di Italo Richichi

Al viala prima serie di incontri sulla Dieta Mediterranea sponsorizzati dalla SIDMe.Si tratta di 5 serate,durante le quali i docenti mettono a disposizione dei partecipanti il loro ricco bagaglio di conoscenze sulla alimentazione che fa capo alla dieta messa a punto per primo dall’americano Ancel Keys

È partito a Pavia il corso d’informazione sulla Dieta Mediterranea. La serie di incontri ha preso il via dopo appena due mesi dalla nascita della SIDMe (Scuola Italiana della Dieta Mediterranea). Si tratta di 5 serate, pari a 10 ore complessive, durante le quali i docenti mettono a disposizione dei partecipanti il loro ricco bagaglio di conoscenze sulla alimentazione che s’ispirano a quanto per primo ha messo a punto lo scienziato statunitense Ancel Keys, ormai più di cinquant’anni fa. Durante il primo workshop di venerdì 22 aprile, la saletta adibita ad aula era stipata da oltre 40 partecipanti. Fra i presenti, giovani medici, nutrizionisti, biologi, dietologi e altri soggetti non appartenenti a nessuna di queste professioni. Il saluto e l’augurio del coordinatore, di un Parlamentare della Repubblica e del Presidente dell’Ordine dei Medici hanno preceduto l’intervento del sottoscritto, che ha parlato in veste di presidente del SIDMe.

L’argomento di cui si è parlato durante il primo incontro era basato sul difficile rapporto di convivenza tra radicali liberi e antiossidanti. Si tratta di un delicato equilibrio che regola il grado di durata e la stessa qualità della vita, la lesione delle cellule, il grado di funzione dei vari apparati, la stabilità del sistema immunitario. La bilancia ossidante-antiossidante governa la velocità dell’invecchiamento, la comparsa delle patologie diffuse e mortali e la stessa conclusione dell’arco vitale. La Dieta Mediterranea, e quindi l’alimentazione, rappresenta la benzina del motore grazie al quale l’organismo funziona al meglio.

Il successivo intervento di un epidemiologo è servito a raccontare come l’utilizzo corretto ed equilibrato della Dieta Mediterranea sia stato in grado di modulare il tasso di mortalità nei vari territori italiani e nelle varie fasi storiche.

Il terzo e ultimo intervento è servito a dimostrare come cambia l’equilibrio, all’interno della società, su cui si regge il comportamento alimentare rispetto alle abitudini e allo stile di vita, e come queste variabili possono modificare la percezione del benessere comune.

Una generale soddisfazione ha rappresentato l’elevato successo dell’iniziativa fin dalla serata d’esordio.

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