a cura della redazione

Oltre a rallentare l’invecchiamento, i flavonoidi sono efficaci nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e tumorali. Ora, grazie alla ricerca, si è aggiunto un nuovo tassello sul fronte oncologico. L’assunzione di flavonoidi con la dieta è in grado di prevenire il tumore della vescica

Già conosciuti come sostanze antiossidanti, efficaci contro l’invecchiamento e nella prevenzione cardiovascolare, i polifenoli flavonoidi confermano l’azione positiva anche nella prevenzione oncologica e segnatamente nel tumore della vescica. È quanto si legge in un comunicato congiunto di Istituto Nazionale dei Tumori (INT) e Regione Lombardia diffuso a metà di Aprile 2019. L’occasione l’hanno offerta i risultati di uno studio multicentrico italiano, condotto dai ricercatori dell’INT, che ha indagato 690 casi di tumori della vescica e 665 ricoveri ospedalieri determinati da malattie acute non neoplastiche e non legate al fumo.
Il tumore della vescica rappresenta circa il 3% di tutti i tumori; in urologia è secondo solo al tumore della prostata, si legge nel comunicato, dove è anche scritto che è il più comune fra i 60 e i 70 anni, con una frequenza tre volte maggiore negli uomini rispetto alle donne.
«Abbiamo trovato una riduzione significativa del rischio di tumore della vescica del 44% nei soggetti che osservavano l’assunzione maggiore nella dieta di isoflavoni e del 36% nei soggetti con un’elevata assunzione di flavoni – spiega Valentina Rosato, ricercatrice dell’Unità statistica Medica e Biomedica INT che ha preso parte alla ricerca – rispetto ai soggetti con il consumo più basso». Isoflavoni e i flavoni sono due delle sei classi più comuni di flavonoidi. In natura, i flavonoidi sono presenti in alimenti di origine vegetale. Nello studio, gli isoflavoni derivavano principalmente dal latte di soia, zuppe a base di soia, verdure e fagioli, mentre i flavoni da spinaci e bietole, verdure, fagioli e tè.
La concentrazione delle molecole di flavonoidi nell’urina è alla base dell’azione protettiva sulla vescica: «È biologicamente plausibile un possibile effetto dei flavonoidi sul tumore della vescica – precisa Valentina Rosato – l’urina è una via importante per l’escrezione di flavonoidi e dei loro metaboliti e questi componenti bioattivi dietetici sono di conseguenza a diretto contatto con la mucosa della vescica».
Il tumore della vescica viene associato al fumo di tabacco, all’esposizione professionale agli idrocarburi ma anche al diabete e ad alcune infezioni del tratto urinario: si tratta di fattori di rischio che spiegano solo metà dei tumori, è precisato ancora nel comunicato. Una ragione in più per indagare se vi sono altri polifenoli che possono confermare o smentire le evidenze dei risultati raggiunti in questo studio grazie ai flavonoidi. È questo l’obiettivo che i ricercatori sono determinati a perseguire in futuro.
Oltre a rallentare l’invecchiamento grazie all’effetto antiossidante, sappiamo che i flavonoidi agiscono efficacemente nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, per merito dell’azione benefica apportata sul microcircolo sanguigno e grazie all’azione di contrasto contro il grasso viscerale da cui dipendono infarto e ictus. Intervenendo positivamente sul microcircolo sanguigno e linfatico, i flavonoidi favoriscono la protezione dei piccoli vasi venosi. Inoltre, hanno un ruolo primario nella perdita di grasso viscerale, ragion per cui sono efficaci per mantenersi in forma.
A riguardo del rapporto fra consumo e cibi che li contengono, la maglia nera sembra spettare al consumo di verdura. Se quello ideale è di 200 g per pasto, sembra che la media giornaliera non superi i 175 g al giorno. Non molto diverso quello della frutta: consumo ideale 400 g al giorno, medio 250.
Rifacendosi alle linee guida di una sana alimentazione e alle raccomandazioni della Dieta Mediterranea, la regola è di consumare una porzione di verdura a pasto e tre frutti al giorno, privilegiando i prodotti freschi e di stagione. È consentito un consumo moderato di vino rosso: non oltre un bicchiere al giorno per le donne, due per gli uomini. Anche i caffè vanno bene, a patto che non si ecceda a più di 2-3 al giorno. Meglio il tè, più ricco di polifenoli e con un tasso di teina-caffeina inferiore.
Siccome c’è un limite a tutto, anche per i flavonoidi possono subentrare controindicazioni in caso di consumo eccedente. È quanto si legge sul sito Internet dell’Humanitas, centro d’eccellenza per lo studio e la cura delle malattie cardiovascolari. Anziché inibire i radicali liberi, troppi flavonoidi possono favorire una loro accelerazione, con tutto quello che ne consegue. Inoltre, a risentirne sarebbe anche l’assetto ormonale, che svilupperebbe effetti nocivi per l’organismo. A rischio maggiore, i soggetti più deboli. In primis, il feto, che può essere a rischio di effetti collaterali, dal momento che i flavonoidi attraversano facilmente la placenta.

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