A cura del Prof. Dr. Italo Richichi, Primario di Cardiologia, Direttore Presidio di Belgioioso I.R.C.C.S.- Policlinico San Matteo, Pavia, Docente del Corso Integrativo Prevenzione della Patologia Cardiaca, Prevenzione e Riabilitazione della Patologia Cardiaca Ischemica e Valvolare, Università degli Studi di Pavia
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)
Spettabile Prevenzione Cardiovascolare,
chi vi scrive è Alessandro S., un giovane siciliano di 37 anni operato di sostituzione valvolare aortica nel febbraio 2007 al San Matteo di Pavia.
Spero che questa lettera venga pubblicata, scrivo per ringraziare di cuore il Professor Italo Richichi, tutto il suo staff medico di Belgioioso ed il professor Mario Viganò e tutto l’ospedale San Matteo di Pavia.
Questa la mia storia: dal 1990 mi hanno diagnosticato un’insufficienza valvolare aortica, in Sicilia, dove ho per 17 anni eseguito tutti i controlli semestrali del caso, tutti con la stessa diagnosi, valori normali, quindi non si prospetta un intervento anzi le prospettive sono di lunga durata quasi alla vecchiaia. Per sbaglio ho trovato la rivista «Prevenzione Cardiovascolare», ed ho chiesto se potevo prenderla, l’ho letta e ad un certo punto ho trovato una pagina con la rubrica “Il cardiologo risponde-chi volesse sottoporre domande può scrivere a: Prevenzione Cardiovascolare etc etc”.
Ho scritto quello che mi era stato diagnosticato, prontamente mi è stato risposto con grande professionalità ed attaccamento verso chi soffre, dal Professor Richichi che non poteva dare una diagnosi così!
Bisognava fare degli accertamenti su a Pavia, così è stato, ed è risultato che bisognava sostituire subito la valvola perché vi era un rigurgito grave, con ventricolo dilatato e bulbo dilatato, problemi che tutt’oggi ho grazie ai medici della Sicilia!
Non finirò mai di dire grazie al Professor Richichi per il suo impegno e la sua professionalità!
Oggi sono qua grazie a lui, alla sua rivista (che è un bellissimo strumento di informazione delle malattie cardiovascolari).
Io ogni anno dò un supporto a questa rivista, ed acquisto tutto quello che pubblicano, sperando che la ricerca continui e non vi siano tutti questi problemi legati al sistema cardiocircolatorio.
Il mio appello è che nascano ancora gente sensibile, preparate, professionali e umane come Italo Richichi.
Questa rivista ha fatto sì che io mi salvassi, non si potrebbe con il contributo di tutti noi e delle istituzioni, inserirlo nelle scuole come materia di prevenzione (che io reputo più importante di altre materie), basterebbe un’ora settimanale per salvare molte vite umane e la salute di tutti! Provate a lanciare questo messaggio?
Un saluto ed un caloroso abbraccio
Lettera firmata
Oliveri (ME)
Risposta a un uomo di 40 anni della provincia di Taranto, che è preoccupato perché da 16 anni soffre di un’aritmia variabile. Tutte le fibrocellule miocardiche producono attività elettrica; infatti l’indagine elementare del cuore si basa sull’elettrocardiogramma. Tale attività elettrica, costante e sincrona, produce la funzione meccanica di pompa che il cuore svolge. Trattandosi di miliardi di fibrocellule, è possibile che alcune di esse abbiano delle irregolarità; si sviluppano così delle linee di corrente non coordinate con la grande massa cardiaca, correnti sporadiche e impreviste, che producono sensazioni strane, avvertibili dalla persona (ma spesso non sono avvertite!) come sensazione fastidiosa.
Comunque, prima di arrivare a una condizione di rischio o pericolo (aritmie maligne) il percorso è lungo. In realtà, si tratta di semplici fenomeni disritmici che influiscono soprattutto sull’umore del paziente e creano un circolo vizioso, capace di sviluppare o accentuare una sindrome ansiosa già preesistente. Solitamente queste aritmie sono destinate a risolversi spontaneamente dopo anni, a volte decenni; nessuna terapia risulta efficace.
In conclusione, questa è la mia valutazione della situazione clinica del preoccupato lettore tarantino.