
Presentati all’85° Congresso della Società Italiana di Cardiologia (SIC), svoltosi a Roma fra il 12 e il 15 dicembre scorsi, i risultati della campagna “Dai Valore al Tuo Cuore”, un’iniziativa di screening cardiovascolare che ha coinvolto oltre 1.200 persone in 9 città e 3 ospedali italiani.
I dati principali emersi rivelano una situazione preoccupante: il 46% dei partecipanti presenta valori di ipertensione sistolica elevata (≥140 mmHg), mentre il 2% mostra una fibrillazione atriale (FA) non diagnosticata. Il 70% dei partecipanti ha più di 50 anni, con una concentrazione nella fascia 60-69 anni. «La rilevazione di fibrillazione atriale non ancora diagnosticata in circa il 10% di tutti gli ictus ischemici pone l’urgente necessità di rilevare la fibrillazione atriale asintomatica, al fine di avere l’opportunità di prevenire l’ictus istituendo per tempo il trattamento più appropriato. Infatti, sebbene molti pazienti con fibrillazione atriale sviluppino sintomi che portano ad un’appropriata diagnosi e gestione della malattia, in molti casi la prima manifestazione può essere un ictus debilitante o la morte» – ha spiegato Claudio Borghi, professore di Medicina Interna – Policlinico di Sant’Orsola di Bologna, nel corso del suo intervento.
Lo studio evidenzia anche lacune nella prevenzione: il 68% dei partecipanti non effettua controlli cardiaci da oltre un anno e il 12% non si è mai sottoposto a screening per la fibrillazione atriale. Nonostante il 79% conosca cos’è l’ictus, solo il 55% sa cos’è la FA.
Secondo gli esperti, questi dati sono particolarmente allarmanti considerando che la FA è presente nell’1-2% della popolazione generale, con percentuali che aumentano significativamente con l’età, arrivando al 5-15% negli ultraottantenni. Il professor Perrone Filardi, presidente SIC, ha altresì sottolineato l’importanza dello screening, specialmente nei pazienti con fattori di rischio come ipertensione, diabete e obesità. «Nei pazienti a rischio elevato, lo screening della fibrillazione atriale può garantire innegabili vantaggi. L’età è un fattore di rischio rilevante per l’insorgenza della fibrillazione atriale, ma non dobbiamo sottovalutare: l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, lo scompenso cardiaco, la malattia renale cronica, l’obesità, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la sindrome delle apnee ostruttive. In questi pazienti le linee guida raccomandano lo screening opportunistico della fibrillazione atriale».
L’iniziativa si inserisce nella visione “Going for Zero” di Omron Healthcare (azienda leader nella fornitura di apparecchiature per il monitoraggio cardiaco), che mira a ridurre a zero le malattie cerebrovascolari e cardiovascolari nel mondo. «Nei prossimi anni, in particolare nei paesi occidentali, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, il numero di pazienti affetti da fibrillazione atriale raddoppierà. La rilevanza epidemiologica della fibrillazione atriale si associa ad un’elevata quota di mortalità e morbilità, con conseguenti ricadute sulla salute del singolo paziente, della collettività e sugli aspetti socioeconomici. Per questo è importante intervenire rapidamente per diagnosticarla precocemente» – è stato il commento di Giovambattista Desideri, Professore Ordinario di Medicina Interna, Università Sapienza di Roma. La FA clinicamente manifesta rappresenta infatti solo la “punta dell’iceberg”, mentre una vasta parte della popolazione affetta rimane non diagnosticata, con un rischio aumentato di eventi cerebrovascolari e cardiovascolari gravi. Secondo i dati della European Society of Cardiology (ESC), le malattie cerebrovascolari e cardiovascolari rappresentano le principali cause di mortalità in Europa.Con l’invecchiamento progressivo della popolazione europea, il numero di casi è destinato ad aumentare nei prossimi anni.