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N. 3/4 marzo/aprile 2010

Prof. Dr. Italo Richichi
Dirigente di Cardiologia
Docente di Riabilitazione Malattie Cardiache
Via Achille Savoia, 9 27100 Pavia
Tel e Fax 0382 578560

Tiziana D’Agano si rivolge al Professore per sapere se, in seguito alla aritmia ipercinetica registrata dall’holter dinamico, sia necessario aumentare la dose di Congescor assunta dal padre.
L’effetto del Congescor è di ridurre la frequenza cardiaca e quindi può essere utile per evitare il ripetersi di quella aritmia ipercinetica registrata dall’holter dinamico, come riferito nella domanda. La causa di questa aritmia non mi è chiara, ma se l’aumento della dose non sarà efficace, bisognerà impiantare un pacemaker per poter usare i farmaci senza causare una riduzione eccessiva del battito cardiaco. La registrazione holter ripetuta è uno strumento molto utile per orientare il cardiologo nella scelta del segnapassi da utilizzare.

Luca C. è un atleta amatoriale con insufficienza della valvola mitralica e soggetto a sporadiche extrasistoli ventricolari che scompaiono con lo sforzo.
Mancano alcuni dati per una valutazione approfondita, ma un elemento da tenere in considerazione è l’età; inoltre può essere utile un ecocardiogramma mirato.
Le segnalo che il grado d’insufficienza della valvola mitralica deve essere tenuto sotto controllo; a questo scopo è necessario iniziare una terapia ipotensiva per impedire incrementi elevati della pressione arteriosa e mantenere i livelli di PA massima al di sotto di 130 mmHg, altrimenti la disfunzione valvolare mitralica è destinata ad aumentare. Lo sforzo a cui può essere sottoposto il suo cuore non deve superare mai i livelli raggiunti col test ergometrico.
La presenza di extrasistoli ventricolari sporadiche che scompaiono con lo sforzo non riveste alcun significato clinico. Le consiglio comunque un controllo specialistico.

Maurizio M. di 50 anni domanda al Professore se i valori della sua pressione arteriosa (150/89) siano preoccupanti.
Generalmente si considerano i valori massimali orientativi di PA dell’individuo l’età aggiunta al numero fisso 100. Si tratta di un dato molto approssimativo; in realtà si definisce ipertensione arteriosa borderline (ai limiti) il valore superiore a 140 mmHg; almeno 3 controlli debbono confermare il dato. Nel caso in questione suggerisco una registrazione della pressurometria per 24h con la quale si possono valutare le modificazioni dei valori pressori durante la notte e il giorno, valutando così i dati rispetto al ciclo circadiano e individuando i gradi di variazione giornaliera. Intanto Le consiglio di ridurre il sale nella dieta e di evitare sostanze stimolanti quali caffeina e teina; è consigliabile inoltre una blanda attività fisica.

Ho 58 anni, dal 2005 ad oggi sono stato sottoposto a 11 interventi di angioplastica con inserimento di stent, 1 bypass aortocoronarico e a breve mi dovrò sottoporre ad un altro intervento di angioplastica. Vorrei sapere se esistono studi genetici da poter effettuare e, se sì, dove.
Il quesito del lettore merita una particolare attenzione per la serietà del quadro clinico. Gli studi genetici possono essere effettuati in vari centri internazionali, ma non sono utili per la sua situazione. In effetti, la genetica serve a conoscere in anticipo la presenza della malattia, ma non esiste la possibilità di conoscere e modificare la malattia nel suo decorso; tuttavia, esistono studi policentrici europei e americani che stanno valutando l’utilizzo delle cellule staminali per migliorare le condizioni ischemiche del tessuto miocardico. Riguardo al caso clinico considerato posso suggerire di farsi controllare in un centro cardiologico d’eccellenza, qualora non lo stia già facendo, e di modificare, fino alla eliminazione, i suoi fattori di rischio; sono questi che accelerano o rallentano l’evolversi della cardiopatia ischemica da cui Lei risulta affetto. Inoltre, debbo aggiungere che gli elementi formulati nella domanda sono insufficienti per formulare una risposta compiuta.

A me capita di sentire il fiato corto e a volte stringermi il petto, mi sono misurata la pressione e i battiti del cuore di solito sono tra 92 e i 90; può essere un problema di ansia?
Non conoscendo sesso ed età, mi creda, diventa molto difficile darLe una risposta attendibile. Con un po’ di buon senso mi sento di confermare il suo dubbio; aggiungo che quanto più è giovane e tanto più aumenta la probabilità dello stato ansioso. Ma se Lei è maschio e vicino ai cinquanta anni, Le conviene fare un Ecg con prova da sforzo per togliere dubbi sulla possibile coronaropatia.

Sono un soggetto iperteso borderline in trattamento da circa 6 anni. Ad un ultimo controllo di esami ematochimici che faccio di routine mi è stato riscontrato l’omocisteina a 22,02, il resto tutto a posto. È il caso di approfondire con lo screening o devo comunque consultare prima uno specialista? Devo preoccuparmi?
Gentile lettore, non si preoccupi più di tanto; mai o meglio raramente un solo fattore di rischio, anche maggiore, produce arteriosclerosi coronarica (la malattia che produce l’infarto miocardico). L’omocisteina è uno dei recenti fattori di rischio minori che non possono impensierire. Se al contrario oltre a questo parametro altri (glicemia, colesterolo) risultano alterati, oppure lei fuma, è obeso, iperteso, stressato ecc., le conviene eseguire uno screening, come già Lei propone nella domanda. Comunque cerchi di non preoccuparsi, perché la preoccupazione aumenta lo stress.