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N. 9/10 settembre/ottobre 2010

Prof. Dr. Italo Richichi
Dirigente di Cardiologia
Docente di Riabilitazione Malattie Cardiache
Via Achille Savoia, 9 27100 Pavia
Tel e Fax 0382 578560

Desideravo sapere che cosa ne pensa di questo responso dell’holter: Ritmo sinusale normofrequente. Frequenti battiti ectopici ventricolari, poliformi, non precoci con fasi di bigeminismo ventricolare. Assenza di pause. Non modificazioni del tratto st. Trattasi di paziente affetto da cardiopatia dilatativa e bronchiectasie bilaterali. Grazie.
Sarebbe stato utile conoscere anche l’età e la terapia in corso. Non mi sembra che l’aritmia sia importante; le poche extrasistoli non hanno ancora bisogno di terapia. Attenzione alla perdita di elettroliti durante le abbondanti sudate estive. Il controllo del potassio ematico può essere comunque utile.

Proteina C reattiva come fattore di rischio cardiovascolare? Come e quale test si esegue?
Si esegue un prelievo ematico; si tratta di un rischio cardiovascolare secondario.

Due anni fa, a mia madre (66 anni) è stato impiantato un icd [Defibrillatore cardiaco impiantabile, N.d.R.] con tre cateteri dopo diversi episodi di fa [fibrillazione atriale, N.d.R.] e a seguito di fv [fibrillazione ventricolare, N.d.R.] con arresto, per fortuna avvenuto in ospedale. Ieri notte ha avuto un episodio di fibrillazione che le è passato solo dopo due ore circa. È normale che l’apparecchio ci metta del tempo a intervenire? Ringrazio per l’attenzione.
Il defibrillatore è un apparecchio molto sensibile e affidabile; deve infatti evitare la morte per fibrillazione ventricolare! Il fatto che non sia entrato in funzione, e quindi non abbia scaricato la sua carica elettrica, è dovuto alla regolazione programmata: in pratica, l’apparecchio emana la scarica elettrica seguendo i criteri che l’aritmologo programma dopo l’impianto. Per spiegare il mancato intervento bisogna pensare al fatto che l’aritmia riferita non ha raggiunto i livelli di rischio. Tuttavia ritengo utile una verifica presso l’ambulatorio delle aritmie dove è stato impiantato il defibrillatore.

La frazione di eiezione del 25/09/2003 risultava di FE 28% riscontrato anche con angiocardioscintigrafia. Conclusione: severa depressione della frazione di eiezione globale da ipocinesia diffusa. Fu intrapresa una terapia con Lasix 1cp x3 la settimana più lobivon 1/2 cp al giorno. Precedentemente avevo assunto farmaci per la pressione alta, ma non funzionavano. La minima era sempre 160/100 per cui fu messo il Lasix, che migliorò molto la patologia e mi sentii dopo un po’ di tempo meglio. Ripetei dallo stesso ecocardiografista l’ecocardiogramma (4/05/2009) e il quadro pregresso patologico era regredito. Frazione di eiezione vsx vn 50%. Mi sentivo miracolata, ma il 21/06/2010 feci un’altra eco cardiaca (FE 30%) e mi è stata prescritta una visita cardiologica per rivedere la terapia. Il mio cuore è andato ancora in depressione e la malattia è: miocardiopatia dilatativa sx ipocinetica. In questo momento sono veramente sofferente e depressa! Dal 2002 gli esami di elettroforesi proteica evidenziano ipogramma. Sia tanto gentile da suggerirmi cosa devo fare. Grazie per la sua gentilezza.
La cardiopatia dilatativa è una malattia seria; la FE del 30% non è molto bassa e quindi il suo grave malessere è forse enfatizzato dalla preoccupazione e dallo stato emotivo. La terapia si basa su: aceinibitore, dimetrico e betabloccante; la cosa importante è l’adeguamento delle varie dosi alle reazioni del corpo umano; e qui non posso essere d’aiuto.