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All’IRCCS MultiMedica di Sesto San Giovanni nasce una rivoluzione nel trattamento dell’obesità e del sovrappeso. Si chiama BOOST – Body Optimization and Obesity Support Team ed è il primo percorso in Europa che integra l’intelligenza artificiale nella cura dell’eccesso di peso, utilizzando un’applicazione web avanzata per supportare, seguire e monitorare l’attività fisica dei pazienti.

«Quando si affronta un cambiamento di vita drastico come quello della lotta all’obesità è importante affidarsi a un centro specializzato che permetta di sentirsi sempre al sicuro in ogni fase e che tratti tutti gli aspetti della malattia. Servizi e applicazioni come questi che accompagnano il paziente anche da remoto possono rappresentare un aiuto molto importante per far sentire alle persone in cura che non sono sole nel loro cammino», sottolinea Iris Zani, Presidente di Amici obesi e FIAO – Federazione italiana associazioni obesità.

L’innovazione sta nell’applicazione Kemtai, già utilizzata con successo nella riabilitazione muscoloscheletrica e neuromotoria, che trasforma qualsiasi dispositivo dotato di fotocamera in un assistente virtuale per la fisioterapia e l’esercizio fisico. Non servono attrezzature speciali: basta uno smartphone o un tablet per rendere l’attività fisica più accessibile, coinvolgente e sicura, facilitando così il raggiungimento degli obiettivi di salute.

«In letteratura è ampiamente noto come la teleriabilitazione applicata a persone con obesità o sovrappeso sia un approccio valido e che può migliorare l’aderenza all’attività fisica dei pazienti», spiega Caterina Conte, Responsabile dell’Unità Operativa di Ricerca, Obesità e Complicanze Cardio-Metaboliche Associate all’Obesità. «Per questo motivo abbiamo deciso di integrare nel nostro protocollo questa piattaforma avanzata e siamo orgogliosi di essere i primi in Europa ad averlo fatto. Data la centralità dell’attività fisica in un percorso di gestione dell’eccesso di peso, speriamo di rendere il movimento più accessibile e coinvolgente per i pazienti».

Il protocollo BOOST si basa su un approccio multidisciplinare che vede collaborare medici, nutrizionisti e chinesiologi per garantire una valutazione completa dello stato di salute del paziente e definire un percorso personalizzato. La presa in carico inizia con una visita medica per stabilire gli obiettivi terapeutici, prosegue con una consulenza nutrizionale per elaborare un piano alimentare su misura e contemporaneamente definisce un programma di attività fisica proporzionato alle capacità individuali. Quando necessario, può essere impostata una terapia farmacologica con agonisti del recettore del GLP-1 o, se sussiste l’indicazione, i pazienti possono intraprendere il percorso per la chirurgia bariatrica.

I numeri dell’obesità in Italia sono preoccupanti. Secondo gli ultimi dati Istat, oltre 1 adulto su 10 convive con l’obesità e quasi 1 su 2 è in sovrappeso, cifre che tradotte in numeri assoluti significano circa 6 milioni di obesi e almeno 25-30 milioni di individui in sovrappeso. «Si tratta di una malattia complessa, influenzata da fattori genetici, metabolici, ormonali, psicologici e ambientali, che può portare a diverse complicanze come diabete e ipertensione, principali fattori di rischio per infarto e ictus, ma anche apnee notturne, reflusso gastroesofageo, infertilità, artrosi, malattie renali e del fegato e diversi tipi di tumore», afferma Cesare Berra, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare e Metabolico.

Un aspetto significativo riguarda il riconoscimento istituzionale della patologia: l’Italia sarà verosimilmente il primo stato europeo ad inserire l’obesità nei livelli essenziali di assistenza a carico del sistema sanitario nazionale, posizionandosi tra i pochi paesi al mondo che a farlo.

La chirurgia bariatrica, pur rappresentando un’arma efficace nel management dell’obesità, non deve essere considerata un trattamento risolutivo da solo, ma parte di un approccio multidisciplinare. «È importante che le persone che soffrono di obesità si rivolgano a un centro specializzato per un approccio terapeutico individualizzato che valuti come bilanciare gli approcci di cura disponibili: alimentazione sana, attività fisica regolare, terapie farmacologiche e chirurgia bariatrica. Questa nuova tecnologia può supportare il paziente nel pre e nel post operatorio», sottolinea Salvatore Guarino, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale e Bariatrica.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nel percorso di cura rappresenta dunque non solo un’innovazione tecnologica, ma anche un modo per umanizzare la medicina, rendendo il supporto più costante e personalizzato, accompagnando i pazienti in ogni momento del loro percorso verso il benessere.

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