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N. 11/12 novembre/dicembre 2013

Prof. Dr. Italo Richichi
Dirigente di Cardiologia
Docente di Riabilitazione Malattie Cardiache
Via Achille Savoia, 9 27100 Pavia
Tel e Fax 0382 578560

Sono una signora di Ravenna che ha subito fratture multiple. Negli ultimi tempi mi si è ingrossata e informicolita la lingua e al mattino avverto una forte tachicardia che cresce sia per dolore sia per l’aumento della pressione dovuta allo schiacciamento. Nessuno avrebbe resistito così. Io non sono stata curata come dovevano. Ho anche un forte dolore al petto, ad altezza dello sterno, dolori lancinanti alla gamba destra, come se mi stesse per scoppiare una vena. Il dolore al petto, che si irradia anche dietro, sembra più viscerale. L’unica cosa che so per certo è che mi sono stati diagnosticati sintomi vagali e probabili lesioni al plesso brachiale, senza nulla di definitivo. La lingua è ingrossata anche nella parte posteriore, il che mi provoca principi di soffocamento. Il mio medico ha detto che non è una bella cosa e poco altro. Sembra che nessuno sappia niente, come se ci fosse in giro molta ignoranza, come se fossero pochi quelli che hanno studiato per bene l’anatomia, la fisiologia e le conseguenze di un trauma non curato. A chi mi posso rivolgere?
Ringrazio anticipatamente per la risposta, le lesioni che ho e che dovevano essere trattate immediatamente dopo il trauma, non lo furono. Io sono una persona che ha alta sopportazione della sofferenza e del dolore, perché sono una donna, non un uomo, che appena ha un dolorino non sopporta niente, e ha una soglia di sopportazione al dolore dieci volte inferiore alla donna, questo lo voglio puntualizzare.

Gentile Lettrice,
la sindrome algica che lei mi ha evidenziato risulta complessa e articolata; più che organi compromessi mi sembra trattarsi di parti compromesse per il trauma compressivo subito in passato. La sintomatologia che lei riferisce purtroppo è da attribuire alle zone rimaste lese e che producono i sintomi attuali senza immaginare che ci sia una evoluzione in atto. Sono i nervi che le trasmettono la sensazione dolorosa, quindi diventa molto difficile poter attutire i disturbi che lei avverte perché dipendono dalle trasmissioni nervose. Credo inoltre che anche la sua soglia di sopportazione del dolore si sia abbassata.
Non penso che ci sia la possibilità di risolvere il problema alla causa, ma credo che si possa attenuare e ridurre la sintomatologia se lei consulterà un medico esperto del dolore negli ospedali qualifica – ti dove ci sono i servizi che affrontano la terapia del dolore.

 

Salve dottore, sono una ragazza di 27 anni, sto partecipando a un concorso nelle Forze armate per il quale ho dovuto fare un holter, perché spesso mi capita di avere i battiti accelerati. L?esito dell’Ecg ha dato frequenza cardiaca media 65, minima 37 e massima 118. Battiti sopraventricolari 2487, a tratti aritmia sinusale ecc.
Vorrei sapere se, secondo lei, questi valori possono essere causa di esclusione dal concorso. Dove ho fatto l?holter mi hanno detto che, probabilmente, non c’è niente di patologico.

Cara Lettrice, nel suo caso si tratta, verosimilmente, di aritmia funzionale, prodotta da effetto neurodi – stonico. Sarebbe utile allargare l’indagine con un test ergometrico, per escludere la comparsa di aritmie sotto prova da sforzo massimale.
Tale test potrebbe poi allegarlo alla documentazione e dimostrare che il cuore, sottoposto a sforzo, funziona normalmente.
Auguri per la sua nuova professione.

 

Salve, mio papà è diabetico e, più di dieci anni fa, ha subito un intervento per l’applicazione di tre by-pass coronarici. A distanza di anni, i by-pass si sono occlusi e sono stati riaperti con interventi di angioplastica.
Uno dei tre by-pass si è occluso completamente, così a papà è stata integrata la cura con più anticoagulanti. Ogni tanto avverte dolori – che durano tre minuti – al torace e vampe di calore.
Le volevo chiedere se si può intervenire chirurgicamente per sostituire i by-pass o se ci può essere la possibilità di un donatore per l?arteria. Grazie.

Gentile Lettrice,
è chiaro che la sintomatologia di suo padre è provocata dall?insufficienza coronarica. Purtroppo, non è possibile il trapianto delle coronarie, anche perché oramai è impossibile fare altre angioplastiche e rifare altri by-pass.
Tutto dipende dalle condizioni di salute di suo padre e dalla situazione clinica.
Prima di programmare una revisione di questo tipo, è necessario valutare l?indice di rischio e decidere quale può essere la soluzione meno rischiosa da prendere.

 

Sono cardiopatica e diabetica. Vorrei smettere di fumare ma da sola non ci riesco. Ci provo, ma non ci riesco, così quando meno me l’aspetto, mi trovo con la sigaretta fra le dita. Prima i classici due tiri, poi una sigaretta intera e, pian piano, eccomi di nuovo agli standard di sempre. Come posso fare a smettere di fumare?

Gentile Lettrice, vorrei tanto poterla aiutare ma non credo di riuscirci; tutto dipende dalla sua volontà e solo da quella, il resto è solo accademia. Certo, lei saprà che il fumo e il diabete sono i fattori di rischio più gravi per la sua cardiopatia: la producono e la aggravano. Ma se dal diabete non potrà mai guarire, bensì solo curarlo, dal fumo può guarire, e anche senza assumere altri farmaci.
Cara Lettrice, lei sarà costretta a smettere di fumare perché l’aggravamento della cardiopatia è proporzionale alla durata del fumo e al numero e tipo delle sigarette. Prima lo fa e meglio è per il suo povero cuore. In letteratura ci sono pubblicazioni che dimostrano che ogni sigaretta riduce la durata della vita di dieci minuti e, mi creda, è proprio così.
Forza dunque, si armi di buona e grande volontà e vedrà che anche lei, come tantissimi altri, riuscirà smettere con il “vizio assurdo”. Auguri.

 

Egregio Professore, mio figlio ha quasi sette anni, è nato con ipoplasia del cuore destro (atresia della tricuspide e insufficienza della valvola mi trale) e adesso, dopo quattro interventi chirurgici, ha una circolazione secondo il principio di Fontan. A un anno dalla Fontan, è ancora in terapia con Sildenafil, 20 mg tre volte al giorno. Io ho notato che questo farmaco ha come effetto un notevole aumento della tolleranza allo sforzo sul mio bambino. Vorrei che lui stesse sempre cosi bene, ma mi fa paura sapere che si tratta di un farmaco nuovo i cui effetti collaterali non sono ancora molto noti. Vorrei avere informazioni a questo proposito.

Gentile Lettrice, il Sildenafinl non è un farmaco nuovo; è recente l?utilizzo per l?abbassamento delle pressione polmonare. Non ho esperienza clinica per l?utilizzo di questo farmaco quale ipotensivo polmonare, perciò, pur rammaricato, non le do alcun parere in merito alla specificità della sua domanda. Credo comunque necessario che lei interpelli il medico che le ha prescritto il Sildenafil quale farmaco utile a ridurre la pressione polmonare.