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N. 9/10 settembre/ottobre 2004

A cura del Professor Italo Richichi, Dirigente di II livello, Divisione di Cardiologia riabilitativa del Policlinico S. Matteo di Pavia. Sezione staccata presidio di Belgioioso
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)

Un lettore chiede se un trauma toracico può provocare un aneurisma del seno di Valsalva.
La gabbia toracica rappresenta un sistema protettivo di grande valore per gli organi racchiusi nel seno interno. In alto il collo, in basso il diaframma ed attorno la colonna vertebrale e lo sterno rappresentano i supporti per la stabilizzazione delle costole. All’esterno l’apparato muscolare rappresenta il potenziamento ed il dispositivo per gli atti respiratori ed i movimenti. Nell’interno funzionano, molto strettamente collegati, il polmone, il cuore, l’aorta, l’esofago e la trachea; i foglietti pleurici e pericardici garantiscono il movimento continuo del polmone e del cuore. Un trauma toracico influisce sull’anatomia e sulla dinamica delle varie strutture a seconda della sua intensità; comunque il danno degli organi è sempre ridotto per l’elasticità della cassa toracica, che assorbe parte del trauma stesso; la caratteristica anatomica degli organi interni limita spesso contraccolpi importanti; ciò nonostante gli incidenti stradali producono spesso effetti dannosi capaci di produrre la morte o menomazioni irreversibili. Pericardite e pleurite sono conseguenze abbastanza frequenti negli incidenti stradali o in traumatismi di altro tipo. Rispetto alla domanda posta si può affermare che l’aneurisma di uno dei seni di Valsalva nella radice aortica non è frequente. È indubbio che se l’aneurisma, prima assente, compare dopo un evento traumatico, la causa sia da attribuire al trauma. Infatti la radice dell’aorta si trova sulla traiettoria dello sterno e della schiena; quindi uno schiacciamento dello sterno può esercitare una pressione rilevante sui seni di Valsalva causando il cedimento del tessuto connettivo di sostegno e del tessuto elastico; queste due componenti possono risultare lese per l’evento acuto, producendo un lento e graduale cedimento della capacità contentiva e di fatto avviare il processo di dilatazione. Nel caso specifico bisogna valutare l’evoluzione per stabilire l’entità del danno avvenuto e l’eventuale comparsa dell’insufficienza aortica.

Sono un ragazzo di 37 anni e da piu di sei mesi soffro di tachicardia; questa compare dopo che ho pranzato e dura quasi un’ora, mentre non si presenta dopo cena. Come è possibile questo fatto? I valori dell’esame del sangue e dell’elettrocardiogramma sono risultati nella norma. C’è qualche medicinale che può aiutarmi? Debbo preoccuparmi? La ringrazio fin d’ora del suo aiuto.
Bisogna approfondire l’entità della tachicardia e la sua causa. Sarebbe molto utile eseguire un ecg durante la comparsa della tachicardia oppure un monitoraggio per 24 ore con registrazione di holter dinamico. Valutata la tipologia del ritmo si può procedere approfondendo le indagini; una gastrite, una colelitiasi, una disfunzione tiroidea, possono stare alla base di questa sintomatologia. Non trattandosi di malattia ma di alterazione del ritmo cardiaco può influire anche una sindrome ansiosa. Rispetto alla seconda domanda si può dire che ci sono vari farmaci che possono essere usati ma è opportuno prima arrivare ad una diagnosi.

Ho fatto l’esame ecocardiografico: esame mono-bidimensionale e Doppler. Ventricolo sinistro con buona cinetica complessiva, diametro diastolico cm 5,1. Bulbo aortico diametro cm 3,7. Valvola mitralica con arcing del lembo anteriore. Atrio sinistro diametro cm 4. Sezione cardiache destre ai limiti della morfovolumetria. Al Doppler PW CW e color: insufficienza valvolare aortica e mitralica lieve. Prendo il Lobivon 5mg, 1 compressa la mattina per l’ipertensione arteriosa e il Razene, gocce 5 la mattina e 8 il pomeriggio. Potreste darmi chiarimenti in merito? Ho 34 anni, posso fare sport, quali esami fare e cosa evitare?
Per rispondere adeguatamente al lettore è necessario conoscere l’entità dell’insufficienza aortica; dalla volumetria sinistra dell’ecocardio si può rilevare che si tratta di una valvulopatia non importante anche se il bulbo aortico è ai limiti superiori della norma. Per questa valvulopatia è necessario tenere basso il livello della pressione arteriosa sistolica per limitare l’entità del rigurgito; anche lo sport deve essere praticato con particolare attenzione perché potrebbe aumentare la pressione arteriosa provocando l’incremento del rigurgito ed aggravando nel tempo l’insufficienza valvolare. Il nebivololo (Lobivon) serve per ridurre i valori pressori e quindi va bene; una pressurometria potrebbe aiutare a conoscere le variazioni pressorie durante le 24 ore . Sull’insufficienza mitralica lieve non mi soffermo perché è meno influenzabile da fattori esogeni. Comunque è preferibile eseguire degli approfondimenti diagnostici per poter seguire nel tempo l’evoluzione delle valvulopatie; ancor più importante l’eziopatogenesi. Trattandosi di un paziente giovane è doveroso seguire l’evoluzione della malattia per intervenire opportunamente nelle varie fasi.