Read Time:1 Minute, 58 Second

Le statine rimangono tra i farmaci più prescritti al mondo e il loro beneficio nella riduzione del rischio cardiovascolare è fuori discussione. Ma Eric Topol, uno dei cardiologi più autorevoli a livello internazionale, torna a mettere in guardia su due effetti collaterali che troppo spesso vengono trascurati nella pratica clinica.

Il diabete di tipo 2: un rischio noto ma sottovalutato

Già nel 2012, in un editoriale sul New York Times che gli valse non poche critiche, Topol aveva sollevato il problema: le statine possono indurre diabete di tipo 2. Il rischio non è frequente, ma aumenta con dosaggi elevati ed è facilmente disatteso dai medici che non lo cercano attivamente. A distanza di oltre un decennio, la posizione di Topol non è cambiata: il beneficio cardiovascolare supera il rischio, ma il monitoraggio glicemico nei pazienti in terapia con statine resta fondamentale.

Il danno muscolare: ora se ne capisce il meccanismo

Il secondo effetto collaterale – la miopatia, ovvero dolori, crampi e infiammazione muscolare – è ancora più comune. Topol stesso lo ha sperimentato in prima persona dopo anni di terapia. Uno studio appena pubblicato su Science Advances fa luce per la prima volta sul meccanismo biologico alla base di questo problema.

I ricercatori hanno scoperto che il danno muscolare non dipende dall’abbassamento del colesterolo – l’effetto terapeutico desiderato – ma da un processo parallelo: le statine riducono la prenilazione proteica (una modificazione chimica essenziale per alcune proteine cellulari), il che attiva un sistema di allarme immunitario nelle cellule muscolari chiamato inflammasoma NLRP3. Il risultato è una risposta infiammatoria che porta all’atrofia e alla morte delle cellule muscolari.

Dato rilevante: ripristinare il colesterolo non risolve il problema, mentre bloccando l’inflammasoma NLRP3 o ripristinando gli isoprenoidi (le molecole carenti) il danno muscolare si previene. Questo apre la strada a possibili terapie mirate che potrebbero permettere ai pazienti di continuare a prendere le statine senza soffrire degli effetti muscolari.

Un invito alla vigilanza, non all’abbandono della terapia

Il messaggio di Topol – e della ricerca – non è di smettere di prendere le statine, ma di prescriverle e monitorarle con maggiore consapevolezza. I dati parlano chiaro: tra il 10 e il 25% dei pazienti riferisce sintomi muscolari, e quasi la metà abbandona la terapia, con conseguente aumento del rischio cardiovascolare. Riconoscere e gestire gli effetti collaterali è quindi anche una questione di aderenza terapeutica – e, in ultima analisi, di vite salvate.

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code