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N. 11/12 novembre/dicembre 2004

A cura del Professor Italo Richichi, Dirigente di II livello, Divisione di Cardiologia riabilitativa del Policlinico S. Matteo di Pavia. Sezione staccata presidio di Belgioioso
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)

Ho 14 anni e alcuni giorni prima di subire l’asportazione di una lentigo, l’elettrocardiogramma ha evidenziato un blocco di branca destra incompleto. Il cardiologo mi ha suggerito ulteriori accertamenti. Posso tranquillamante praticare attività fisica 5 - 6 volte a settimana? È importante il fatto che io abbia una scoliosi con rotazione dei metameri e rototraslazione del torace, peraltro di dimensioni piuttosto ridotte (il mio cuore batte con una frequenza piuttosto elevata, in media 96 battiti al minuto; il mio respiro è sempre stato breve e accelerato)?
Il blocco di branca destra incompleto è una alterazione frequente della conduzione e dipende dalla circolazione sanguigna durante la gravidanza. In pratica lo stimolo elettrico, che parte dal nodo striale, collocato nella parete interna dell’atrio destro, percorre il tessuto di conduzione in modo regolare ma quando arriva al ventricolo destro deve evitare il tessuto di conduzione e penetrare nel tessuto miocardico normale, provocando un ritardo di conduzione chiamato ‘blocco minore di branca destra’. Non guarisce mai e raramente sviluppa patologie. Per quanto riguarda la tachicardia e la brevità del respiro sono sintomi più generici e possono dipendere da una sindrome ansiosa, frequente in questa società a bioritmi accelerati. Per l’attività fisica sono sempre favorevole, eccetto quando è controindicata; quindi va bene dopo che il medico ne abbia dato l’assenso.

Caro cardiologo a dicembre mi sono sottoposto all’esame per l’idoneità all’attività agonistica al quale sono risultato idoneo. Ogni tanto mi succede di avere delle fitte (sensazione di ago di durata brevissima) a livello del petto o all’altezza della spalla (ago persistente) quando faccio attività sportiva e non. Ho 29 anni sono alto 1,78 m, peso 79 kg, sono vegetariano, uso pochissimo il sale (quasi mai) e non utilizzo lo zucchero ma lo sciroppo d’acero. Esco da un periodo di stress e depressione. In famiglia mio padre soffre di pressione alta e disturbi cardiaci, mio nonno materno è morto di infarto e mio nonno paterno di ictus. Cosa mi consiglia di fare?
Dalla lunga domanda del lettore di 29 anni nascono molti quesiti: l’ereditarietà, le fitte precordiali o muscolari, la vasculopatia polidistrettuale e l’ipertensione arteriosa. Per motivi di spazio rispondo alle fitte precordiali. Sono disturbi molto frequenti e si accompagnano o seguono per molti anni i fenomeni di crescita del corpo. I muscoli, i tendini e le ossa si sviluppano con velocità diverse e quindi è facile immaginare i segnali di stiramento che vengono apprezzati come puntura di spillo. Per quanto riguarda la dieta vegetariana iposodica, personalmente sono convinto dei rilevanti vantaggi da essa prodotti ma non ho esperienza sufficiente per conoscere gli effetti a distanza di decenni. È certo comunque il vantaggio sulla prevenzione delle malattie cardiocerebrovascolari.

Mio padre ha 70 anni ed è stato sottoposto a due interventi di ablazione transcaterica per una fibrillazione atriale. In seguito all’ultimo intervento, dopo circa 15 giorni, è stato necessario il ricovero in ospedale per dei giramenti di testa e perdita di equilibrio. Il problema era dovuto a un aumento dei battiti cardiaci (170) ogni volta che faceva dei movimenti e mi è stato detto che la cardioversione non è stata efficace. Attualmente è in terapia con amiadarone. Da un ultimo controllo effettuato alcuni giorni fa è emerso che è affetto da brachicardia aritmica e sembra che l’unica soluzione sia quella di inserire un pacemaker abbinato con un farmaco che non faccia salire i battiti del cuore oltre un certo valore. Lei che ne pensa di questa soluzione che a me lascia molto perplesso? Non esistono farmaci per combattere le aritmie? Grazie per l’attenzione.
Anche se il paziente ha 70 anni, lo studio elettrofisiologico (SEF) e l’ablazione transcatetere sono necessari per cercare di ripristinare il ritmo sinusale di un cuore che è andato in fibrillazione atriale. Purtroppo non sempre il trattamento risulta efficace proprio per la complessità della procedura. Nel caso del paziente in questione la bradiaritmia conseguente deve essere trattata obbligatoriamente con l’applicazione di uno stimolatore cardiaco; così viene aumentata la frequenza fino ai valori fisiologici (tra i 60 e 70); purtroppo l’aritmia di per sé causa un incremento irregolare della frequenza cardiaca; lo stimolatore può evitare solo la bassa frequenza ma per l’aumento è necessario procedere con l’utilizzo di farmaci antiaritmici come il Cordarone. Perciò il programma preparato per il papà del lettore è sicuramente corretto e val la pena realizzarlo. Per l’elevata frequenza cardiaca esistono dei Pace Makers particolari chiamati defibrillatori, ma non è il caso del paziente in questione.

La mia ragazza ha 24 anni, porta la pressione circa 98/54 con 53 battiti al minuto. Lei dice di non avvertire alcun sintomo, tuttavia io so che in un adulto i valori pressori non devono essere inferiori a 100/60 con un minimo di 60 battiti al minuto. Poiché nel caso della mia ragazza non è così, ci possono essere dei problemi? Ci sono degli esami da fare ? Eseguire un elettrocardiogramma, e nel caso fosse negativo, è sufficiente a scongiurare la presenza di malattie cardiache?
La richiesta di chiarimento per la ragazza del nostro lettore è abbastanza semplice. A 20 anni avere la PA poco meno di 100 mmHg e la frequenza cardiaca meno di 60 battiti al minuto non crea nessun problema, neanche per l’avvenire. L’elettrocardiogramma rappresenta solo l’abc della cardiologia, ma non è assolutamente sufficiente per diagnosticare una patologia del cuore; comunque rimane un esame fondamentale da eseguire sempre e prima di qualsiasi altra indagine cardiaca.