei parametri clinici va attuato in vista degli ottimi margini di successo per la prevenzione del rischio cardiovascolare nei successivi 10 anni. Lo screening è stato attuato da due cardiologi, tre terapisti, un’infermiera, una dietista e una psicologa. Siamo oltremodo soddisfatti per il gradimento ricevuto, spingendoci fin d’ora a pensare come programmare al meglio l’appuntamento del prossimo anno».

Massimo Cerulli, responsabile dell’U.O. Cardiologia Riabilitativa di Villa Pineta.

Visto che tutto è perfettibile, per la prossima misurazione in cosa Villa Pineta potrebbe migliorare da un punto di vista dell’offerta? «Vista la grande partecipazione delle iniziative volte alla informazione e alla cura promosse dall’Ospedale Villa Pineta – spiega Deborah Annolino, capo Ufficio Stampa del Villa Pineta – l’idea condivisa tra tutti gli operatori e la Direzione Sanitaria è quella di organizzare una giornata di prevenzione a 360 gradi nel centro storico a Modena. Questa volta medici, infermieri e terapisti della riabilitazione usciranno dai loro ambulatori per portare tra la gente la cultura della prevenzione, con la possibilità di effettuare misurazioni e screening gratuiti. In questo caso sarà possibile farsi gratuitamente un check-up completo: in particolare delle aree respiratoria, pneumologica, cardiologica, metabolico nutrizionale, ortopedica».

Deborah Annolino, capo ufficio stampa del Villa Pineta.

Il test in pillole

Alla giornata “Cardiologie aperte” che si è tenuta presso il Poliambulatorio dell’ospedale Villa Pineta di Modena il 15 febbraio 2020 hanno partecipato 95 persone (di cui 57% femmine) e tutte hanno risposto al questionario proposto.

Di seguito domande e risposte:

  1. Soffri di patologie cardiovascolari?
  2. Hai parenti di primo grado (genitori, fratelli) affetti da malattie cardiovascolari? 
  3. Come definiresti il tuo stato di salute cardiovascolare prima di sottoporti a questo test?
  4. Grazie al test, stai scoprendo qualcosa di nuovo sulla tua salute che prima non conoscevi?
  5. Cosa pensi di fare per migliorare la tua salute?

Le risposte sono state le seguenti:

  1. No = 64 persone; Sì = 31 persone (23 persone affette da ipertensione arteriosa, 3 da diabete, 2 da Fibrillazione atriale, 3 pregressi IMA ed 1 pregresso intervento di sostituzione valvolare).
  2. No = 55 persone; Sì = 40 persone con familiarità per cardiopatia ischemica o ictus cerebri.
  3. Ottimo = 3 persone, Buono = 65 persone, Discreto = 19 persone, Mediocre = 7 persone e Pessimo = 1 persona.
  4. NO = 55 persone e SI’ = 40 persone.
  5. Dieta = 56, Attività fisica = 31 e stop fumo = 10.

Ad integrazione i dati salienti ricavati dalle valutazioni eseguite sono stati i seguenti:

  • Età media = 56,6 anni;
  • Pressione sistolica media = 136 mmHg;
  • BMI medio = 28;
  • Colesterolemia totale media = 193;
  • Fumatori = 15% (di cui maschi = 9); CO (monossido Carbonio) medio = 22 e Test fi Fagestrom (misura la dipendenza da 1 a 7) medio = 3,6; 1/3 dei fumatori non pensa di smettere.
  • Rischio CV (a 10 anni) medio = 3,25% (basso).

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