
Uno studio australiano condotto su oltre 6.104 partecipanti tra 55 e 77 anni, ha evidenziato risultati sorprendenti: un intervento personalizzato (basato su un corso online) può migliorare significativamente le funzioni cognitive. I ricercatori australiani hanno progettato uno studio rigoroso, selezionando 6.104 adulti tra 55 e 77 anni, accomunati da un fattore chiave: almeno due potenziali fattori di rischio modificabili per la demenza. Mediante una randomizzazione 1:1, i partecipanti sono stati divisi in due gruppi: quello di intervento e quello di controllo. Ma non è stato un semplice sorteggio. Ogni individuo del gruppo MYB ha ricevuto un “pacchetto” personalizzato, costruito come un abito sartoriale sui suoi specifici rischi.
Il programma MYB (Make Your Brain) non è un semplice corso online, ma un percorso su misura che integra attività fisica, alimentazione, allenamento cognitivo e benessere mentale. I risultati parlano chiaro: chi ha seguito il programma ha ottenuto un miglioramento dello 0,28 punti nel punteggio cognitivo globale, contro lo 0,10 del gruppo di controllo.
L’attività fisica si è rivelata un elemento chiave. I partecipanti hanno aumentato dell’29% l’esercizio aerobico e del 17% l’allenamento di forza, con benefici immediati sulla memoria, l’attenzione e le funzioni esecutive.
Chi era nel gruppo di intervento non ha ricevuto un programma standardizzato, bensì un percorso su misura che poteva includere allenamento fisico, nuove abitudini alimentari, esercizi cognitivi e supporto per il benessere mentale. Chi era nel gruppo di controllo, invece, ha ricevuto solo generiche informazioni sulla salute.
Un dettaglio cruciale: non tutti hanno seguito gli stessi moduli. L’algoritmo del programma selezionava gli interventi più adatti al profilo individuale, rendendo lo studio non solo scientifico, ma anche estremamente personalizzato.
Particolarmente incoraggianti i risultati per le donne e i partecipanti più giovani (55-65 anni), che hanno mostrato miglioramenti più significativi. Un ulteriore elemento positivo: chi ha completato almeno il 60% delle attività ha ottenuto progressi ancora più evidenti.
Sebbene lo studio non possa ancora confermare una riduzione definitiva dei casi di demenza, apre nuove strade nella prevenzione. Un approccio digitale, accessibile e personalizzato che potrebbe rivoluzionare la salute cerebrale delle future generazioni.
L’attività fisica ha rivestito un ruolo cruciale nel programma di prevenzione del declino cognitivo, dimostrando benefici significativi per i partecipanti. Lo studio ha rilevato aumenti notevoli nei livelli di esercizio fisico: 1,29 volte più esercizio aerobico rispetto al gruppo di controllo; 1,17 volte più allenamento di forza rispetto al gruppo di controllo.
Questi incrementi nell’attività fisica hanno contribuito a:
– Miglioramento delle funzioni cognitive, in particolare:
– Miglioramento dell’attenzione complessa (+0,16 punti)
– Miglioramento della funzione esecutiva (+0,07 punti)
– Miglioramento della memoria (+0,19 punti).
Lo studio sottolinea che l’attività fisica, come parte di un intervento multifattoriale personalizzato, può essere un potente strumento per rallentare il declino cognitivo negli adulti over 55.