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N. 3/4 marzo/aprile 2003

A cura del Professor Italo Richichi, Direttore della Divisione di Cardiologia riabilitativa del Policlinico S. Matteo di Pavia. Sezione staccata presidio di Belgioioso
(tel. 0382.501413, fax 0382.501452)

1. L’insufficienza mitralica in gravidanza
Sono una donna di trent’anni: questa estate mi è stata diagnosticata una insufficienza mitralica lieve-moderata. Se decidessi di iniziare una seconda gravidanza, quali potrebbero essere le conseguenze?
La valvola mitrale è costituita da un apparato che permette il passaggio di sangue dall’atrio sinistro al ventricolo sinistro e impedisce il ritorno dal ventricolo in atrio; due lembi valvolari legati dai due muscoli papillari e da numerose corde tendinee alle pareti del ventricolo, funzionano a ogni battito cardiaco per ricevere il sangue nella cavità ventricolare che poi prosegue il suo percorso nell’aorta per la periferia arteriosa. Quindi è necessario che il sangue percorra tutto il sistema nella stessa direzione anterograda, cioè dal centro verso la periferia. L’incontinenza della mitrale produce un reflusso retrogrado dal ventricolo in atrio, modificando il regolare funzionamento e producendo un movimento patologico di una massa di sangue che causa la dilatazione dell’atrio sinistro e dello stesso ventricolo. La gravità di questa malattia dipende dall’entità del rigurgito; si ha quindi l’insufficienza della valvola che può essere lieve, lieve moderata, moderata e severa. La gravidanza produce un incremento della massa sanguigna che circola nel cuore e nell’apparato vascolare della madre; alla massa sanguigna della donna si aggiunge la massa di sangue dell’embrione e tale quantità aumenta con la crescita progressiva del nascituro, raggiungendo il volume massimo al settimo mese di gravidanza. È opportuno quindi eseguire controlli seriati per valutare il grado di insufficienza mitralica col passare dei mesi di gravidanza; l’elettrocardiogramma e l’ecocardiogramma dimostrano la quantità di sangue che rigurgita in atrio e soprattutto l’ecocardiogramma transesofageo quantifica con grande precisione il grado dell’insuffcienza in ogni fase della gravidanza, permettendo di prevederne l’evoluzione e stabilire se la gravidanza può essere portata a termine oppure se diventa necessario un intervento cardiochirurgico di plastica valvolare per la sua riparazione.

2. L’ipertensione polmonare secondaria
Ho un bambino di 10 anni al quale hanno diagnosticato un’ipertensione polmonare secondaria. Per il momento non ne hanno ancora scoperto la causa. Cosa si può fare per questo tipo di problema?
La circolazione polmonare rappresenta il passaggio di sangue dall’atrio destro al ventricolo destro, attraverso la valvola tricuspide, e dal ventricolo all’arteria polmonare attraverso la valvola polmonare; dall’arteria polmonare il sangue procede nei vari rami arteriosi fino ai capillari polmonari dove la resistenza ne regola il flusso e quindi il passaggio accanto agli alveoli fino al ritorno nelle vene polmonari fino all’atrio sinistro; nel circuito polmonare circola sangue venoso mentre nel circuito sistemico circola sangue arterioso. La pressione polmonare è molto bassa con livelli massimi intorno a 20 mmHg.
L’ipertensione polmonare è una malattia che produce l’aumento dei valori della pressione al di sopra di 60 mmHg; si può avere l’ipertensione polmonare primitiva senza una causa conosciuta, oppure l’ipertensione polmonare secondaria; per conoscere l’eziologia dell’ipertensione secondaria bisogna eseguire numerosi accertamenti diagnostici; i più importanti sono scintigrafia, arteriografia polmonare e Tac spirale. Le cause più comuni si ritrovano nell’embolia polmonare, in alcune cardiopatie congenite e in forme reattive o infiammatorie.

3. Bradicardie e tachicardie associate a gastropatia
Ho 30 anni. Da circa tre anni soffro di gastriti antrali. Insieme ai classici sintomi (nausea, bruciore sotto lo sterno, digestioni lente etc.) compaiono anche fenomeni legati al battito cardiaco, come dei “tuffi al cuore” e durante la notte fenomeni di fibrillazioni con brividi e formicolii alle braccia e alle gambe.
Quando il ritmo cardiaco riduce la frequenza al di sotto di 60 battiti al minuto si parla di bradicardia e quando supera i 100 battiti al minuto di tachicardia. Il sistema nervoso agisce direttamente sulle fibre nervose del cuore regolandone la frequenza; il vago produce bradicardia, il simpatico tachicardia. Lo stomaco è un organo molto vicino al cuore ed esistono collegamenti gastrocardiaci molto stretti. La disfunzione digestiva modifica il riflesso specifico producendo frequentemente bradicardia, cioè riduzione della frequenza del cuore; l’extrasistolia, cioè il battito anticipato, è un’anomalia frequente, ma quasi sempre benigna perché non innesca aritmie maligne. Gli altri disturbi riferiti dalla lettrice sono da correlare a riflessi nervosi più generici e più diffusi.

4. Angina microvascolare
Vorrei sapere tutto sul dolore da angina microvascolare.
L’angina pectoris classica è causata da una stenosi di uno dei rami principali delle coronarie; il restringimento del lume coronarico, riduce il passaggio di sangue con sofferenza ischemica relativa di quella parte di cuore che ne riceve il sangue. La forma microvascolare invece interessa i piccoli vasi periferici che vengono alterati da malattie metaboliche, spesso il diabete. La coronarografia evidenzia facilmente la forma di coronaropatia classica, mentre la microangiopatia non viene messa in evidenza; il test ergometrico quasi sempre ne diagnostica la presenza.