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N. 7/8 luglio/agosto 2005

A cura del Professor Italo Richichi, Dirigente di II livello, Divisione di Cardiologia riabilitativa del Policlinico S. Matteo di Pavia. Sezione staccata presidio di Belgioioso
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)

Non ritengo giusta la legge Sirchia sul fumo; colpevolizzare i fumatori è ingiusto e iniquo! Qual è il suo pensiero di esperto?
Tutto quello che riguarda la salute non può essere considerato secondo criteri di equità e di giustizia; secondo me bisogna seguire criteri di rigore scientifico e assistenziale; da sempre il medico quando “ consiglia” di fatto “impone”! Consiglia una terapia, consiglia degli esami, consiglia un ricovero in ospedale; sono chiamati consigli perché non sono obblighi; ma l’obbligo lo deve sentire il “paziente” o secondo un linguaggio nuovo il “cliente”.
La mia esperienza suggerisce di trattare il paziente come una persona normalissima che attraversa una fase delicata e di bisogno; non è necessario imporre, ma convincere e, soprattutto, saper convincere.
Curare la malattia è un bisogno soggettivo ma anche della Comunità; la salute di un cittadino è un bene personale, ma è anche bene della Comunità. Perciò è necessario sapere tutelare, per poterla tutelare.
Ormai il fumo è diventato un vizio dannoso per il bene sociale; danni economici per i cittadini e danni mortali per la comunità; non è stato condannato il fumo ma è stato condannato il vizio del fumo; quell’abitudine schiavizzante che non permette di rispettare i bambini in grembo, i pazienti bisognosi di ossigeno e coloro i quali non sopportano il fumo delle sigarette.
In buona sostanza il fumo coinvolge gli altri. Finalmente si è diffuso il concetto di fumo passivo e di danno agli altri, che sono obbligati a fumare anche se non comprano le sigarette; questo ha fatto scattare, fattore scatenante, la legge per la protezione degli incolpevoli

Che cosa si può fare per il caldo afoso?
Il micromondo regolato dal macromondo; il piccolo uomo inserito nel grande mondo. Il corpo umano subisce l’impatto dell’ambiente e, a esso, deve adattarsi. L’impatto diretto avviene con la pelle, ma ci sono organi che producono mediatori neuroormonali capaci di produrre l’adattamento anche veloce.
I parametri fisici da tenere in considerazione sono particolarmente tre: l’umidità atmosferica, la temperatura e la pressione delle masse di aria che si spostano nell’atmosfera. Per esempio l’anticiclone delle Azzorre è una grande massa d’aria con equivalente di alta pressione atmosferica.
Le ghiandole surrenali sono piccoli organi collocati sopra i reni che producono ormoni (adrenalina, cortisonici) che modulano le modifiche di adattamento del nostro organismo con le variazioni dell’ambiente.
Quando arriva caldo elevato con afa (elevata concentrazione di umidità), l’organismo umano vasodilata i capillari e produce intensa sudorazione; il sudore evapora raffreddando la pelle e ottiene il risultato; tuttavia avviene una perdita di liquidi e di sali minerali; questa perdita deve essere reintegrata con spremute, acqua e frutta contenente liquidi (anguria, meloni, arance etc.)
Si consigliano quindi molta frutta e pasti leggeri.