Archivio rubrica




N. 11/12 novembre/dicembre 2007

A cura del Professor Italo Richichi, Dirigente di II livello, Divisione di Cardiologia riabilitativa del Policlinico S. Matteo di Pavia. Sezione staccata presidio di Belgioioso
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)

Da circa due anni sembra che io soffra di attacchi di panico o di ansia (6-8 episodi in tutto) che nella sintomatologia producono solo tachicardia, lieve stato confusionale, sudorazione. Il tutto si risolve in tre-sette minuti. Questa mattina ho avuto un altro episodio e per la prima volta ho potuto valutare la frequenza cardiaca durante la crisi attraverso un pulsossimetro. Il valore è stato per me sconcertante: 220. Ho ripetuto la valutazione con un altro pulsossimetro portatile e il dato è stato confermato. Mi chiedo: ma in questi casi rischio l’arresto cardiaco? C’è qualcosa che posso assumere in questi casi per non rischiare? Grazie anticipatamente.
La frequenza cardiaca rilevata (220/m) è molto elevata per una crisi di panico; i livelli segnalati sono comunque patologici. Lei non rischia un infarto del miocardio, ma lo svenimento sì. è necessario innanzitutto che esegua un Holter dinamico: si tratta di una registrazione del ritmo cardiaco per 24 ore. Ritengo si possa trattare di un disturbo del ritmo cardiaco (tachicardia parossistica). Ma per poter esprimere un parere più completo mi mancano molte informazioni, per le quali mi sarebbe necessario sentirLa direttamente.

Hanno riscontrato a mio fratello (39 anni) la seguente patologia: dilatazione aneurismatica del bulbo aortico. Vorrei sapere con più precisione di cosa si tratta, ma soprattutto quali sono i rischi, e se deve osservare precauzioni particolari nelle attività quotidiane (per esempio riguardo alle attività fisiche, alla dieta ecc.).
La diagnosi di dilatazione aneurismatica del bulbo aortico risulta impegnativa. Si tratta sicuramente di una dilatazione ancora non significativa, perciò sarebbe molto utile avere le misure della dilatazione. Il bulbo aortico è infatti una struttura molto elastica, a forma di tubo, che si trova dopo la valvola aortica e all’inizio dell’arteria aorta, che smista il sangue in tutto il corpo e si dilata e si restringe per trasportare ritmicamente, a ogni battito, il sangue nell’organismo. Appunto questo movimento, che dura tutta la vita, produce, lentamente ma progressivamente, una dilatazione dell’aneurisma già rilevato. Quando arriva a misure ben stabilite bisogna intervenire chirurgicamente per restringere la porzione dilatata. Non è un intervento molto rischioso, anche perché la chirurgia vascolare ha raggiunto livelli di tranquillità operatoria. È perciò necessario eseguire gli esami adeguati (ecocardiografia, TAC, arteriografia) per seguire l’evoluzione dell’aneurisma. Per il consiglio richiesto circa lo stile di vita sarebbe necessario avere altre informazioni.