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N. 7/8 luglio/agosto 2010

Prof. Dr. Italo Richichi
Dirigente di Cardiologia
Docente di Riabilitazione Malattie Cardiache
Via Achille Savoia, 9 27100 Pavia
Tel e Fax 0382 578560

Vorrei cortesemente sapere se una pratica sportiva leggera possa aumentare il rischio di una ipertrofia ventricolare su un cuore con BBsx completo. Grazie.
Mi spiace perché mi mancano alcune notizie per dare una risposta soddisfacente. L’ipertrofia ventricolare è una risposta fisiologica a un bisogno del cuore di dare una risposta più potente, per esempio a un’attività sportiva, un’ipertensione arteriosa sistemica, una valvulopatia ecc.; una pratica sportiva leggera ha scarsa rilevanza. Invece il blocco completo della branca sinistra rappresenta una patologia del sistema di conduzione e bisogna approfondire con altri accertamenti (Ecocardiogramma, Holter) per capire meglio la genesi.

Ho 42 anni, fumo 10/12 sigarette. Le ultime analisi del sangue (aprile 2010) indicano: colesterolo totale 238, hdl 56, trigliceridi 88, creatina 0,83, glicemia 78, pressione 65/105 anche più bassa; tutti gli altri valori perfetti. Nel 2008 ho avuto episodi di sudorazione con partenza dalla bocca dello stomaco. Mi sono recato al pronto soccorso e ho eseguito ecg ed esami del sangue: esiti negativi e consiglio di andare dal gastroenterologo. Eseguite 3 gastro con esito ernia iatale da scivolamento o reflusso gastroesofageo con esofagite non erosiva. Eseguita anche ph 24 ore con 7 episodi significativi di reflusso senza sintomi importanti. La mia paura però è quella di avere un problema alle coronarie e ho eseguito nel 2010 ecocardiogramma con esito radice aorta 39 mm invariata negli ultimi 2 anni (avevo fatto l’ecocardio nel 2008), test da sforzo a 200watt esito no aritmie, no ischemie e buona tolleranza allo sforzo. I dolori al torace però vanno e vengono ed essendo ansioso la mia paura permane. Posso stare tranquillo di non avere problemi alle coronarie con gli esami fatti? Premetto che andavo anche a correre 1-2 volte a settimana (percorso di almeno 6/7 km) senza fermarsi con battiti alla fine di 165 al minuto. Ora da ormai un anno ho smesso a causa della mia paura. Veramente l’ansia procura tutto questo? Mi hanno che detto che il reflusso e l’ernia simulano dolori di tipo anginoso.
Gentile Lettore, gli accertamenti eseguiti inducono qualsiasi esperto a escludere una concomitante patologia significativa delle coronarie; il test da sforzo a elevata soglia ci offre la certezza di escludere l’angina di petto; inoltre la presenza documentata dell’esofagite con ripetuti episodi di reflusso gastroesofageo spiega a sufficienza la causa dei suoi dolori. La capisco nel suo umano dubbio relativo alla lontana possibilità della concomitante presenza di angina intricata alla gastropatia, ma non fa parte della medicina tradizionale. Le consiglio di riprendere la sua “brava” e utile corsetta settimanale, che l’aiuta a fare un po’ di sana prevenzione cardiovascolare, e qualora comparissero dubbi diagnostici, che ora non esistono, una scintigrafia da sforzo potrebbe derimerli. L’aggiunta dei suoi esami, eccetto la colesterolemia totale, e della sua età confermano la mia valutazione.

Gioco a calcio da cinque anni e ho fatto per cinque volte la visita cardiologica: ecg basale, step test, spirometria. Questo tipo di visita è sufficiente? Volevo chiedere inoltre circa le extrasistoli, essendo un’aritmia cardiaca: dopo che si verificano in un soggetto il battito aumenta per qualche istante?
I suoi controlli cardiologici sono sufficienti per proseguire l’attività sportiva generica; fino a quando non avverranno cambiamenti o modifiche dell’iter rutinario non ci sarà bisogno di approfondire le indagini. Diverso è il discorso dell’extrasistolia cardiaca. L’aritmia benigna non deve preoccuparla più di tanto, anche perché l’ansia aumenta le caratteristiche dell’aritmia cardiaca: è sufficiente un semplice monitoraggio dell’ecg per 24h (Holter dinamico).

