
L’Italia si prepara a diventare il primo Paese al mondo con una legge specifica per la prevenzione e cura dell’obesità, una malattia che colpisce il 12% della popolazione italiana, circa 6 milioni di persone. In questo contesto storico nasce FIAO (Federazione Italiana Associazioni Obesità), presentata a Roma il 16 aprile scorso come alleanza che riunisce sette associazioni di pazienti impegnate nell’ambito dell’obesità: Amici Obesi Onlus, La Mattina dopo Odv, MPO – Mai più obesi, Giro di boa Aps, SMALL, ASCOP Onlus e Fiocchetto Verde Odv.
La nuova federazione, presieduta da Iris Zani (anche presidente di Amici Obesi Onlus) con vicepresidente Eligio Linoci (presidente di La Mattina dopo Odv), nasce con l’obiettivo di rappresentare con una voce unitaria e autorevole le persone con obesità nel confronto con decisori, istituzioni e mondo medico-scientifico.
Il disegno di legge n.741, di iniziativa dell’On. Roberto Pella, prevede il riconoscimento dell’obesità come “malattia progressiva e recidivante” e garantisce ai soggetti affetti l’accesso alle prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza (LEA) del Servizio Sanitario Nazionale.
«In questo scenario l’approvazione di una legge rappresenta un passaggio molto importante per lanciare finalmente un chiaro messaggio a tutela delle persone con obesità, quello cioè che non si tratta solo ed esclusivamente di un atteggiamento sbagliato nei confronti del cibo, né di una condizione di esclusiva responsabilità del paziente, ma di una malattia che, come tale, va affrontata e curata» ha dichiarato Iris Zani.
Il provvedimento, composto da 6 articoli, prevede uno stanziamento di 700.000 euro per il 2025, 800.000 euro per il 2026 e 1,2 milioni di euro a decorrere dal 2027 per finanziare un programma nazionale di prevenzione e cura. La proposta istituisce anche l’Osservatorio per lo studio dell’obesità (OSO) presso il Ministero della salute.
«Riconoscere l’obesità come una vera e propria malattia e affrontarla come una priorità nazionale è il principale contenuto della proposta di legge a mia prima firma», ha spiegato l’On. Roberto Pella, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili”.
“Non ci sono persone con obesità felici”: la testimonianza di Iris Zani
Particolarmente toccante la testimonianza di Iris Zani, quando ha condiviso la sua esperienza personale: “Da adolescente mi sono trasferita in una grande città dove non mi conosceva nessuno. Era l’unica opzione che allora mi sembrava percorribile per sfuggire agli atti di bullismo dei coetanei».
Zani, che oggi ha perso 35 kg e vive «una condizione di controllo ponderale accettabile», sottolinea però che dall’obesità si può guarire solo fino a un certo punto: «La malattia la si può controllare, la si può perfino debellare per un lungo periodo, ma purtroppo rimane un incubo fisso nella psiche delle persone che ci sono passate».
Alla domanda sulla possibilità di accettarsi serenamente con i propri limiti, Zani è categorica: «No, non credo che abbassare la guardia sull’obesità sia consigliabile. La persona obesa psichicamente è in sofferenza. Non ci sono persone con obesità felici».
Un’emergenza sanitaria nazionale
In Italia, oltre agli ammalati di obesità, si aggiunge circa un altro 40% della popolazione con sovrappeso, il che significa che nel nostro Paese un problema di peso riguarda oltre la metà degli adulti. Preoccupante anche il dato sui bambini: circa il 30% in Italia ha un problema di sovrappeso o obesità.
«L’obesità rappresenta un’emergenza globale, che interessa fortemente anche il nostro Paese», ha sottolineato il Prof. Andrea Lenzi, Presidente del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della Presidenza del Consiglio dei ministri.
La nuova legge prevede diverse iniziative: dalla prevenzione del sovrappeso infantile, al sostegno dell’allattamento al seno, dalla responsabilizzazione dei genitori nelle scelte alimentari alla promozione dell’attività sportiva nelle scuole. Stanzia inoltre 400.000 euro annui dal 2025 per la formazione universitaria e l’aggiornamento dei medici e del personale sanitario.
In attesa del voto alla Camera, FIAO si pone come interlocutore istituzionale per «creare una rete solida e inclusiva per diffondere consapevolezza, abbattere i pregiudizi e favorire un accesso equo alle cure», come ha affermato Eligio Linoci, Vicepresidente della federazione.