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N. 3/4 marzo/aprile 2013

Prof. Dr. Italo Richichi
Dirigente di Cardiologia
Docente di Riabilitazione Malattie Cardiache
Via Achille Savoia, 9 27100 Pavia
Tel e Fax 0382 578560

Cari lettori, perché questo servizio sia ancora più utile e riesca a fornire pareri cardiologici più orientati, vi chiediamo gentilmente di aggiungere ai vostri quesiti alcuni parametri essenziali: età, sesso, peso ed eventuali patologie importanti (pregresse o in corso). Mantenendo l’anonimato, il cardiologo pubblicherà sulla rivista le risposte di utilità generale; qualora il richiedente fosse contrario alla pubblicazione del proprio quesito anche in forma anonima, dovrà comunicarlo nella e-mail indirizzata al cardiologo.

Sono la ragazza che le aveva già scritto per una pericardite. Le aderenze della pericardite non sono ancora passate e con il Voltaren 50 mg compresse orodispersibili è calato solo 1/4 del dolore (stavo notevolmente meglio con l’aspirina da 400 mg). Il cardiologo mi ha sospeso Voltaren 50 mg perché ho dolori allo stomaco lancinanti. Ora sono riprese, anche più frequenti, le extrasistoli; mi manca anche un po’ il respiro. Il mio cardiologo è seriamente preoccupato per questa situazione tanto che oggi ha preso tre giorni per pensare bene a queste aderenze di pericardite e forse pensa possa esserci dell’altro tanto che vorrebbe farmi fare una risonanza magnetica al cuore. Nel frattempo mi ha ridato la terapia con Cardirene 160 mg 1 bustina e (Cardicor 2,5 mg 1 compressa al mattino e 1 alla sera mai sospeso). Professore cosa può essere? Perché vuole farmi fare la risonanza magnetica al cuore? Che cosa si può trovare? La ringrazio. Cordiali Saluti.

Sono d’accordo con il suo cardiologo: in caso di dolori gastrici è necessario modificare l’antinfiammatorio (magari aggiungere un gastroprotettore); la risonanza magnetica può essere utile per fornire ulteriori informazioni sulla situazione istologica dei foglietti pericardici. È chiaro che le aderenze non si risolvono con la terapia, ma ritengo si tratti solo di ulteriori adeguamenti terapeutici, tenendo sempre in considerazione del suo risentimento gastrico, che di fatto impedisce una terapia forte e risoluta; questo richiede più tempo e maggiore pazienza.

Buongiorno, ho 36 anni e assumo la pillola da circa 10 anni (senza mai nessuna interruzione). Quest’anno per la prima volta la mia ginecologa mi ha fatto eseguire il test per l’omocisteina. Il risultato è stato 15. Ho assunto prefoli (acido folico) per circa due mesi e ho ripetuto il test. Il valore è sceso a 11. A cosa vado incontro? Grazie.

L’omocisteina in eccesso nel sangue rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare secondario (meno importante) che predispone verso malattie cardiocerebrovascolari; il valore raggiunto da lei è appena aumentato; quindi nel suo caso è avvenuto un lieve incremento di un blando fattore di rischio; inoltre è bastato un breve periodo di trattamento con folati per normalizzare i valori ematici.
Numerosi sono i fattori di rischio ed i principali sono: fumo di sigarette, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete, obesità, stress cardiovascolare, sedentarietà. Le consiglio perciò di eliminare o ridurre i vari fattori di rischio a partire da quelli importanti. Nel suo caso bisogna avviare attività fisica e, inoltre, è importante seguire un’alimentazione aumentando il consumo di cereali, legumi, frutta e verdura (dieta mediterranea); basta cambiare lo stile di vita ed il problema viene eliminato.
Come ha già provato, per abbassare l’omocisteina è sufficiente iniziare un ciclo di terapia con acido folico.

