A cura del Prof. Dr. Italo Richichi, Primario di Cardiologia, Direttore Presidio di Belgioioso I.R.C.C.S.- Policlinico San Matteo, Pavia, Docente del Corso Integrativo Prevenzione della Patologia Cardiaca, Prevenzione e Riabilitazione della Patologia Cardiaca Ischemica e Valvolare, Università degli Studi di Pavia
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Se il vino fa bene alle coronarie come si possono bere alcolici se poi non è
possibile guidare? Allora il cuore si potrà ammalare?
Caro lettore, non esiste un’equazione tra benessere cardiaco e quantità di
vino introdotta ogni giorno. Oramai da tempo è stato dimostrato che circa
mezzo litro di vino al giorno rallenta la malattia delle coronarie.
Ma la legge non vieta di bere alcolici, vieta di
guidare l’automobile dopo l’assunzione di una
certa quantità.
Prima di guidare è preferibile non bere alcolici
anche perché ne basta una piccola dose (un
bicchiere di vino) per superare la
concentrazione ematica prevista per legge.
Ho 60 anni. Per la prima volta in vita mia, nel mese di agosto ho sempre
avuto la pressione massima molto bassa, intorno a 100 mmHg; ora è
tornata ai valori normali (circa 140 mmHg); è giusto?
Durante il caldo atmosferico la pressione arteriosa si abbassa sempre; forse
l’oscillazione riferita dal lettore è più ampia del solito, ma comunque ripete
un’escursione dei valori compatibili.
A ogni modo suggerisco di effettuare alcune indagini preventive per evitare
complicanze future.
Succede che mia madre cada per
terra all’improvviso; l’ultima caduta le
ha procurato una frattura al naso. Può
dipendere dal cuore?
Sarebbe molto utile conoscere l’età di sua madre; bisognerebbe capire se perde conoscenza prima di cadere per
terra e bisognerebbe avere altre notizie. Comunque provo a dare una risposta al lettore. Esistono le sincopi cardiogene che
si manifestano con questi stessi sintomi; in questo caso si tratta di blocco AV totale con netta riduzione della funzione
cardiaca. In pratica si bloccano i battiti cardiaci con arresto funzionale del cuore. Fortunatamente il cuore riprende rapidamente
la sua attività ricominciando a battere normalmente. Per documentare questa ipotesi diagnostica è necessario
eseguire un elettrocardiogramma e, se non risulta sufficiente, bisogna proseguire le indagini con un holter dinamico. La conferma
di un eventuale blocco AV del cuore richiede una terapia interventistica con l’applicazione di un pace maker definitivo;
qualora la diagnosi fosse diversa è utile approfondire le indagini con ulteriori esami cardiologici.