Archivio rubrica




N. 11/12 novembre/dicembre 2010

Prof. Dr. Italo Richichi
Dirigente di Cardiologia
Docente di Riabilitazione Malattie Cardiache
Via Achille Savoia, 9 27100 Pavia
Tel e Fax 0382 578560

Ho 50 anni. Mi è stato diagnosticato di recente un BBS. Nel precedente accertamento (2007) il mio cuore era perfetto (riscontrato con: ECG, ECG sotto sforzo, Ecocardiogramma ed Ecodoppler) e, visto che ero stato individuato come un soggetto non a rischio, mi fu consigliato di effettuare accertamenti molto dilatati. Pochi giorni fa la brutta sorpresa a seguito della mia volontà di andare a vedere come era la situazione (quindi per caso); stavolta i referti dicevano: ECG (riscontrato BBS), ECO (morfologia e funzionalità nella norma), HOLTER (nella norma con BBS costante). Sono uno sportivo e non ho cambiato stile di vita. Altezza 180cm, peso 71kg. Non c’è nemmeno familiarità ma ho avuto in alcuni periodi il livello di colesterolo che è variato in modo altalenante da 188 (in regime di dieta) a 293. Spesso stabile sui 240-250. Può essere stata questa la causa? O magari lo stress? Le chiedo infine, potrò continuare a fare una vita normale e sportiva (corsa 2 volte a settimana e calcetto 2 volte a settimana)?
Non mi pare che ci siano elementi che possano, per ora, impedire la sua attività sportiva ovviamente non agonistica. Dovrei sapere se il BBS è completo oppure incompleto. Le consiglio di eseguire una prova da sforzo massimale (test ergometrico) per valutare i comportamenti della conduzione elettrica durante lo sforzo. Attento anche a quel colesterolo e al laboratorio di analisi dove viene esaminato, è importante avere certezza dei dati riscontrati.

Mio padre, 83 anni, si deve sottoporre ad intervento di sostituzione della valvola aortica per stenosi severa. Soffre di enfisema polmonare. Quale percentuale di rischio di mortalità è presente?
Il rischio operatorio viene sempre calcolato dal cardiochirurgo e dall’anestesista durante il controllo preoperatorio; certamente l’enfisema polmonare aumenta il rischio. Il cardiochirurgo potrebbe anche optare per la possibilità di dilatare la valvola.

Ho 43 anni, sono alto 1,68 e peso 65 chili (in linea con l’indice di massa corporea). Premetto che ho sempre praticato sport (bici, corsa, nuoto), non fumo e seguo un’alimentazione abbastanza bilanciata, mangiando un po’ di tutto, ma senza eccedere. Pur non soffrendo di nessun disturbo (ipertensione, diabete), la mia pressione normalmente è pari a 70-130 mmHg; dalle ultime analisi del sangue ho riscontrato i seguenti valori: colesterolo totale: 258, HDL 58, LDL 197; trigliceridi: 100. Ora sto seguendo, e dovrò farlo per un mese, una cura naturale prescrittami dal mio medico che, anche se sono molto scettico, dovrebbe riequilibrare il metabolismo lipidico. A parte questo vorrei sapere se da questi dati secondo lei sono potenzialmente un soggetto a rischio di malattie cardiovascolari. Un’ultima cosa: il mio medico sostiene che se tra un mese i valori non dovessero scendere dovrò assumere le statine, io non sono molto d’accordo. Cosa mi può dire in proposito?
Caro Roberto è molto raro che un solo fattore di rischio (anche se primario) sviluppi la cardiopatia ischemica, anche se ci sono persone infartuate senza avere fattori di rischio apparenti. Sicuramente nel suo caso si tratta della scarsa presenza di un enzima capace di metabolizzare l’LDL-Colesterolo. Una dieta libera non riduce a sufficienza la colesterolemia perciò deve sempre adattarla alle sue esigenze; anch’io, come lei, nutro delle perplessità sull’utilizzo di statina nelle sue condizioni.

Ho un bambino di 5 anni. Il cardiologo, facendogli l’ecocardiogramma, ha riscontrato un piccolissimo pfo (forame ovale pervio – N.d.R.). Non le nascondo che sia io che mia moglie siamo preoccupatissimi, anche se il cardiologo ci ha detto che non è niente di grave. Il bambino potrà fare sport? Con il tempo potrebbe pure chiudersi questo buchetto? Se non si chiudesse in futuro cosa bisogna fare?
Il piccolo forame ovale pervio si trova nel setto interatriale; col passare degli anni si chiude; comunque per adesso non impedisca lo sport al figlio con l’accortezza di escludere l’agonismo.