Buongiorno sono il padre di Tommaso.
All’età di due anni e mezzo ha subito un intervento al cuore per la correzione della DIA Ostium Secondum eseguito allora dal Prof. M. a Palermo. Oggi Tommaso a quasi tredici anni, cresce bene (anzi benissimo), da un pò di tempo ha il desiderio di iscriversi in palestra per trovare uno svago dopo lo studio. E proprio adesso che inizia il bello. Tommaso ha fatto una settimana di prova in una palestra del mio paese: tutto ok, abbiamo presentato il certificato medico della pediatra (certificato di idoneità allo sport) dopo anche un controllo effettuato nel mese di marzo dal cardiologo. Il proprietario della palestra però ha rifiutato l’iscrizione di mio figlio. In questi casi che cosa devo fare, cosa devo pensare, anche perché a Tommaso devo spiegare che, anche se sano, non si può scrivere in palestra per un incompetente.

Gentile Lettore, il rifiuto è illegittimo. Se non dovesse trovare un’altra palestra disponibile può fare regolare denuncia agli organi competenti.
DIA Ostium Secondum. I difetti interatriali (DIA) consistono in una comunicazione nella parete che separa gli atri; sono classificati in base alla sede, alle dimensioni e al numero dei difetti. Il DIA tipo ostium secundum è il più comune (rappresenta circa i due terzi di tutti i DIA) ed è localizzato nella parte centrale (fossa ovale) del setto interatriale.

Sono una ragazza di 32 anni e nel 2003, in seguito a un’endocardite batterica (prima godevo di ottima salute), sono stata operata al cuore: mi hanno sostituito la valvola mitrale con una protesi meccanica. Sono in terapia con il Sintrom e in questi anni sono stata bene.
Nel 2008 ho provato ad avere un figlio ma ho avuto un aborto spontaneo dopo due mesi di punture di eparina in sostituzione all’anticoaugulante. Dopo il dolore e lo sconforto mi sono informata più approfonditamente, ma i pareri sono stati tutti discordanti e poco chiari. La forza e il desiderio di avere un figlio è tanta, ma tanta è anche la paura, l’ansia legata alle complicazioni e al non sapere cosa mi posso aspettare. Non so a chi rivolgermi, non capisco se devo rassegnarmi o riprovarci. Abito a Reggio Emilia. Vorrei chiedere un consiglio riguardo ai rischi, se davvero non esiste un anticoagulante che non sia teratogeno, se esistono donne che nelle mie condizioni sono riuscite ad avere un figlio e tutto è andato bene.

Il suo quesito è molto impegnativo e complesso. Capisco perciò le risposte contrastanti che lei ha ottenuto finora. Alla sua domanda la risposta è negativa. Ma ogni persona ha una sua vita e una sua storia e come tale deve essere valutata. Il suo desiderio materno è legittimo e umano e quindi deve essere preso in grande considerazione: il tentativo possibile lei lo ha già fatto e ha sofferto purtroppo con risultati inutili, anzi negativi. La valutazione deve essere completa e globale (valvola, cuore, coagulazione, condizioni generali); perciò dovrebbe rivolgersi a un Centro ospedaliero e l’ipotetica gravidanza deve essere seguita collegialmente da: Cardiologo, Ostetrico, Ematologo esperto in coagulazione e Cardiochirurgo.
Dovrebbe sentire individualmente i singoli specialisti e poi essere seguita dal Cardiologo, qualora ci si avviasse ad esaudire il suo desiderio di diventare madre. Come vede la cosa è difficile, ma le faccio i miei auguri.

Ho avuto l’infarto nel 2010 e dopo un anno ho ripreso a fumare, ma meno: fumo circa 10 sigarette al giorno. Se riesco ancora a diminuire massimo 3 sigarette al giorno sono a rischio forte. Questo e ovvio, ma mi dia un consiglio per stare bene, sono anche diabetico, la sigaretta fa male a tutti, ma fumando due-tre sigarette al giorno mi sento meglio psicologicamente.

È statisticamente dimostrato che i fumatori di sigarette che continuano a fumare dopo l’infarto hanno la recidiva infartuale a distanza variabile a secondo del numero delle sigarette. Perciò valuti lei! La mia esperienza conferma che due sigarette al giorno, fumate durante i pasti, non fanno male. Cordialità.