di Nicoletta Dellerma

Curare il diabete con lo sport come medicina. È quanto sta accadendo a Brescia, all’interno degli Spedali Civili, per iniziativa di un gruppo di ricercatori e altro personale specializzato in Medicina dello Sport. L’iniziativa si prefigge di calibrare l’attività fisica ai bisogni del paziente, per ridurre le possibili complicanze della malattia e migliorare la qualità di vita

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I pazienti con diabete mellito di tipo 2 possono effettuare un percorso di attività fisica su misura utile alla salvaguardia del loro stato di salute. E’ quanto sta accadendo a Brescia, all’interno dell’Azienda degli Spedali Civili. L’attività si svolge sotto la supervisione di personale laureato in Scienze Motorie con laurea Magistrale, ed è prescritto da personale medico disponibile ad adattare il percorso per ridurre le possibili complicanze della malattia e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Il progetto si è concretizzato grazie alla collaborazione tra il Servizio di Medicina dello Sport e dell’Esercizio, diretto dal professor Deodato Assanelli, la UOD, diretta dal dottor Umberto Valentini, l’UO Servizio di Recupero e Rieducazione Funzionale, diretto dalla dottoressa Caterina Sottini e l’Associazione Diabetici della Provincia di Brescia. I pazienti iscritti devono essere motivati ad andare in palestra con costanza. L’impegno è di tre volte alla settimana e per almeno sei mesi.

Il percorso si attiva con la valutazione medica e funzionale del medico di Medicina dello Sport e a seguito della valutazione di alcuni esami effettuati durante la prima visita (test cardiopolmonare, valutazione della forza e della flessibilità). Escluse le controindicazioni, il medico prescrive il miglior trattamento ed indirizza il paziente allo specialista in Scienze Motorie affinché questi gestisca le attività, confrontandosi con il medico dello sport ed attuandone le indicazioni. Le palestre dove si svolgono le attività in piccoli gruppi sono la Palestra di Fisiokinesiterapia dell’Ospedale di Montichiari, la palestra del Presidio ambulatoriale Nikolajewka e quelle del CUS Brescia.

Il percorso ha un costo di 160 Euro una volta e di 50 Euro al mese.

Nel soggetto affetto da diabete tipo 2 l’attività fisica contribuisce a diminuire le complicanze legate alla patologie che determinano un aumento dei costi sanitari. Inoltre, fare sport migliora la qualità di vita e agisce da freno a un invecchiamento precoce, rallentando la comparsa delle complicanze oculari, renali e cardiovascolari. L’aderenza agli stili di vita, in particolare l’attività fisica e l’alimentazione, sono importanti per controllare la malattia ed evitare che questa danneggi diversi organi e apparati.

L’attività fisica deve essere appropriata ed efficace, se prescritta e somministrata, analogamente a come si somministra un farmaco, diventa adattata alle esigenze del singolo individuo e, se misurata nella sua efficacia, è un valido strumento di cura. Esistono strumenti affidabili per misurare l’attività svolta in palestra, durante una passeggiata a piedi o in bicicletta o in concomitanza a qualsiasi altra attività sportiva, strumenti idonei per verificare la corrispondenza tra l’attività realmente svolta e quella prescritta. La sfida è mettere questi strumenti al servizio dei pazienti affinché possano trarne un beneficio considerevole, come dimostra la sperimentazione in funzione da 3 anni a Montichiari.

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