Circa una settimana fa, mio padre si è sottoposto ad una visita cardiaca con relativo ecocardiogramma a causa dell’ipertensione recentemente diagnosticata. Le riporto testualmente la diagnosi: “Minima insufficienza aortica, ventricolo sx di normali dimensioni interne, normo-rilasciamento diastolico. Ventricolo dx di normali dimensioni, normocontrattile. Valvola aortica bicuspide. Dilatazione dell’anello aortico (42mm/bulbo 47.6mm), aorta ascendente (42mm)”. Mio padre ha 51 anni, è alto 190 e pesa 97kg. Il cardiologo non si è allarmato ed ha consigliato di eseguire un’angiotac toracica tra sei mesi. Secondo lei è il caso di anticiparla? Sarebbe più utile una RMN? I valori dell’ecocardiogramma possono essere attentibili? Dobbiamo pensare già ad un intervento chirurgico?
Cara Claudia, i dati dell’ecocardiogramma sono attendibili, anche se qualche volta l’angiotac dimostra dati lievemente diversi e più completi. Lo spessore della parete ventricolare sinistra è aumentato e la bicuspidia aortica sembra esserne la causa; non è valutata l’entità della bicuspidia aortica. Io anticiperei l’angiotac; dopo si potrà valutare se e quando intervenire.

Ho 39 anni e sono un soggetto purtroppo abbastanza ansioso. Diciamo che “soffro” di extrasistoli da una vita anche se sempre sporadiche e non invalidanti. Le prime volte sono finito in ospedale per dichiarati attacchi di panico che in genere si manifestano con sudorazione, fame di aria e impossibilità di portare a termine respiri profondi. Detto questo, ultimamente, premettendo anche che sono in sovrappeso anche se non bevo e non fumo, le extrasistoli mi stanno creando dei problemi perché ho sempre paura e si scatenano più spesso; se devo fare una salita, una strada più lunga si scatenano e devo fermarmi. Dopo qualche secondo scompaiono. A volte basta un passo e riprendono, altre volte solo al pensiero di fare quella salita o le scale si scatenano. Altre volte faccio 3/5 piani a piedi e non mi accade nulla, anzi sembra che arrivi quasi senza affanno nonostante il peso. Secondo lei posso continuare a pensare e “sognare” che sono extrasistoli benigne e stare tranquillo o devo preoccuparmi?
Caro Antonio, certo che potrà continuare a pensare e sognare! Le extrasistoli sono un disturbo molto diffuso. È comunque necessario, per essere tranquillizzato, eseguire alcuni esami; le consiglio l’esecuzione di una registrazione per 24 ore dell’ECG (Holter dinamico) per valutare le caratteristiche essenziali dell’aritmia; solo dopo questo esame può eseguire una prova da sforzo (test ergometrico) per valutare se il suo cuore, sottoposto a uno sforzo crescente, fa aumentare o scomparire l’aritmia. Sono esami semplici che danno grandi elementi diagnostici.

Ho appena compiuto 49 anni ed ho avuto un infarto. Mi hanno fatto la coronografia per controllare le coronarie ed hanno riscontrato che avevo due coronarie chiuse, una al 90% e l’altra all’80%; così mi hanno messo degli stent: due alla sinistra ed uno alla destra. Sono stato un grande fumatore ed anche una buona forchetta a tavola ed è forse per questo che mi è venuto l’infarto. Ed ora che vivo con la paura di morire ed anche con gli stati di ansia, il mio medico mi ha prescritto del Valium, ma continuo a fumare e non riesco a smettere. Sono anche aumentato di peso: come posso fare per smettere di fumare e dimagrire? Ero in sovrappeso e sono diventato obeso, pesando 99kg; sono veramente impaurito da tutto ciò. Mi aiuti per favore, non so più che fare.
Capisco la sua situazione e mi dispiace; al di fuori della sua volontà c’è poco che può aiutarla, non ci sono farmaci né ausili ad aumentare la sua forza di volontà. Peso e fumo sono importanti fattori di rischio per la recidiva d’infarto! Mangi molta frutta e verdura, usi la nicotina in cerotto o pastiglie e assuma una benzodiazepina (Tavor 1+1 mg ogni 12 ore) invece del Valium; ma la prego di mettercela tutta altrimenti non servono le medicine né i medici.

Nel 1978 all’età di 7 mesi prima e poi all’età di 4 anni, sono stato operato di Tetralogia di Fallot. Volevo sapere se nell’arco del tempo questa malformazione può ridare dei disturbi e, in caso affermativo, con quali sintomi. Inoltre, mia moglie ed io vorremmo avere un bambino. È possibile che il bambino possa ereditare da me questo tipo di malformazione cardiaca?
Non c’è trasmissione genetica anche se possono esistere delle predisposizioni. Per capire se l’intervento nella Tetralogia di Fallot è stato efficace deve fare un ecocardiogramma.