Archivio rubrica




N. 5/6 maggio/giugno 2007

A cura del Professor Italo Richichi, Dirigente di II livello, Divisione di Cardiologia riabilitativa del Policlinico S. Matteo di Pavia. Sezione staccata presidio di Belgioioso
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)

Mia madre ha 70 anni e all’improvviso ha perso l’uso della parola; i medici hanno diagnosticato una cardiopatia, è possibile?
Circa il 30% degli eventi cerebrali sono dovuti a malattie di cuore. Questo è possibile se nelle cavità cardiache (prevalentemente l’atrio sinistro) il sangue rallenta la sua velocità e forma dei coaguli che in particolari circostanze entrano nella corrente sanguigna e vanno a occludere piccole arterie cerebrali; si produce così l’ischemia cerebrale con possibili esiti neurologici. Le patologie più frequenti del cuore che portano a questa complicanza sono: il vizio mitralico, la fibrillazione atriale e l’infarto miocardio. Una diagnosi precoce può evitare questa grave complicanza tromboembolica: a tale scopo sono sufficienti: la visita cardiologia, l’ecg e l’ecocardiogramma.

Mia moglie durante i cicli mestruali soffre di episodi di cardiopalmo. Dobbiamo preoccuparci?
È possibile che le variazioni degli ormoni estrogeni producano aumenti della frequenza cardiaca; l’azione può essere diretta oppure indiretta per l’influenza sulla tiroide o sul sistema nervoso. Si tratta di scariche di adrenalina e noradrenalina capaci di aumentare transitoriamente il numero dei battiti cardiaci, oppure la stessa energia di contrazione; anche una maggiore produzione dell’ormone tiroideo (tiroxina) può produrre gli stessi effetti. Non si tratta quindi di malattie cardiache, ma di risposte funzionali del cuore facilmente correggibili.

Uno spavento forte può produrre l’infarto miocardico?
Già a metà del secolo scorso sono stati fatti numerosi studi per capire lo stress cardiovascolare.
Oramai è ben noto l’effetto negativo degli ormoni indotti dallo stress sul cuore: una scarica più forte (emozione, spavento, stress fisico) può produrre un vasospasmo coronarico capace di occludere un vaso malato o addirittura sano e può causare anche un’aritmia maligna che può essere causa di una sincope o addirittura di morte improvvisa. Mentre le vie dello stress sono oramai note, meno conosciuta risulta la terapia. Il consiglio che ritengo più utile è quello di intervenire al primo sintomo: è possibile studiare il singolo soggetto per verificare le possibili patologie capaci di produrre un danno grave e improvviso.