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N. 5/6 maggio/giugno 2008

A cura del Prof. Dr. Italo Richichi, Primario di Cardiologia, Direttore Presidio di Belgioioso I.R.C.C.S.- Policlinico San Matteo, Pavia, Docente del Corso Integrativo Prevenzione della Patologia Cardiaca, Prevenzione e Riabilitazione della Patologia Cardiaca Ischemica e Valvolare, Università degli Studi di Pavia
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)

Gent. Dott. Richichi, mia madre 54 anni 80 kg, ha fatto un ecodoppler dei tronchi sovraortici e il responso è il seguente: Kinking bilaterale della carotide interna, non emodinamico a dx e moderatamente emodinamico sinistro (PSV 152 cmm/sec) a sinistra. Incremento diffuso dell’ecogenicità e dello spessore di parete.
Il Kinking è una curvatura anomala e a volte doppia del vaso sanguigno; si tratta di una piega del tubo senza significato patologico; è chiaro che la velocità del sangue cambia modificando il flusso interno. Solo dopo tanti anni può svilupparsi una placca aterosclerotica che può restringere il lume; ma dell’esame adesso si rileva solo un’ispessimento della tonaca intima che rappresenta la fodera interna del tubo. Bisogna seguire l’evoluzione rifacendo l’esame ogni 2 anni almeno; opportuno mantenere i valori normali di colesterolo, glicemia e pressione arteriosa.

Gent. Dott. Richichi, ho 42 anni, soffro da circa due anni, seppur a periodi, di pressione un po’ alta (140/100, ma più spesso 130/90) e la diastolica tende sempre ad essere più alta rispetto alla sistolica. Mi sono sottoposto a ben quattro elettrocardiogrammi e un ecocardiogramma nel corso di due anni, ma i risultati sono sempre stati assolutamente negativi. La mia domanda è: a quali esami specifici bisognerebbe sottoporsi (a parte ECG) per andare più in fondo al caso e prevenire eventuali malattie cardiovascolari?
L’incremento della pressione diastolica (minima) di così lieve entità non deve destare nessuna preoccupazione; spesso lo stress della vita quotidiana produce queste (magari transitorie) variazioni pressorie senza alcun significato clinico; sarebbe utile ridurre il sale dalla dieta, smettere il vizio del fumo (qualora ci fosse!) e ridurre i caffè giornalieri; è consigliabile inoltre attività fisica in palestra e controllare la pressurometria di 24 ore.
I controlli possono essere tranquillamente seriati ogni 2 anni circa.

Gentile professor Richichi, è possibile sapere l’indirizzo e magari qualche recapito telefonico di qualche centro cardiologico dove poter effettuare una TAC CARDIACA?
La TAC cardiaca può essere eseguita al Policlinico San Matteo di Pavia, Istituto di Radiologia, e al Policlinico di Monza. Ma è ovvio che non conoscendo i motivi dell’esame la lista d’attesa resta molto lunga.

Gentile professor Richichi, mi permetto di chiedere un Suo parere perché sono spaventata. Ho 30 anni, qualche settimana fa ero in palestra e di colpo ho avvertito un forte dolore al torace, sudavo freddo sensazione di svenimento e avendo il cardiofrequenzimetro ho notato che le mie pulsazioni erano di circa 130 battiti al minuto… mi sono fermata e visto che non passava su consiglio del medico della palestra mi sono recata al ps della mia città. Al Pronto Soccorso mi hanno praticato: ecg, enzimi cardiaci (ripetuti entrambi dopo 6 ore), rx torace, emogasanalisi, transaminasi, emocromo. Risultati tutti negativi. Mi hanno però prescritto test da sforzo e ecocardiogramma color doppler. Ho effettuato entrambi.
Mi sembra che la nostra preoccupata lettrice sia emotivamente allarmata. Gli esami effettuati risultano fortunatamente negativi, ma ritengo necessario eseguire un Holter dinamico per completare l’indagine e se risultasse negativo bisogna ripeterlo per avere certezza. L’extrasistolia è causata da un battito precoce rispetto agli altri che avvengono con una cadenza precisa e regolare. Le cause possono essere diverse; vista la giovane età è più facile supporre l’emotività e lo stress come causa più frequente; ma poiché esistono altre cause più patologiche vale la pena completare le indagini.

Gentile professor Richichi, mi permetto di disturbarLa per chiedere un Suo prezioso consiglio in merito al desiderio mio e di mia moglie di avere un secondo bambino in quanto Le riassumo brevemente la nostra situazione. Mia moglie (37 anni) ha partorito nel marzo dello scorso anno una bambina dopo 7 mesi di gestazione e premetto che la bambina ha avuto un problema di “Dotto di Botallo” che nel giro di 8-9 mesi si è chiuso perfettamente. Il problema l’ha avuto mia moglie perchè avendo avuto delle contrazioni appunto al 7° mese hanno cercato di ritardare con delle flebo di “Miocene” il quale ha provocato uno scompenso cardiaco (ricoverata per 1 settimana in cardiologia all’ospedale).
Ora a distanza di quasi 1 anno la situazione cardiologica di mia moglie è del tutto ristabilita, ma la cardiologa che l’ha in cura, nel caso di una seconda gravidanza, ci ha avvisato di un forte rischio perchè il problema si può ripetere ed è veramente “pericoloso”. Io Le chiedo se, secondo Lei, è veramente da scartare a priori l’ipotesi di avere ancora un bambino o, se con adeguati monitoraggi da parte del ginecologo/cardiologo, possiamo avere la speranza.
Il quesito posto dal lettore non mi sembra di facile soluzione; la descrizione del caso presenta delle perplessità che meriterebbero un migliore approfondimento. Non risulta, a mia conoscenza, che un cuore normale possa scompensarsi con utilizzo di trattamento col miorilassante. Ma è chiaro che il cuore deve risultare normale anatomicamente e fisiologicamente ad accertamenti approfonditi; la valutazione della funzione cardiaca deve essere effettuata in un Centro Cardiologico di elezione.