Il nuovo vaccino NOVAVAX Covid-19 (il cui nome commerciale nell’Unione Europea è Nuvaxovid) è in distribuzione da inizio anno nei 27 Paesi della EU, tra cui l’Italia. Il vaccino, oltre a offrire la stessa protezione di quelli a mRNA che l’hanno preceduto, ha il pregio di avere un’esposizione più bassa agli effetti collaterali. Per questa ragione, l’Organizzazione mondiale della sanità (WHO) lo consiglia per le persone che rischiano il peggio a causa del Covid-19, come i malati cronici affetti da patologie cardiovascolari. La prova della bassa tossicità del nuovo vaccino e la tenuta in termini di efficacia, pari a quella dei vaccini fin qui conosciuti, è basata sui risultati di due studi clinici di fase 3. Uno studio è stato eseguito negli Stati Uniti e in Messico; ha incluso 29.949 partecipanti di età pari o superiore a 18 anni che non avevano precedentemente contratto SARS-CoV-2. In un rapporto di 2:1, i candidati hanno ricevuto due dosi del vaccino Novavax o di un placebo. Gli stessi risultati di efficacia e di tossicità più lieve sono stati confermati da un secondo studio, più piccolo. Uno studio che ha arruolato 15.187 partecipanti e che si è svolto nel Regno Unito.
S’è detto che il Novavax è il vaccino che potrebbe essere gradito ai No Vax, ai più indulgenti fra loro. Questo perché la tecnica delle proteine ricombinanti su cui si basa è nota da tempo. È una tecnica che ha dato risultati confermati contro malattie come la pertosse, l’epatite, la meningite e l’herpes zoster. Ovvero, una tecnica già testata per parecchie infezioni di carattere virale, secondo la quale le nanoparticelle ​​all’interno del vaccino Novavax imitano la proteina spike di COVID-19. Sebbene condividano la struttura molecolare di COVID-19, le nuove proteine non si replicano né causano la malattia. Una cosa diversa dalla tecnologia a mRNA utilizzata da Pfizer e Moderna: i vaccini fin qui più utilizzati in Europa (e in Italia) e negli USA. Da un punto di vista pratico, il Novavax s’inocula non diversamente dagli altri vaccini. La vaccinazione con Novavax prevede l’iniezione del siero a base di nanoparticelle nei muscoli delle braccia. Esso viene proposto insieme a un composto naturale che funge da adiuvante per attirare le cellule immunitarie nel sito di iniezione.
L’uso di Novavax è stato approvato in Italia nella seduta della Commissione tecnico consultiva dell’Aifa lo scorso 22 dicembre per tutti coloro che hanno dai 18 anni in poi (per le somministrazioni delle prime dosi e dunque non per i richiami). Inoltre, Novavax ha il vantaggio di poter essere conservato in normali frigoriferi, a differenza dei vaccini a mRNA, sottoposti a regime di crioconservazione (-70°C e -80°C). Il vaccino Novavax è stabile a temperature di refrigerazione e può essere conservato e trasportato a 2°C-8°C fanno sapere in UPS, il gruppo logistico che ha ricevuto l’incarico di distribuirlo in tutta Europa. Grazie a questo profilo di stoccaggio il vaccino Novavax è potenzialmente in grado di fare la differenza nelle aree remote sfruttando i tradizionali canali di distribuzione dei vaccini.
In Italia, i vaccini Novavax sono arrivati a Pratica di Mare, dove sono stati presi in carico dalla Struttura Commissariale per l’emergenza COVID-19, alla quale pertiene la distribuzione a livello nazionale. Per lo stoccaggio europeo del vaccino – fanno sapere dalla UPS divisione Healthcare – ci si sta avvalendo della struttura all’avanguardia di Roermond (Olanda), recentemente ampliata. Questo centro di distribuzione sarebbe in grado di gestire numerosi prodotti biofarmaceutici. La struttura di Roermond è dotata di aree di stoccaggio a basse temperature volte a preservare materiali biologici come il vaccino Novavax. Situato in posizione strategica in prossimità dell’hub aeroportuale europeo di UPS presso lo scalo di Colonia/Bonn, il centro – ha detta di UPS – dispone di un accesso diretto ai principali porti, inclusi Rotterdam, Anversa e Amsterdam, assicurando quindi tempi di transito ridotti verso tutto il mondo e consegne il giorno successivo per l’80% dell’Europa.
Va infine ricordato che, a parte l’efficienza degli effetti collaterali più lievi, che lo eleggono a vaccino ideale per i cardiopatici, Novavax sarebbe il vaccino giusto da portare in Africa e in altri continenti in cui vi sono la maggior parte degli Stati con problemi di logistica per la catena del freddo.

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