A cura del Prof. Dr. Italo Richichi, Primario di Cardiologia, Direttore Presidio di Belgioioso I.R.C.C.S.- Policlinico San Matteo, Pavia, Docente del Corso Integrativo Prevenzione della Patologia Cardiaca, Prevenzione e Riabilitazione della Patologia Cardiaca Ischemica e Valvolare, Università degli Studi di Pavia
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Il vino fa bene alle coronarie? Il lettore mi fa una domanda molto generale, che comunque merita un adeguamento doveroso per poter dare una risposta
comprensibile. Il vino fa parte degli alcolici e viene consumato prevalentemente durante i pasti: è chiaro che rappresenta
un alimento molto appetibile e molto utilizzato. Il comportamento del corpo umano dipende dalla dose, dal tipo, dalla gradazione
e dalla risposta dell’organismo. Le coronarie sono arterie di medio calibro, molto importanti per la sopravvivenza stessa.
Il mantenimento dell’integrità di queste strutture vascolari dipende da molti fattori: il principale è
l’alimentazione. L’alcol e quindi il vino possono influire positivamente o negativamente per la stessa funzione.
Le ricerche scientifiche, che nel settore sono numerose, dimostrano tutte l’utilità di piccole dosi di alcol
durante i pasti principali: per quanto riguarda il vino sono stati documentati i vantaggi di 400 - 500 cc al dì, mentre
si riduce al 10% di questa quantità l’assunzione di superalcolici.
La gravidanza produce un eccesso del lavoro cardiaco? La risposta al lettore (o lettrice) è affermativa; non è tanto l’aumento del peso globale della
persona gravida che normalmente raggiunge i 10 chilogrammi, ma, soprattutto, l’aumento del volume sanguigno che influisce
sulle dimensioni del cuore; alla normale circolazione della madre si aggiunge anche la piccola circolazione del nascituro.
Un cuore normale si adegua alle necessità aumentando la volumetria delle sue cavità (atri e ventricoli) e poi
ritorna alle condizioni precedenti.
Se invece il cuore presenta delle anomalie nel suo funzionamento, i controlli sanitari debbono essere continui e seriati in
modo da monitorizzare le capacità cardiache con l’evoluzione della gravidanza stessa.
Mia figlia ha 14 anni e spesso, senza motivo apparente, lamenta delle fitte al petto;
debbo preoccuparmi? Ritengo che il disturbo sia collegabile all’età; infatti nell’età puberale lo sviluppo delle
varie strutture organiche è accelerato; è possibile che le strutture scheletriche si sviluppino prima di quelle
muscolo-connettivali; il rapporto tra le diverse strutture può produrre algie, fitte o dolori nei vari movimenti. Si
tratta quindi di mialgie di crescita.