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In base a un’indagine epidemiologica condotta in India che ha coinvolto oltre 113 mila soggetti (113043) età media 43 anni di cui poco meno della metà (46,5%) maschi, l’80% della popolazione considerata è dislipidemica e il 66% di essi ha valori di colesterolo HDL (quello “buono”) troppo basso, in ogni caso inferiore alla soglia di sicurezza che è 40 mg/dl per gli uomini e 50 mg/dl per le donne. L’indagine merita una riflessione in quanto la proiezione di questi valori rispecchia quelli che emergono da proiezioni precedenti, e conferma che il Paese più popoloso al mondo è alle prese con un serio problema di salute pubblica, almeno per quanto riguarda le malattie cardiometaboliche.  A dire il vero, non sono solo i valori di colesterolo totale, buono e cattivo, oppure di trigliceridi e glicemia che preoccupano per l’alta percentuale di affezioni riscontrate nello studio di cui sopra. Dallo studio in questione, di recente pubblicazione su  «Lancet», è emerso anche che la prevalenza complessiva del diabete è stata dell’11,4%, del prediabete 15,3%, dell’ipertensione 35,5%, dell’obesità generalizzata 28,6% e dell’obesità addominale 39,5%

Come si affrettano a ricordare gli autori della survey per circoscrivere l’entità del problema nella sua virulenza «i nostri risultati sono in linea con quelli di altri recenti ampi studi sui fattori di rischio cardiometabolico in India. La prevalenza del diabete era del 7,5% e quella dell’ipertensione del 25,3% in un’analisi combinata dei dati dell’Annual Health Survey e dell’Indagine sulle famiglie a livello distrettuale.  Un’altra recente analisi dei dati NFHS-5 ha riportato una prevalenza del diabete del 6,5%».

Quello che preoccupa di più è che  gli alti tassi di prevalenza di obesità e prediabete in tutto il Paese suggeriscono che l’epidemia continuerà ad accelerare, soprattutto perché gli indiani asiatici – a quanto la survey racconta – tendono a sviluppare il diabete a livelli più bassi di obesità, e progredire più velocemente dal prediabete al diabete rispetto ai bianchi caucasici. In particolare, la prevalenza uniformemente elevata del prediabete nelle aree rurali è motivo di grave preoccupazione poiché queste aree, per lo più, non dispongono delle infrastrutture per prendersi cura di un numero crescente di persone affette da diabete e dalle sue complicanze.

Sappiamo che la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo dell’iperglicemia, dell’ipertensione e della dislipidemia sono i pilastri per prevenire la morbilità e la mortalità dovute a malattie cardiovascolari e ad altre complicanze croniche del diabete. Orbene, seguendo il ragionamento degli autori della survey, il dato è preoccupante perché solo il 7% circa delle persone con diabete precedentemente diagnosticato in India soddisfa gli obiettivi terapeutici per la glicemia, i lipidi e la pressione sanguigna, mentre la percentuale è probabilmente ancora più bassa tra quelli con diabete non diagnosticato.

«Poiché una percentuale significativa della popolazione indiana (in particolare nelle aree rurali) dipende dal governo per la fornitura di assistenza sanitaria, il rafforzamento del sistema sanitario pubblico è un passo essenziale verso il miglioramento della cura del diabete e delle malattie non trasmissibili in queste regioni», concludono gli autori.

Lo studio è un’indagine trasversale basata sulla popolazione che ha valutato un campione rappresentativo di individui di età pari o superiore a 20 anni provenienti da aree urbane e rurali di 31 stati, compresi due territori dell’Unione e il Territorio nazionale della capitale Delhi. Si tratta del più grande studio rappresentativo a livello nazionale basato sulla popolazione sul diabete e sulle malattie non trasmissibili metaboliche condotto in India.

«La prevalenza del diabete e di altre malattie non trasmissibili metaboliche in India è notevolmente più elevata di quanto stimato in precedenza. Mentre l’epidemia di diabete si sta stabilizzando negli stati più sviluppati del Paese, è ancora in aumento nella maggior parte degli altri stati. Pertanto, ci sono gravi implicazioni per la Nazione, che giustificano politiche e interventi urgenti e specifici a livello statale per arrestare l’epidemia in rapida crescita di malattie non trasmissibili metaboliche in India», la conclusione degli autori della survey.

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