A cura del Professor Italo Richichi, Direttore della Divisione di Cardiologia riabilitativa del Policlinico S. Matteo di Pavia. Sezione staccata presidio di Belgioioso
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)
1. Una terapia appropriata Sono preoccupato per mia figlia. Ha 4 anni ed è ricoverata in un ospedale pediatrico con la diagnosi di fibrillazione atriale ventricolare media 90 al minuto con turbe della conduzione intraventricolare asse elettrico deviato a destra atipico aspecifiche della fase di recupero. La terapia che hanno prescritto è a base di Propafenone. Che consigli può darmi?
Si tratta di un disturbo della formazione e della conduzione dello stimolo elettrico. Il muscolo cardiaco per contrarsi e spingere il sangue nellapparato circolatorio deve essere eccitato da una corrente elettrica a voltaggio molto basso. Un piccolo organo, situato nellatrio destro, produce e diffonde lattività elettrica che ha vie preferenziali di percorso; questorgano si chiama Nodo Seno-atriale. La formazione dello stimolo segue un ritmo costante che viene modificato dal fabbisogno del corpo umano e da alterazioni emotive. Diverse malattie possono influire sul Nodo Seno-atriale producendo disfunzione o disattivazione. Nella fibrillazione atriale molte altre cellule miocardiche si attivano producendo linsorgenza di stimoli diversi e numerosi che influiscono sul battito cardiaco; si ha quindi la perdita della regolarità del ritmo cardiaco e laumento della frequenza. Allora è necessario somministrare dei farmaci che riducano la frequenza e che tentino dinibire gli eccessi centri di stimolazione.
Il Propafenone è uno dei farmaci più usati che permette anche il ripristino del ritmo sinusale. La dose somministrata dipende dalleffetto ottenuto. Trattandosi di un bambino la dose è sempre adeguata al peso corporeo e alla frequenza media ottenuta. Nel caso del lettore 90 battiti al minuto è già un buon risultato. Per dare una risposta completa bisogna conoscere la causa della fibrillazione atriale; quindi è necessario eseguire indagini più approfondite. È chiaro che la gravità della fibrillazione atriale dipende dalla malattia di fondo.
2. Attacco di panico Alcuni anni fa ho avuto un ictus temporale dovuto al prolasso della mitrale. Da cinque anni assumo la Dintoina con il Tegredol, e gli ultimi esami, Ecg e Risonanza Magnetica, hanno evidenziato una cicatrice interna che tocca il sistema epilettico. Mi capita di soffrire di attacchi di panico e il mio medico dice che dipende da questa cicatrice. Cosa ne pensa?
Caro Lettore, la domanda è già profonda ma la risposta non è per niente semplice. In verità gli attacchi di panico appartengono alla sfera dei disturbi dellansia. Lansia non ha dipendenze dirette da alterazioni anatomiche del cervello; sicuramente un fatto ischemico cerebrale influisce nel produrre sindromi ansiose o sindromi depressive. Quindi è difficile confermare o escludere il collegamento indiretto. Lattacco di panico procura un senso di disagio e di paura, che in pochi minuti raggiunge il suo acme; i sintomi presenti sono: palpitazioni, tachicardia, tremori fini o a grandi scosse, dolore toracico, sensazione di asfissia, nausea, senso di sbandamento, paura dimpazzire, paura di morire, brividi o vampate di calore. Lattacco si può accompagnare a disturbi mentali.
3. Esami di approfondimento Ho 50 anni, da circa un anno soffro di dolore oppressivo retrosternale di breve durata irradiato al collo. Il dolore si manifesta talvolta a riposo e al mattino dopo il risveglio. Vorrei sapere a quali esami sottopormi per stabilire se i sintomi sono da definirsi crisi di Angina Pectoris. Non è forse il caso di controllare le coronarie? Con questi sintomi non rischio forse linfarto?
Il dolore riferito dal lettore ha caratteristiche molto simili a quelli dellAngina Pectoris mista, il dolore da sforzo e a riposo inducono a immaginare una malattia delle Coronarie. È importante procedere con sollecitudine ad accertamenti più approfonditi; il primo esame da eseguire è un elettrocardiogramma durante la comparsa del sintomo doloroso; se questo non è possibile per la breve durata, bisogna eseguire un holter dinamico che registra per 24 ore lelettrocardiogramma. Se durante tale registrazione non compare nessun sintomo e lesame risulta negativo, è necessario sottoporsi a un Test ergometrico o a Scintigrafia miocardica: questi esami possono essere eseguiti presso centri cardiologici qualificati. Allora si può decidere se effettuare un esame coronarografico per escludere la malattia delle Coronarie o completarne la diagnosi quantitativa. È ovvio che lesecuzione degli esami ematochimici è indicata fin dallinizio.
4. Emicrania e aura Cosè unemicrania con aura? Da cosa può dipendere?
Aura vuol dire venticello oppure brezza; il vocabolo viene utilizzato nellEpilessia per identificare i segni premonitori della crisi epilettica; viene così usato anche nei soggetti affetti da emicrania; solo nell1 percento di tutta la popolazione si riscontra emicrania con aura. In che cosa consiste la sindrome? Si tratta in realtà di disturbi neurologici che si accompagnano al mal di testa: visioni di lucine, formicolio di parti del corpo, paresi transitoria degli arti, mancanza di parti del campo visivo. Questi disturbi precedono la crisi cefalgica e durano pochi minuti, difficilmente oltre i 30. La cefalea che segue la manifestazione dellaura mantiene le solite caratteristiche dellemicrania; pulsante, monolaterale, accompagnata a nausea, vomito, senso di fastidio per il rumore e la luce. Quasi sempre il quadro si risolve senza nessuna complicazione.