
Un nuovo studio della Columbia University, pubblicato il 6 luglio 2026 su Annals of Internal Medicine, mostra che anche una riduzione modesta e realistica del sonno può avere effetti misurabili sul peso corporeo.
I ricercatori hanno condotto un’analisi aggregata di due trial randomizzati crossover, coinvolgendo 95 adulti di almeno 20 anni, a rischio cardiometabolico elevato, che dormivano abitualmente 7 ore o più a notte. Ogni partecipante ha attraversato entrambe le condizioni sperimentali (facendo da controllo di sé stesso): sei settimane di sonno adeguato e sei settimane di restrizione del sonno di 1,5 ore per notte, separate da un periodo di sospensione. Durante entrambe le fasi sono stati misurati con risonanza magnetica l’adiposità, il peso corporeo, la circonferenza vita, oltre a comportamenti e biomarcatori legati al bilancio energetico.
I risultati principali
Nella fase di sonno ridotto, i partecipanti hanno guadagnato in media circa 0,45 kg (poco meno di mezzo chilo), con un aumento della circonferenza vita di circa 0,5 cm. In parallelo, il tempo sedentario è aumentato mediamente di 17 minuti al giorno, arrivando quasi a 30 minuti in più tra gli uomini e le donne in post-menopausa.
A differenza della ricerca classica sulla privazione di sonno, che simulava scenari estremi (spesso solo 4 ore di sonno a notte), questo lavoro si è concentrato su una riduzione “lieve” e cronica, più vicina all’esperienza reale di circa il 30% degli adulti che dormono 5-6 ore a notte.
Le implicazioni
Secondo il primo autore Faris Zuraikat, un chilo di aumento in sei settimane non sembra allarmante, ma proiettato su un anno intero potrebbe tradursi in un incremento di peso “clinicamente significativo”. La responsabile dello studio, Marie-Pierre St-Onge, sottolinea che dormire a sufficienza potrebbe essere uno strumento di prevenzione tanto importante quanto dieta ed esercizio fisico, spesso difficili da mantenere nel tempo.
Contesto più ampio
Lo stesso gruppo di partecipanti è stato oggetto di altri studi collegati, che hanno rilevato: maggiore insulino-resistenza (soprattutto nelle donne in post-menopausa) e un afflusso di cellule infiammatorie nel cuore dopo la restrizione di sonno – dati che rafforzano il legame tra sonno insufficiente e rischio di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
Limiti
lo studio non chiarisce ancora i meccanismi biologici esatti che collegano la riduzione del sonno all’aumento di peso, e i ricercatori indicano come prossimo passo lo studio degli effetti del miglioramento del sonno in chi dorme cronicamente poco.