
I meriti del cioccolato riguardano soprattutto il cioccolato fondente, quello con almeno il 70% di cacao. È ricco di flavonoidi, antiossidanti che favoriscono la produzione di ossido nitrico, la molecola che dilata i vasi sanguigni. Il risultato è un lieve aiuto alla pressione arteriosa e alla circolazione, oltre a possibili effetti positivi sul colesterolo: un piccolo rialzo di quello “buono” (HDL) e una protezione di quello “cattivo” (LDL) dall’ossidazione.
Il cacao porta in dote anche minerali utili – magnesio, ferro, rame, zinco – e piccole dosi di caffeina e teobromina, che regalano una spinta lieve a umore e concentrazione. Il cioccolato al latte e quello bianco, però, restano indietro: pochi flavonoidi, molto più zucchero. E in ogni caso si parla di 20-30 grammi al giorno, non di una tavoletta intera: con 500-550 calorie ogni 100 grammi, la moderazione resta d’obbligo.
La sorpresa: il naso in palestra
La novità arriva da un piccolo studio pilota pubblicato su Frontiers in Physiology e ripreso da Medscape. Ventitré uomini giovani e allenati, a digiuno da almeno dieci ore, hanno annusato tre profumi diversi – cioccolato fondente al 90%, al latte al 60% e un controllo ad acqua – prima di eseguire serie di leg extension fino all’esaurimento.
Il risultato: con l’aroma di fondente i partecipanti hanno completato in media 18 ripetizioni in più rispetto al controllo, nove in più con quello al latte. Non solo: l’odore del fondente ha ridotto la fame e il desiderio di mangiare, aumentando il senso di sazietà. E la cosa più curiosa è che tutto questo è avvenuto senza far percepire più fatica. Secondo gli autori, gli odori del cioccolato potrebbero offrire un aiuto “non nutritivo” all’allenamento a digiuno.
Da prendere con le pinze
Prudenza, però, in entrambi i casi. Molti studi sui benefici del cacao sono finanziati dall’industria del settore. E lo studio sull’olfatto – pur senza conflitti di interesse dichiarati – resta piccolo, condotto solo su giovani sportivi maschi e senza misurare ormoni o meccanismi neurali: le conclusioni sono più un indizio che una certezza.
La morale è semplice. Un paio di quadratini di fondente al giorno regalano gusto e qualche piccolo vantaggio; e persino il suo profumo, a quanto pare, ha qualcosa da offrire. Ma il cioccolato resta un piacere con un bonus, non una medicina.