di Italo Richichi

Bisogna fare più attenzione a quello che si mangia.Gli esperti suggeriscono di ricorrere a un’alimentazione genuina ed equilibrata,evitando le cattive abitudini dei cibi confezionati,di scarsa qualità.La SIDMe sta mettendo a punto dei Piatti Sinergici con la collaborazione delle scuole alberghiere.Lo scopo è condividerei cibi della Dieta Mediterranea per le loro componenti salutari utili nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e tumorali

La Dieta Mediterranea è nata circa tre mila anni fa e coincideva con il modo di mangiare delle popolazioni vissute nel bacino del mar Mediterraneo.  A partire dalla fine degli anni Cinquanta, il medico ricercatore americano Ancel Keys ha condotto uno studio epidemiologico per evidenziare le capacità di prevenire molte malattie, cardiovascolari e tumorali, di questa dieta, riscontrandola ancora in uso fra la classe più povera e numericamente più diffusa dell’Italia meridionale. Il nome di questo studio è “Seven Countries Study”. In esso, Keys e collaboratori hanno posto a confronto la dieta di contadini, piccoli artigiani e operai del Sud d’Italia con quelle in uso in altri Paesi, fra cui gli Stati Uniti. Nel 2010 l’Unesco, che si occupa di valorizzare e tutelare i patrimoni storici, artistici, architettonici e culturali di tutto il mondo, ha riconosciuto la Dieta Mediterranea “Patrimonio immateriale dell’umanità” ponendola sotto tutela ideale. Oltre a questo importante riconoscimento la Dieta Mediterranea ha avuto risonanza e diffusione in tutto il mondo. Di recente, nel marzo 2017, l’Agenzia americana di Michael Bloomberg, la Global Healty Index, collocando al primo posto la salute del popolo italiano, ha indicato che tra i parametri più rilevati dello stile di vita in voga nel Bel Paese vi sono la qualità della sanità e il ricorso abituale alla Dieta Mediterranea.

L’associazione Onlus SIDMe (Scuola Italiana della Dieta Mediterranea) da anni s’interessa di qualità e di stile di vita delle popolazioni. Al primo scalino della salute l’Associazione pone l’alimentazione.

I cibi rappresentano la benzina del motore, ragione per cui è necessario fare attenzione a quello che si mangia fin dalla nascita. A tale scopo, è consigliabile l’avviamento di un’alimentazione genuina, sana ed equilibrata, capace di evitare le cattive abitudini legate alla scarsa qualità e alla troppa quantità dei cibi confezionati. Queste cattive abitudini di mangiare male e troppo “junk food”, una volta acquisite, difficilmente si riesce a sradicarle. Per aiutare i medici e gli operatori sanitari a correggere le abitudini alimentari dei propri pazienti, la SIDMe offre corsi gratuiti per la formazione di esperti di Dieta Mediterranea. Parallelamente, ha avviato un progetto pilota (a Milano e a Pavia) per informare gli studenti nelle scuole di ogni livello e grado. Migliorare l’informazione tra i giovani è sembrato un modo utile per andare in controtendenza dei dati statistici, che evidenziano che nel 2015 il 40% degli studenti era in sovrappeso oppure obeso.

L’eccesso calorico rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio delle malattie cardiovascolari e neoplastiche. Nei cibi che compongono il paniere della Dieta Mediterranea si trovano i micronutrienti giusti che evitano o rallentano la comparsa di queste mortali malattie. La SIDMe sta validando il protocollo dei Piatti Sinergici con esperti delle scuole alberghiere, raccogliendo e mettendo assieme i cibi della Dieta Mediterranea che contengono quelle componenti note per essere efficaci nell’azione antinfarto e antitumorale. I Piatti Sinergici possono rappresentare un nuovo modello alimentare, capace di limitare i danni procurati in anni di diete sbagliate. Tutto questo e altro ancora è stato trattato da noti ricercatori, esperti del settore, universitari di fama internazionale e clinici di altissimo livello, a convegno lo scorso 6 maggio presso l’Aula Magna dell’Istituto “Mangiagalli”, Policlinico “Ca’ Granda” di Milano. Per l’occasione chi vi scrive e i suoi collaboratori hanno presentato il libro: “Dieta Mediterranea 2”, fresco di stampa. Il volume, una continuazione del precedente, tratta lo sviluppo delle malattie cardiovascolari causato dall’alimentazione scorretta e dallo stile di vita inadeguato.