Caro dottore, a mio padre hanno diagnosticato un aneurisma aorta ascendente 58mm, e discendente 30mm, addominale soprarenale 27mm, addominale sottorenale 17mm. Volevo sapere se, avendo mio padre novant’anni, si può operare e se c’è rischio.
L’aorta ascendente è sicuramente aneurismatica, però a novant’anni non consiglierei un intervento importante come questo, anche se l’età biologica dovesse risultare inferiore; manterrei i valori della pressione arteriosa a livelli bassi (intorno a 110 mmHg/70 mmHg) e aggiungerei una terapia antiaggregante.

Mio padre ha subito un intervento della valvola mitrale nel 2001; è andato tutto bene fino al 2005, quando ha cominciato a soffrire di tachicardia (Flutter e fibrillazione atriale), ha subito una decina di cardioversioni e quattro ablazioni, l’ultima a luglio 2009. Da allora è andato tutto bene fino al 1 maggio 2010 quando si è presentata di nuovo la tachicardia, rientrata con cardioversione, si è ripresentata il 18 maggio, rientrata con farmaci, si è presentata di nuovo il 21 maggio, ma questa volta il cardiologo ha deciso di non effettuare la cardioversione: ha cambiato cura somministrando il Lanoxin e al momento i battiti oscillano tra 90/120. Mio padre non vuole sottoporsi a interventi di ablazione, e anche io mi chiedo se sia il caso di proseguire su tale via. Lei cosa mi può consigliare? Grazie per la disponibilità. Stefano
Le complicanze aritmiche della valvulopatia mitralica rappresentano un problema della post sostituzione. Dopo tanti tentativi ritengo saggio trovare una terapia più equilibrata come ha fatto il suo cardiologo; in medicina non sempre l’ottimo è parente del buono! Suggerisco una terapia anticoagulante, che immagino stia facendo, e un blando trattamento con betabloccante per normalizzare la frequenza cardiaca.

Mia madre di 63 anni ha come esito di ecocardiogramma: severa insufficienza tricuspidale da cui si stima lieve ipertensione polmonare (paps stimata 30/35 mmhg). Potrei sapere cosa significa per favore?
L’insufficienza tricuspidale produce una cardiopatia che porta allo scompenso cardiaco; il sangue è costretto a ristagnare a monte dell’atrio destro, producendo edemi periferici e stasi epatica; a seconda della gravità la paziente può subire difficoltà respiratorie, edemi, astenia e malessere generale. È necessario eseguire un controllo clinico-strumentale per quantificare la diagnosi e ottimizzare la terapia.

Sono un uomo di 75 anni; il mio cardiologo mi ha riscontrato una stenoinsufficienza mitralica di grado medio-severo per cui necessito di un intervento chirurgico di sostituzione della valvola mitrale; a questo si aggiunge una broncopneumopatia cronica ostruttiva, interstiziopatia diffusa, bronchiectasie bilaterali, ispessimenti pleurici. Le chiedo quali sono le possibili alternative.
Una terapia adeguata può permetterle una buona qualità della vità; bisogna stare attenti alla dieta (poco sale e liquidi adeguati) e limitare gli sforzi.

Fino a qualche tempo fa avevo problemi di ipertensione non grave (che curo con il Triatec da 2.5 mg) e tachicardia; da un paio di mesi la mia pressione si è inspiegabilmente abbassata, massima sotto i 100 e minima sotto i 65, e anche la frequenza dei battiti è diminuita, da 90/95 battiti al min. a anche meno di 70 min. Mi devo preoccupare? Faccio presente che sono un uomo di 43 anni in sovrappeso e fumatore.
La sua pressione è sicuramente ipertensione borderline, cioè instabile (fortunatamente!); ora è giusto sospendere l’ace-inibitore (Triatec); la pressione poi ritornerà normale per un po’ di tempo e dopo ancora ridiventerà elevata; si ricordi che conta anche il caldo e il freddo delle stagioni. Si farà un gran favore se incomincerà a ridurre il fumo e a calare di peso; necessario ridurre il sale dalla dieta e iniziare a praticare qualche sport o attività di palestra.