A cura del Professor Italo Richichi, Direttore della Divisione di Cardiologia riabilitativa del Policlinico S. Matteo di Pavia. Sezione staccata presidio di Belgioioso
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)
1. Un problema da non sottovalutare Ho circa 60 anni e mi hanno diagnosticato una malattia di cuore, ma ho dolori al fegato e gonfiore alle gambe. Come può essere? Quando questi due sintomi dipendono da una malattia di cuore, perché potrebbero avere altra genesi, si tratta sempre di uninsufficienza del ventricolo destro. In passato si dava meno importanza alle sezioni destre del cuore perché erano predominanti quelle del sinistro; ora che ci sono farmaci efficaci e procedure idonee a sostenere lefficienza del ventricolo sinistro, è chiaro che nel tempo il destro è costretto a sopportare per tempi più lunghi un maggiore carico di lavoro e quindi lincidenza della disfunzione. Da un punto di vista fisiopatologico questo ventricolo ha uno spessore muscolare inferiore a 5 mm, un terzo del sinistro, perciò è più fragile e sopporta meno laumento della pressione polmonare; si dilata e fa dilatare anche lanello che regge la sua valvola tricuspide; il sangue ritorna indietro nellatrio destro e qui attraverso la vena cava inferiore rimane nel fegato. Si ha di conseguenza una stasi epatica, con distensione della capsula glissoniana che, ricca di recettori nervosi, produce il dolore intenso che la lettrice avverte. Questa stasi si ripercuote nelle vene degli arti e travasa producendo ledema alla gambe.
2. Emozioni e ansia Studio allUniversità e ogni volta che affronto un esame il cuore batte a mille; il mio medico mi ha consigliato una terapia ansiolitica ma mi viene spesso sonno. Cosa posso prendere? Luomo si distingue dal robot anche perché ha la capacità di emozionarsi; si sviluppano cioè dei fenomeni neuro-ormonali capaci di produrre importanti cambiamenti transitori della funzione di diversi apparati. Basti pensare alle reazioni immediate a determinati stimoli. Si tratta cioè di normali e continui fenomeni di adattamento del nostro corpo alle condizioni esterne, condizioni ambientali, sociali, affettive ecc. Il nostro micromondo interagisce continuamente con il macromondo. È la reazione ancestrale dello stress. Questa reazione può essere scatenata anche da pensieri, preoccupazioni, timori. Con questo meccanismo molto complesso ma ben conosciuto, il nostro lettore produce e avverte che il suo cuore accelera per la preoccupazione dellesame. I farmaci ansiolitici agiscono sul sistema nervoso centrale e quindi lo sedano. Nel caso in questione potrebbe essere indicato un farmaco betabloccante, capace di ridurre la frequenza cardiaca; è ovvio che bisognerebbe fare una valutazione più approfondita per lindicazione più precisa.
3. Tra testa e cuore Sono preoccupata perché quando vado a letto sento che il cuore mi batte sulla tempia. A cosa potrebbe essere dovuto? Si tratta del sintomo chiamato arteriopalmo. In pratica una maggiore sensibilità oppure contrazioni più energiche del cuore fanno avvertire alla lettrice questa sensazione che può diventare sgradevole. Un cuore più stimolato spinge il sangue nellaorta prima e nelle altre arterie poi, con maggior energia; il polso diventa più ampio e a livello dellorecchio può essere avvertito perché cè larteria temporale. Non è niente di preoccupante. Si tratta di una condizione eretistica del sistema nervoso che si ripercuote direttamente sullapparato cardiovascolare.
4. Attenzione al diabete Sono malato di diabete e tutti i medici dicono che devo stare attento, che mi devo curare, ma io sto bene. Cosa dovrei fare? Hanno ragione i medici, il diabete è una malattia molto subdola; può provocare malesseri acuti (coma iperglicemico) ma solitamente produce alterazioni delle arterie che aumentano col passare del tempo; questo danno, quando raggiunge un livello di gravità, manifesta sintomi che il paziente avverte; è necessario quindi seguire le indicazioni in modo rigido per evitare levoluzione del processo. Il controllo periodico dei livelli glicemici è necessario per prevenire incresciose variazioni alimentari della concentrazione ematica di glucosio; mantenere sotto i 100 mg/dl la glicemia è lunico risultato che può tranquillizzare il paziente diabetico. Questo obiettivo si può mantenere con lo stile di vita, il peso e lalimentazione. Per concludere, quando il paziente avverte i sintomi specifici della malattia, oramai la malattia ha raggiunto una fase avanzata.