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N. 3/4 marzo/aprile 2008

A cura del Prof. Dr. Italo Richichi, Primario di Cardiologia, Direttore Presidio di Belgioioso I.R.C.C.S.- Policlinico San Matteo, Pavia, Docente del Corso Integrativo Prevenzione della Patologia Cardiaca, Prevenzione e Riabilitazione della Patologia Cardiaca Ischemica e Valvolare, Università degli Studi di Pavia
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)

Sono un giovane collega medico di 27 anni, grande appassionato di ciclismo che pratico a livello agonistico da 5 anni con ottimi risultati (40 gare vinte). Circa un mese fa, facendo un ecocardio per il controllo del mio “cuore d’atleta”, mi hanno riscontrato un lieve jet da rigurgito sistolico mitralico (con normale morfologia degli apparati valvolari) senza significato emodinamico (circa 2 anni fa, un altro cardiologo non lo aveva riscontrato), e una lieve insufficienza tricuspidale con PAP normale. I vari cardiologi consultati mi hanno detto che piccoli jet sono abbastanza frequenti negli atleti (ipercardiovolume). Eseguendo l’ecocardio sotto stress, i rigurgiti non si evidenziano, con il doppler, in nessun modo.
Vorrei un parere visti i Vostri vari studi condotti su atleti: Vi scrivo non per avere una diagnosi, impossibile senza una visita, ma per conoscere il Vostro parere in merito a queste piccole insufficienze valvolari negli sportivi.
I parametri che Lei mi ha comunicato evidenziano le caratteristiche del cuore d’atleta; le variazioni ventricolari tra sistole e diastole, e ancor più la marcata bradicardia, confermano tale diagnosi. I sofisticati ecocardiografi contemporanei permettono di evidenziare piccoli rigurgiti senza significato clinico o patologico; esperienze mirate mostrano che questi jet non si modificano col passare degli anni e che a volte risultano incostanti; abbastanza confortante è la scomparsa dello stesso dopo lo sforzo. Pur concordando con Lei sulle difficoltà di garantire le considerazioni fatte senza accertamenti clinici diretti, mi sento di augurarLe ulteriori vittorie ciclistiche.

Ho compiuto i 42 anni di età e da alcuni anni accuso dolori ai polpacci: quando gioco a calcio mi si induriscono, come se avessi un crampo. L’ecodoppler ha evidenziato una riduzione vascolare con aspetto a neve per rallentamento e riduzione del calibro con la compressione. Nonostante il dolore mi passi da fermo, quando riprendo ad allenarmi a calcio mi torna sempre e ultimamente ho spesso la pianta dei piedi indolenzita. Le chiedo cortesemente che tipo di visite dovrei fare, ed eventualmente quali cure utilizzare perché questi problemi scompaiano.
Il quesito ha la risposta dall’esame eseguito; infatti, l’ecodoppler delle gambe mette in evidenza una riduzione del lume dell’arteria che porta il sangue ai muscoli delle gambe; a riposo la quantità di sangue che circola è sufficiente alla normale attività di base, ma quando l’arto viene sottoposto ad affaticamento, la quantità di sangue non può aumentare proprio per la riduzione del lume arterioso, e quindi si manifesta l’insufficienza circolatoria della gamba e compare così l’indurimento del muscolo. Il meccanismo è semplice. Bisogna sentire un chirurgo vascolare per i suggerimenti del caso. Auguri.

Ho superato i 50 anni e da alcuni mesi mi capita di avvertire dei forti batticuore improvvisi; mi capitano soprattutto di notte e quando ceno tardi e poi vado a letto.
Pur avendo poche notizie e nessuna documentazione, sono convinto che il disturbo che il lettore avverte può essere inquadrato tra le aritmie ipercinetiche. Di fatto il cuore batte regolarmente mantenendo una frequenza che va da 60 a 70 battiti al minuto; motivi intrinseci possono far variare il ritmo; le variazioni sopportabili vanno da 45 a 100. Al di sotto o al di sopra sono patologiche. Nel caso del signore che ha fatto la domanda, la crisi di cardiopalmo può essere causata o dalla cattiva digestione o dalla posizione clinostatica assunta per dormire. Il disturbo può essere corretto con facilità, ma bisogna fare alcuni accertamenti per meglio orientare i provvedimenti. Una registrazione per 24 ore dell’elettrocardiogramma (Holter dinamico) e una gastroscopia sono di grande utilità per fare una diagnosi più precisa.

Ho 48 anni. Nell’agosto 2006 ho subìto un infarto acuto del miocardio; sottoposto a PCI+stent medicato su IVA con ottimo risultato dalla coronarografia, sono emerse altre tre stenosi del 50-60 percento. Al momento la mia terapia è la seguente: lansox, tiklid da 250 mg due volte al giorno, cardioaspirina, procaptan, zocor; ciò premesso Le chiedo:
1) se è possibile assumere cardioaspirina e tiklid 250 nella stessa giornata, così come prescritto dal cardiologo,
nonostante nei fogli illustrativi dei predetti farmaci sia controindicato;
2) da alcuni giorni avverto un dolore pulsante alla parte superiore dell’addome e ho notato che si acuisce durante attività fisica tipo cyclette, che ho ripreso a usare da pochissimi giorni; pensavo fosse attribuibile alla nuova terapia che attualmente assumo ed evidenziata precedentemente (prima del tiklid da 250 mgx2 assumevo plavix). Ho contattato telefonicamente il mio cardiologo il quale ha escluso che potesse trattarsi della nuova terapia; il mio medico curante mi ha prescritto un’ecografia all’addome superiore. Le chiedo quindi se il dolore evidenziato possa essere attribuibile a qualcosa di cardiologico e, nel caso, quali esami effettuare.

Per quanto riguarda il primo punto la risposta è: sicuramente; indipendentemente dalle vecchie frontiere degli antiaggreganti piastrinici, adesso si cercano infatti altri orizzonti per ridurre il rischio della restenosi coronarica; gli esperti della coagulazione collaborano molto utilmente con associazioni di farmaci antiaggreganti e anticoagulanti che superano vecchie impostazioni.
Sul secondo punto, il dolore pulsante all’epigastrio sembra collegabile alla grande aorta, anche se l’età risulta precoce; mi riferisco però a un soggetto con coronaropatia manifesta; anch’io non ritengo la terapia responsabile di questi sintomi; sollecito un’ecografia doppler dell’addome superiore. n