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Cari lettori, perché questo servizio sia ancora più utile e riesca a fornire pareri cardiologici più orientati, vi chiediamo gentilmente di aggiungere ai vostri quesiti alcuni parametri essenziali: età, sesso, peso ed eventuali patologie importanti (pregresse o in corso). Mantenendo l’anonimato, il cardiologo pubblicherà sulla rivista le risposte di utilità generale; qualora il richiedente fosse contrario alla pubblicazione del proprio quesito anche in forma anonima, dovrà comunicarlo nella e-mail indirizzata al cardiologo. Sono la ragazza che le aveva già scritto per una pericardite. Le aderenze della pericardite non sono ancora passate e con il Voltaren 50 mg compresse orodispersibili è calato solo 1/4 del dolore (stavo notevolmente meglio con l’aspirina da 400 mg). Il cardiologo mi ha sospeso Voltaren 50 mg perché ho dolori allo stomaco lancinanti. Ora sono riprese, anche più frequenti, le extrasistoli; mi manca anche un po’ il respiro. Il mio cardiologo è seriamente preoccupato per questa situazione tanto che oggi ha preso tre giorni per pensare bene a queste aderenze di pericardite e forse pensa possa esserci dell’altro tanto che vorrebbe farmi fare una risonanza magnetica al cuore. Nel frattempo mi ha ridato la terapia con Cardirene 160 mg 1 bustina e (Cardicor 2,5 mg 1 compressa al mattino e 1 alla sera mai sospeso). Professore cosa può essere? Perché vuole farmi fare la risonanza magnetica al cuore? Che cosa si può trovare? La ringrazio. Cordiali Saluti. Sono d’accordo con il suo cardiologo: in caso di dolori gastrici è necessario modificare l’antinfiammatorio (magari aggiungere un gastroprotettore); la risonanza magnetica può essere utile per fornire ulteriori informazioni sulla situazione istologica dei foglietti pericardici. È chiaro che le aderenze non si risolvono con la terapia, ma ritengo si tratti solo di ulteriori adeguamenti terapeutici, tenendo sempre in considerazione del suo risentimento gastrico, che di fatto impedisce una terapia forte e risoluta; questo richiede più tempo e maggiore pazienza. Buongiorno, ho 36 anni e assumo la pillola da circa 10 anni (senza mai nessuna interruzione). Quest’anno per la prima volta la mia ginecologa mi ha fatto eseguire il test per l’omocisteina. Il risultato è stato 15. Ho assunto prefoli (acido folico) per circa due mesi e ho ripetuto il test. Il valore è sceso a 11. A cosa vado incontro? Grazie. L’omocisteina in eccesso nel sangue rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare secondario (meno importante) che predispone verso malattie cardiocerebrovascolari; il valore raggiunto da lei è appena aumentato; quindi nel suo caso è avvenuto un lieve incremento di un blando fattore di rischio; inoltre è bastato un breve periodo di trattamento con folati per normalizzare i valori ematici. Buongiorno sono il padre di Tommaso. Gentile Lettore, il rifiuto è illegittimo. Se non dovesse trovare un’altra palestra disponibile può fare regolare denuncia agli organi competenti. Sono una ragazza di 32 anni e nel 2003, in seguito a un’endocardite batterica (prima godevo di ottima salute), sono stata operata al cuore: mi hanno sostituito la valvola mitrale con una protesi meccanica. Sono in terapia con il Sintrom e in questi anni sono stata bene. Il suo quesito è molto impegnativo e complesso. Capisco perciò le risposte contrastanti che lei ha ottenuto finora. Alla sua domanda la risposta è negativa. Ma ogni persona ha una sua vita e una sua storia e come tale deve essere valutata. Il suo desiderio materno è legittimo e umano e quindi deve essere preso in grande considerazione: il tentativo possibile lei lo ha già fatto e ha sofferto purtroppo con risultati inutili, anzi negativi. La valutazione deve essere completa e globale (valvola, cuore, coagulazione, condizioni generali); perciò dovrebbe rivolgersi a un Centro ospedaliero e l’ipotetica gravidanza deve essere seguita collegialmente da: Cardiologo, Ostetrico, Ematologo esperto in coagulazione e Cardiochirurgo. Ho avuto l’infarto nel 2010 e dopo un anno ho ripreso a fumare, ma meno: fumo circa 10 sigarette al giorno. Se riesco ancora a diminuire massimo 3 sigarette al giorno sono a rischio forte. Questo e ovvio, ma mi dia un consiglio per stare bene, sono anche diabetico, la sigaretta fa male a tutti, ma fumando due-tre sigarette al giorno mi sento meglio psicologicamente. È statisticamente dimostrato che i fumatori di sigarette che continuano a fumare dopo l’infarto hanno la recidiva infartuale a distanza variabile a secondo del numero delle sigarette. Perciò valuti lei! La mia esperienza conferma che due sigarette al giorno, fumate durante i pasti, non fanno male. Cordialità. |