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N. 3/4 marzo/aprile 2004

A cura del Professor Italo Richichi, Direttore della Divisione di Cardiologia riabilitativa del Policlinico S. Matteo di Pavia. Sezione staccata presidio di Belgioioso
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)

1. Cos’è l’angioplastica?
Mio padre ha avuto un dolore al petto; il 118 lo ha portato in un ospedale di un capoluogo lombardo; in Cardiologia gli è stata praticata un’angioplastica sulle coronarie. Di che cosa si tratta?
Le coronarie sono le arterie che portano sangue al cuore, sono due, sinistra e destra; la prima si divide in discendente anteriore e circonflessa. Col passare dei decenni si formano delle placche che crescono nel lume delle coronarie e ostruiscono il passaggio del sangue fino a impedirlo totalmente. Il muscolo cardiaco irrorato da quell’arteria prima s’ischemizza e poi va in necrosi, cioè muore. Allora è necessario intervenire con urgenza. La tecnica moderna permette di risolvere il problema; basta penetrare con un palloncino in punta; praticando una pressione a 6-8 atmosfere si allarga la stenosi e il flusso del sangue riprende. Spesso si inserisce un anello chiamato stent che mantiene il lume pervio.

2. Poco sangue alle cellule
Da che cosa dipende l’ischemia miocardica?
L’albero coronarico costruisce una rete naturale che porta sangue a tutte le cellule miocardiche; ogni cellula vive per le sostanze nutritive e l’ossigeno che arriva col sangue. È necessario perciò che a tutte le cellule arrivi una quantità sufficiente per mantenere le loro funzioni. Quando tale quantità si riduce la cellula cardiaca, come tutte le altre cellule del corpo umano, soffre continuamente e progressivamente. Fino a morire. Questa ischemia produce di norma la sofferenza del cuore e quindi l’angina di petto; anche l’elettrocardiogramma mostra i segni dell’ischemia. I fattori di rischio influiscono nel produrre le cause che condizionano la riduzione del sangue nelle cellule miocardiche.

3. Un fenomeno complesso, la lipotimia
Ho quasi 40 anni e mi capita spesso si svenire negli ambienti affollati, anche sul tram, poi mi riprendo subito. È una cosa grave?
Il problema della lettrice non è di semplice soluzione; soprattutto perché altri elementi sarebbero preziosi per capire l’eziopatogenesi nella sindrome riferita.
È necessario conoscere: se perde la coscienza, da quanto tempo è iniziata, se sente battere il cuore, se suda freddo. In linea generale posso dire che il disturbo si chiama lipotimia e preclude alla sincope o svenimento; è sempre un fenomeno vaso-vagale, cioè dipende dal sistema nervoso ed è deputata la componente vagale. Si tratta di un riflesso psicogeno o ambientale che produce un abbassamento rapido della pressione arteriosa con scarso afflusso di sangue al cervello e quindi la sintomatologia della lettrice. Quasi sempre si tratta di fenomeni funzionali non collegati a patologie importanti. Comunque ritengo necessario che l’interessata vada dal suo medico curante per fare accertamenti sanitari.

4. Ecocardiogramma per un “soffio”
Mio figlio ha dieci anni e il medico gli ha sentito un soffio al cuore; vorrei sapere se devo fargli fare altri esami per saperne di più.
Molti bambini hanno un soffio cardiaco organico, si chiama innocente per non far preoccupare le mamme. Ritengo che il suo medico abbia potuto già tranquillizzarla. In effetti nella fase di sviluppo il cuore batte più veloce e il sangue corre più forte nelle cavità cardiache e nelle arterie. Col passare degli anni la circolazione si normalizza e il soffio scompare. Comunque un rapido ecocardiogramma risolve qualsiasi dubbio.